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Samsung: tutti i guai per i brevetti

Google Samsung

Tutti contro Samsung. Dopo Apple, anche Huawei accusa la casa coreana di aver violato i brevetti di proprietà

Huawei fa causa a Samsung, per violazione dei brevetti. Le accuse da parte del colosso cinese sono pesanti: il big tecnologico sudcoreano ha violato ben 12 brevetti, 8 dei quali relativi agli smartphone e 4 relativi alla reti cellulari. “Samsung e le sue affiliate hanno guadagnato miliardi di dollari con la vendita di prodotti che utilizzano la tecnologia di Huawei”, fanno sapere dalla Cina.

“Samsung deve rispettare i nostri brevetti, ottenuti con investimenti importanti in ricerca e sviluppo, e deve bloccare la violazione. Può richiedere e ottenere la nostra licenza e collaborare con noi per guidare, insieme, l’innovazione del settore”, ha invece commentato Ding Jianxing, uno dei dirigenti di punta di Huawei.

Le accuse , che vedono sue distinte azioni legali (una negli Usa e una in Cina), al momento non sembrano preoccupare Samsung. “Difenderemo i nostri interessi”, è stata la risposta secca di Samsung, che alla fine del 2015 deteneva oltre 110 mila brevetti, più del doppio di quelli in mano a Huawei.

La speranza di Huawei è che Samsung si rivolga agli uffici di Pechino per “ottenere le licenze necessarie” prima di utilizzare la tecnologia cinese.

Huawei

Samsung e brevetti: guai anche con Apple

Non è la prima accusa di questo tipo che un colosso tecnologico ha rivolto alla casa coreana. É in corso fin dal 2012 una battaglia legale sulla proprietà di brevetti tra Samsung ed Apple. La casa di Cupertino ha accusato Samsung di aver violato la proprietà intellettuale della Mela Morsicata, ma la casa coreana (anche in questo caso) non ci sta.

Ne è nata una guerra infinita. Dopo le diverse vittorie di Apple, una delle quali condannava la casa sudcoreana a pagare ben 399 milioni di dollari per aver infranto alcuni brevetti di Cupertino, Samsung ha deciso di rivolgersi alla Corte Suprema americana.

Intanto a febbraio scorso, la casa coranaha vinto una parte della guerra. Secondo quanto scrive Bloomberg, un tribunale d’appello federale ha infatti stabilito che il gruppo sudcoreano non ha infranto un brevetto di Apple (quello sul sistema per accedere ai link veloci) e gli altri due contestati (‘slide-to-unlock’ e l’autocorrettore) non sono brevetti validi. Ma la storia non finisce qui.

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