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Afghanistan, che cosa prevede l’accordo Usa-talebani

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Afghanistan

Il prossimo rilascio di prigionieri in Afghanistan è il risultato di un accordo tra gli Stati Uniti e i talebani. L’articolo dell’analista Giuseppe Gagliano

Secondo le agenzie stampa internazionali, il presidente afghano Ashraf Ghani emetterà un decreto per la liberazione di almeno 1.000 prigionieri talebani questa settimana, consentendo in tal modo l’apertura di colloqui diretti tra il governo afgano e gli insorti talebani.

Questo rilascio di prigionieri è il risultato di un accordo tra gli Stati Uniti e i talebani che consente alle forze statunitensi e alle truppe della Nato di ritirarsi dall’Afghanistan per porre fine a più di 18 anni di guerra.

Risulta del tutto comprensibile, alla luce di questo accordo, che la Commissione indipendente per i diritti umani in Afghanistan (Aihrc) abbia sottolineato che il presidente non ha l’autorità di rimettere in libertà persone che sono state accusate di crimini di guerra o di crimini contro l’umanità.

Indipendentemente dalla valutazione data dalla commissione da un punto di vista della stabilità dell’Afghanistan su medio-lungo periodo e soprattutto in relazione al contrasto al terrorismo questo accordo risulta un ulteriore dimostrazione del fallimento della guerra portata in Afghanistan.

A tale proposito in primo luogo non dobbiamo infatti dimenticare che uno dei paesi che ha maggiormente contribuito a supportare e sostenere i talebani è stato l’Iran attraverso l’Unità speciale Forza Quds che appartiene alle Guardie della rivoluzione islamica iraniana e quindi il rilascio di un numero così elevato di prigionieri talebani rappresenta un successo implicito dell’Iran.

In secondo luogo la guerra afghana, durata diciotto anni, ha raggiunto a livello di costi la ragguardevole cifra di 2mila miliardi di dollari secondo il report del Watston Institute della Brown University, costi che risultano vanificati.

In terzo luogo sia la guerra preventiva nel suo complesso che la guerra contro-insurrezionale — nello specifico posta in essere dagli Stati Uniti e in particolare modo dalla Cia — ha fino a questo momento dimostrato la sua inefficacia operativa.

D’altronde i talebani ironicamente affermano che “gli americani hanno l’orologio ma noi abbiamo il tempo” alludendo da un punto di vista militare al fatto che le azioni terroristiche insieme all’uso della guerriglia – quando hanno un’ampio supporto sociale – sono in grado di logorare nel tempo qualsiasi avversario, come accadde con la guerra di Algeria.

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