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L’Algeria continua a russare con Putin, ecco come (anche nei Brics)

Algeria

L’Algeria ha presentato richiesta di adesione ai Brics, il gruppo con Russia, Cina, India e Sudafrica. Algeri ha già mostrato di volersi avvicinare a Mosca, specialmente sulle armi. Tutti i dettagli

 

Lunedì l’Algeria ha presentato una richiesta formale di adesione ai BRICS, il gruppo economico che riunisce Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.

Il ministero degli Esteri del paese non ha fornito molti dettagli, ma ha fatto sapere – come riporta l’agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu – di aver completato tutte le misure necessarie per l’ingresso.

L’ANTEFATTO

La volontà dell’Algeria di unirsi ai BRICS era nota da tempo. Lo scorso luglio il presidente Abdelmadjid Tebboune – peraltro presente come ospite al vertice di giugno dell’organizzazione – parlò esplicitamente di un interesse a procedere in questo senso perché il gruppo rappresenterebbe un’alternativa ai centri di potere tradizionali e perché i suoi membri “costituiscono una forza economica e politica”.

I BRICS valgono il 41 per cento della popolazione e il 24 per cento del prodotto interno lordo globale.

L’EQUILIBRISMO DELL’ALGERIA

Secondo Tebboune, l’ingresso dell’Algeria nei BRICS permetterebbe all’Algeria – che lui definisce “pioniera del principio di non-allineamento” – di “distanziarsi dall’attrazione dei due poli”: da un lato il raggruppamento delle democrazie, guidato dagli Stati Uniti; e dall’altro le autocrazie come la Russia e la Cina.

L’ASTENSIONE SULL’UCRAINA

Il mese scorso, assieme alla Cina, all’India e a una trentina di altri paesi, l’Algeria si è astenuta dalla risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite per condannare l’annessione (illegale) alla Russia di quattro regioni dell’Ucraina: Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia.

I RAPPORTI ENERGETICI

Tra la compagnia petrolifera statale algerina Sonatrach e la società gasifera statale russa Gazprom esiste un accordo per produrre idrocarburi dal giacimento di El Assel. Il progetto, tuttavia, entrerà in attività solo dal 2025 ed è slegato dagli accordi di compravendita di gas che l’Italia ha stretto oggi con l’Algeria (9 miliardi di metri cubi in più entro il 2024, di cui 4 già nel 2022).

I RAPPORTI SULLA DIFESA

Il 19 ottobre l’Algeria e la Russia hanno dato inizio a un’esercitazione militare congiunta nel mar Mediterraneo.

I due paesi, inoltre, avrebbero recentemente raggiunto un accordo di massima dal valore di 12 miliardi di dollari per la fornitura di sistemi d’arma russi: sottomarini, aerei da caccia di quinta generazione Sukhoi Su-57, cacciabombardieri Sukhoi Su-34 e Su-30 e sistemi di difesa aerea S-400, tra le altre cose.

Il bilancio della difesa dell’Algeria ammonterà a circa 22 miliardi di dollari, facendo del paese in primo in Africa per spesa militare in rapporto al PIL.

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