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5G, tutte le liti fra Merkel e Servizi segreti della Germania su Huawei

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Huawei

Cosa ha detto Bruno Kahl, capo dei servizi segreti della Germania, su Huawei al Bundestag. Una posizione differente rispetto a quella del governo…

Tensioni istituzionali in Germania sulla presenza delle aziende cinesi – in primis Huawei – nella realizzazione della rete 5G. Ecco tutti i dettagli.

LA POSIZIONE DEI SERVIZI SEGRETI

Un rischio per la sicurezza del Paese. É così che Bruno Kahl, capo dei servizi segreti tedeschi, descrive la partecipazione di Huawei alla corsa per il 5G. La società cinese, secondo l’intelligence federale, dipende molto dal Partito Comunista della Repubblica popolare.

COSA HA DETTO BRUNO KAHL

L’autorità da lui guidata è “giunta alla conclusione che l’infrastruttura non è adatta per essere utilizzata da un gruppo a cui non si può dare pienamente fiducia”, ha detto il presidente del Bundesnachrichtendienst, agenzia di intelligence, nel corso di un’audizione formale al Bundestag.

Ci possono essere delle aree in cui Huawei potrebbe essere coinvolta, ma non nei settori fondamentali.

IMPRESA LEGATA ALLO STATO (E AL PARTITO COMUNISTA)

La mancanza di fiducia di cui parla il capo dell’intelligence non si riferisce alla tecnologia che propone l’azienda di Shenzen, ma alle influenze che potrebbe avere il Partito Comunista Cinese. Secondo l’agenzia, infatti, Huawei può essere considerata un’azienda statale e Pechino potrebbe estorcere importanti informazioni tramite la tecnologia cinese.

CINA INTERESSATA AD ECONOMIA TEDESCA

“La Cina è interessata alla politica estera e guarda all’economica tedesca”, ha dichiarato il commissario dell’Ufficio federale della difesa Thomas Haldenwang alla riunione del consiglio, aggiungendo che anche la Russia rappresenti un pericolo per la Germania.

LA DECISIONE TEDESCA

Gli allarmi sul rischio spionaggio, per ora, non hanno influenzato le decisioni della cancelliera Angela Merkel, che ha deciso di non escludere nessuna azienda dalla gara per il 5G. Per preservare la sicurezza dei cittadini tedeschi e del territorio del centro-Europa, la cancelliera ha optato per un “catalogo di requisiti di sicurezza rigorosi estesi” per il 5G (qui i dettagli)

LE PREOCCUPAZIONI DELLA CDU

Lo stesso partito di Angela Merkel non apprezza troppo Huawei. “Non si tratta di fidarsi del Gruppo Huawei, ma se ci fidiamo del Partito Comunista Cinese, i cui interessi e requisiti sono naturalmente subordinati a Huawei”, ha commentato la decisione della Merkel, Norbert Röttgen (CDU), capo della commissione Esteri del Bundestag. La questione della sicurezza nazionale, sostiene Röttgen, non può essere trattata solo “con atti amministrativi o documenti interni al governo. Questo deve essere regolato nel Bundestag e dalla legge, come la modifica delle leggi sulle telecomunicazioni”, ha aggiunto.

A fare eco alle parole di Norbert Röttgen è Elmar Brok (CDU). “Considero l’apertura per Huawei un enorme errore!”, perché così “Creiamo una nuova dipendenza dalla Cina e ci perdiamo ancora per creare la sua soluzione europea in questo campo “, ha detto Brok, proponendo al Governo di investire per “rafforzare i produttori europei”. Si tratterebbe, spiega Brok, non di una mossa “anti-cinese ma pro-europea”.

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