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Intel: la creatività al servizio dei processori

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Intel paga il grande successo di Inside: l’azienda non è solo processori per computer. E intende farlo capire grazie al lavoro di un’agenzia pubblicitaria interna

Il nome Intel è associato all’idea di processori per pc portatili. Un grande successo, da una parte, per una società che non vende direttamente ai consumatori: “Intel Inside” anche se non lo vediamo e non lo acquistiamo (in modo diretto, intendiamo) è qualcosa che ben conosciamo e apprezziamo. Un problema potenziale, dall’altra parte: ad anni di distanza dall’era Wintel, ovvero dal dominio di Pc con sistemi operativi Windows e chip Intel, la società intende diversificare il suo business e vorrebbe che anche i consumatori lo capissero, guardando all’azienda in modo diverso.

Intel non è solo processori, ma creatività e contenuti

Gli sforzi dell’azienda di Santa Clara per modificare l’idea che hanno gli utenti del marchio sono iniziati circa 2 anni fa, ma solo ora iniziano a vedersi i primi risultati. Agenzia Inside è un’agenzia pubblicitaria interna all’azienda che si propone, da febbraio 2015, di dar vita storie che promuovono gli avvenimenti più innovativi associati al lavoro dell’azienda californiana. In un solo anno,  Agenzia Inside ha visto crescere i propri dipendenti  a numeri a doppia cifra e entro la fine dell’anno ne dovrebbe contare 90.

Non solo: l’azienda di Santa Clara ha anche avviato dei gruppi di lavoro che potessero concentrarsi su video e su digitale, guidati da Yogiraj Graham. Sono stati creati numerosi contenuti originali. Pensate, per esempio, ad un video che mostra una donna in India, con un figlio epilettico, che utilizza un processore Intel Edison per rilevare l’arrivo di nuovi episodi di epilessia. Insomma, Intel non è solo processori, ma anche creatività e contenuti.

Cosa vuole raccontare Intel?

Gli sforzi in campo creativo dell’azienda di Santa Clara hanno un loro perchè: raccontare i  vari processori e le altre tecnologie dell’azienda che potrebbero migliorare diversi settori, tra cui  moda e arte, scienza e medicina. “Stiamo commercializzando noi stessi” sotto altri aspetti, ha spiegato il responsabile Marketing di Intel, Steven Fund. La società è stata “un po’ vittima del grande successo di Intel Inside”.

Per farlo, “Intel ha deciso di portare in-house la creazione della pubblicità”, continuando comunque a lavorare con agenzie esterne. La squadra interna funziona “tanto bene come un’agenzia esterna”, ha affermato Teresa Herd, direttore creativo di Intel.

Tra gli altri contenuti di Intel vi è una serie video “Un’esperienza straordinaria”, che raccontano tra le altre cose il lavoro di alcuni giovani che hanno partecipato a un concorso di Auto Solari, sfruttando la tecnologia dell’azienda di Santa Clara in fase di test.  La serie, “Meet the Makers”, invece, racconta brevi storie in stile documentario. Una tra queste riprende gli sforzi di uno scienziato per capire il perchè del declino della popolazione delle api, monitorando gli insetti con piccoli “zaini” Intel.

Intel cambia il suo core business

“Intel è conosciuta come la società PC”, ha dichiarato Krzanich parlando con alcuni analisti di Wall Street. “E’ il momento di  spingere la società verso altre strade“, come la produzione di chip per smartphone, il cloud computing, l’Internet of Things. “Queste azioni guidano il cambiamento sul lungo termine per consolidare Intel come leader del mondo connesso e smart”.

La ristrutturazione non significa che l’azienda di Santa Clara smetterà di produrre i suoi processori: li usano Apple, Microsoft e tutti i produttori PC e l’azienda ottiene il 60% delle sue entrate sono ancora dall’impegno in questo comparto (i Personal Computer sono ancora importanti per le casse di Intel). La società cambierà, però, il suo core business, penserà ad altro e si lancerà anche nel mondo dell’Internet delle Cose.

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