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Amazon, Facebook, Google e Apple: ecco le prossime mosse del Congresso Usa

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Che cosa bolle nel Congresso Usa dopo le audizioni di Amazon, Facebook, Google e Apple

 

Dopo aver interrogato gli amministratori delegati di Amazon, Facebook, Google e Apple la scorsa settimana, i membri del Congresso stanno pensando seriamente all’idea di accusare una qualsiasi delle aziende di comportamento anticoncorrenziale o di proporre l’aggiornamento delle leggi federali antitrust, o addirittura di procedere su entrambe le ipotesi.

RAPPORTO IN ARRIVO

Dopo le audizioni della scorsa settimana, infatti, la sottocommissione antitrust della Camera sta preparando un rapporto sui risultati della sua indagine, tratto da circa 1,3 milioni di documenti, telefonate e interviste effettuate. Il presidente della sottocommissione David Cicilline ha detto ad “Axios Re:Cap” che spera di pubblicare il rapporto e le raccomandazioni entro fine agosto o settembre.

1,3 MILIONI DI DOCUMENTI RACCOLTI

Secondo quanto riporta Cnbc i documenti interni rilasciati dalla commissione dopo l’audizione dicono molto. La selezione degli “1,3 milioni di documenti raccolti dal comitato durante la sua indagine (…) include e-mail e registri di chat tra i dirigenti delle quattro società e quelle che hanno cercato di acquisire”. In particolare si dimostra una “strategia in anticipo rispetto alle decisioni che sarebbero diventate punti di svolta nell’eredità delle loro attività, come l’acquisizione di 1 miliardo di dollari da parte di Facebook di Instagram e la decisione di Amazon di tagliare i prezzi per i pannolini per competere con Diapers.com”.

Le quattro società hanno consegnato i documenti su richiesta della commissione. “Ma l’enorme raccolta di prove è probabilmente solo una frazione di quella su cui i regolatori federali e statali hanno studiato per poter decidere se intentare una causa antitrust contro uno dei giganti della tecnologia”, osserva Cnbc.

GOOGLE LA PIU’ A RISCHIO

Google sembra essere la più a rischio visto che come ha anticipato il Wall Street Journal, il Dipartimento di giustizia si sta preparando ad annunciare un caso antitrust entro questa estate.

Solo per fare un esempio, Facebook ha intrapreso l’acquisizione di Instagram nel 2012 in parte perché i dirigenti la consideravano una minaccia competitiva. Amazon ha utilizzato i dati di vendita di terzi per sviluppare i propri prodotti.

NON C’È SOLO IL CONGRESSO

Il Congresso, in ogni caso, è solo uno dei tanti settore del governo che sta facendo causa a queste aziende. Per questo si pensa che anche le altre compagnie tecnologiche dovranno prima o poi affrontare le indagini da parte del DOJ, della Commissione Federale del Commercio e dei procuratori generali dello Stato”, ha sottolineato Ashley Gold di Axios.

LE DUE OPZIONI DEL CONGRESSO

Le autorità Usa si trovano dunque di fronte a due opzioni: “Possono sostenere che i giganti della tecnologia hanno violato la legge antitrust e presentare una causa legale per questo, anche se risulta difficile dimostrare che abbiano creato monopoli non avendo fatto salire i prezzi dei prodotti – sottolinea Gold –. Oppure possono raccomandare di aggiornare le leggi antitrust per l’economia digitale. Ciò richiederà l’elaborazione di metriche di danno diverse dagli effetti dei prezzi, dato che molti prodotti digitali sono gratuiti. Richiederà anche definizioni di mercati che affrontino il tipo di potere che Amazon detiene sui venditori di terze parti o che Apple detiene sugli sviluppatori di App Store”.

UNA COMBINAZIONE DELLE DUE IPOTESI

I membri del panel antitrust hanno lasciato trapelare che alla fine produrranno una combinazione delle due ipotesi. “Alcune delle cose che abbiamo scoperto, come Facebook che ammette chiaramente di aver acquistato un concorrente per le quote di mercato, credo sia un’infrazione della legge secondo l’attuale normativa antitrust”, ha detto ad Axios la deputata del Congresso Pramila Jayapal aggiungendo che su altre aree, come il predominio di Google nello spazio pubblicitario, si potrebbero aver bisogno di leggi nuove per affrontare la questione.

“Dobbiamo sederci e parlare di quali cambiamenti nella legge potrebbero risolvere alcuni dei problemi che abbiamo identificato – ha detto sempre ad Axios la rappresentante del Congresso Ken Buck -. Sono fermamente convinta che ci sia bisogno di una regolamentazione in ambito digitale”.

COSA CHIEDONO I GRUPPI DI DIFESA DELLE LIBERTA’ CIVILI

I gruppi di difesa delle libertà civili che sostengono l’adozione di misure severe contro le aziende tecnologiche vogliono vedere norme dettagliate. L’Economic Liberties Project, per esempio, vuole che le nuove leggi antitrust fissino dei limiti “chiari” su quante quote di mercato può detenere un’azienda tecnologica, ha detto il direttore esecutivo Sarah Miller ad Axios.

Il gruppo vuole anche che il Congresso richieda alle autorità di regolamentazione di separare la piattaforma di e-commerce di Amazon dalla sua attività di stoccaggio e spedizione, secondo quanto si legge in una lettera spedita al comitato della magistratura della Camera.

Diversi altri gruppi si sono uniti alla lettera, tra cui l’Open Markets Institute, Demand Progress e The Institute for Local Self-Reliance.

TUTTO DIPENDE DALLE ELEZIONI?

Probabilmente, però, il destino di qualsiasi proposta emersa dall’indagine della Camera è nelle mani degli elettori a novembre. È improbabile che una nuova legislazione antitrust possa progredire a meno che i Democratici non vincano sia alla Casa Bianca sia al Senato.

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