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Hilary Clinton vs Donald Trump: come Google influenza i voti

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Hilary Clinton

Alle ricerche effettuate su Hilary Clinton, Google affianca termini positivi. Ed ecco che il motore di ricerca potrebbe influenzare il voto

Google, il motore di ricerca americano più utilizzato al mondo, tifa per Hilary Clinton. A dirlo è una ricerca firmata dallo psicologo Robert Epstein e pubblicata in esclusiva su Sputnik, secondo cui Big G. (Google) farebbe leva sulla funzione di completamento automatico delle ricerche per influenzare i voti. Proviamo a capire.

La funzione di completamento automatico di Google

La funzione di completamento automatico entra in gioco tutte le volte che un utente digita qualcosa nella barra del motore di ricerca. Il sistema, infatti, visualizza una serie di ricerche-suggerimenti, che si basano su quanto noi stiamo digitando e su cosa abbiamo cercato in precedenza, sulle tendenze del momento e sulle informazioni ricercate dagli altri utenti. Si tratta di una funzione introdotta nel 2004, ma divenuta parte integrante della ricerca nel 2008 e ha l’obiettivo di facilitare e velocizzare le attività dell’utente.

Google e le ricerce su Hilary Clinton

Secondo quanto affermato dallo psicologo dell’American Institute for Behavioral Research and Technology, Robert Epstein, Google supporterebbe la candidatura di Hilary Clinton affiancando ai termini più ricercati solo parole positive e, se non ce ne sono, non mostra alcun suggerimento. Come è facile immaginare, così non accade per lo sfidante Donald Trump.

Facciamo qualche esempio. Quando l’utente digita “Hillary Clinton is” (Hilary Clinton è), il motore di ricerca di Mountain View suggerisce due completamente autmatici, con le parole “winning” (vincente) e “awesome” (grandiosa). Il completamento suggerito, invece, da altri motori di ricerca, come Yahoo e Bing, affianca ad Hilary parole come “liar” (bugiarda), “criminal” (criminale) e “lying crook” (corrotta bugiarda). C’ da dire, che la frase “hillary clinton is a liar” è molto più popolare nelle Tendenze di Google di “hillary clinton is awesome”. Insomma, Big G. guida la ricerca.

Hilary Clinton

Se la chiave di ricerca, invece, è anti Hilary Clinton, spiega lo studio condotto dallo psicologo Robert Epstein, non appaiono suggerimenti, ma di risultati su Google ce ne sono.

Google influenza il voto degli elettori

Big G. non è certo super partes, come vuole far credere, ma guida il voto degli elettori. “Se è possibile spingere surrettiziamente le persone a produrre risultati di ricerca che sono intrinsecamente pregiudizievoli e orientati, la battaglia è vinta per metà. Includendo o sopprimendo accoppiamenti negativi nei suggerimenti si può condurre gli utenti a produrre ricerche da una parte all’altra come fossero cani al guinzaglio. E si può utilizzare questa sottile forma di influenza non solo per alterarne le opinioni sui candidati a una qualche elezione ma potenzialmente su ogni cosa”, spiega lo psicologo Robert Epstein.

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