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YouTube è il preferito dai jihadisti

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Lo strumento migliore per portare avanti la propaganda dei jihadisti? E’ Youtube.

Ogni giorno la piattaforma web del video sharing è inondata da una quantità impressionante di video inneggianti al grande jihad impossibile da monitorare ed eventualmente censurare.

L’allarme è stato lanciato a Bruxelles dalla public policy manager di Google, Verity Harding, che calcola che ogni minuto vengano caricate su YouTube 300 ore di materiale video, una mole enorme al quale gli admin non riescono a fare fronte.

Quello della propaganda islamista sui social network è un tema caldissimo che vede scontrarsi pubbliche autorità con fornitori dei servizi. Google ha comunque fatto presente che non è possibile controllare preventivamente i video caricati su YouTube e affida il compito di regolare questo problema alle norme della community che servono per frenare la diffusione di materiali violenti. Aspetto sottolineata da Veridity Harding durante la conferenza organizzata dall’Alleanza dei democratici e dei liberali per l’Europa che riassume le difficoltà del caso: “Sarebbe come filtrare una telefonata prima che sia fatta”.

Le autorità UE esprimo il loro disappunto e per fronteggiare il problema e richiedono l’intervento degli stati membri. Il capo dell’antiterrorismo europeo Gille De Kerchove dichiara infatti: “Ogni Paese dell’Unione europea dovrebbe avere una task force specializzata in questo tipo di operazioni”.

Dopo i fatti di Parigi il tema del terrorismo ha scosso un po’ tutti ed è entrato prepotentemente nel dibattito pubblico a seguito alla volontà del Governo Francese di caricare ai provider del web la responsabilità per la divulgazione dei contenuti. Sarebbero in cantiere a riguardo delle bozze per regolamentare in modo più stringente gli obblighi dei colossi del web.

Il presidente francese Francois Hollande dichiara: “I grandi operatori, e sappiamo bene chi sono, non potranno più chiudere gli occhi se verranno considerati complici di cosa ospitano. “

“ Dobbiamo agire a livello europeo e internazionale per definire un quadro giuridico in modo che le piattaforme Internet che gestiscono i social media vengano considerate responsabili e che possano essere sanzionate”

Per ora gli strumenti di controllo a disposizione di YouTube si basano su un controllo affidato direttamente dagli utenti che hanno la possibilità di segnalare materiale a rischio, rimandando il controllo dei contenuti al provider. Questo tipo di segnalazioni, a causa del grande volume, non sempre raggiungono l’obiettivo sperato e solo circa un terzo dei contenuti sono stati rimossi.

Intanto anche l’Unione Europea pensa all’introduzione di strumenti normativi che sollecitino i paesi alla creazione di una task force pronta ad intervenire sul tema. Si tratta tuttavia di un discorso delicato, dove è necessario bilanciare in modo adeguato diritti di libertà con la pubblica sicurezza.

terrorismo su youtube

 

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