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Blocco Whatsapp: servizio sospeso per 72 ore

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Un giudice Brasiliano ha deciso un nuovo blocco WhatsApp per 72 ore. E’ il terzo blocco in un anno, perchè il servizio di messaggistica non ha fornito i dati di alcuni utenti

Un giudice Brasiliano ha ordinato un nuovo blocco WhatsApp: a partire da martedì maggio, il giudice Marcel Montalvão del tribunale di Lagarto (nello Stato di Sergipe), ha ordinato, con una sentenza del 26 aprile, a tutte le compagnie telefoniche locali, di rete fissa e mobile, di bloccare Whatsapp per 72 ore. Il famoso servizio di messaggistica, Whatsapp, si è rifiutato di rivelare i dati dei suoi clienti coinvolti in un’indagine penale.

Tutte le compagnie Brasiliane, tra cui Tim, hanno deciso di rispettare il provvedimento. Se le compagnie Oi, Vivo, Claro, Nextel e Tim decidessero di non rispettare la sentenza del giudice saranno soggette ad una multa giornaliera di 500 mila reais (circa 150 mila euro).

Blocco Whatsapp: perchè questa decisione?

Si tratta di un altro braccio di ferro tra la Giustizia e i big dell’Hitech, proprio come quello che ha interessato FBI-Apple. Il servizio di messaggistica, infatti, ha deciso di non collaborare con le autorità, rifiutandosi di fornire i dati durante un’indagine nei confronti di alcuni trafficanti di droga.

A decidere il blocco è stato lo stesso giudice che, lo scorso marzo, ha fatto arrestare il vicepresidente di Facebook per l’America Latina Diego Dzodan (interrogato e rilasciato il giorno dopo). Per il giudice, il vicepresidente non avrebbe rispettato l’ordinanza del tribunale che obbligava la società a rompere il blocco dei messaggi sotto indagine.

Blocco whatsapp

I precedenti

Non è il primo blocco che interessa Whatsapp. Lo scorso 17 dicembre 2015 era stato ordinato uno stop ai messaggi di 48 ore, per decisione del giudice di San Paolo Sandra Regina Nostre Marques. In quella occasione, il servizio di messaggistica si era rifiutato di collaborare in un’inchiesta su un utente coinvolto nel traffico di droga. La corte di appello, però, nello stesso giorno in cui partiva il blocco, aveva annullato il provvedimento ritenendolo esagerato.

Il secondo episodio di blocco, invece, si è verificato il 25 febbraio 2015, ordinato da un tribunale di Teresina nello stato di Piauí (nel nord est del Paese). Il motivo? Whatsapp si era rifiutato di rimuovere alcune foto di bambine e minorenni al centro di un’inchiesta sulla prostituzione minorile aperta dalla procura della città.

Blocco Whatsapp: una decisione estrema

Il blocco del servizio appare, agli occhi dei responsabili del servizio di messaggistica, una decisione estrema. “Questa decisione punisce più di 100 milioni di brasiliani che fanno affidamento sui nostri servizi“, ha detto un portavoce WhatsApp, ribadendo che i responsabili hanno collaborato nel limite del possibile.

In tanti, il 2 maggio, si sono lamentati del blocco Whatsapp di 72 ore su Twitter: il servizio è utilizzato, infatti, da studenti e professionisti. C’è chi vede il blocco, come riporta il New York Times, anche come qualcosa di positivo: @IZATLEITE, un utente Twitter, ha scritto, “Senza WhatsApp, potrò finalmente leggere senza essere disturbata o interrotta.”

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