Innovazione

Ecco i primi viaggi dei camion senza conducente di Uber

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Uber l’ha detto e Uber l’ha fatto. La piattaforma di ridesharing che ha trasformato il business dei taxi circa mezzo decennio fa, ha annunciato che le prime corse di camion a guida autonoma sono andate a buon fine in Arizona. Ecco tutti i dettagli.

LE NOVITA’

Ma facciamo un passo indietro. Circa un anno fa, la società con sede a San Francisco ha acquistato la startup californiana di camion Otto di Anthony Levandowski. Nel frattempo ha lanciato la nuova applicazione ‘Freight’ per consentire agli utenti di noleggiare camionisti per il trasporto di merci e pacchi. La Uber delle merci funziona esattamente come il noleggio taxi: collega infatti gli autisti di mezzi pesanti e i loro datori di lavoro con le persone che necessitano affittare i loro servizi per le consegne. Senza dimenticare che sta investendo sullo sviluppo di tecnologie per automobili senza conducenti, bisticciando pure con Google per una questione di brevetti.

Addizionando i fattori ecco che arriviamo all’annuncio di oggi: i camion autonomi di Uber hanno trasportato merci lungo le strade dell’Arizona negli ultimi mesi. O meglio si è trattato di corse regolari con conducenti umani che lavorano in tandem con camion autonomi.

CAMION NON PROPRIO DRIVELESS

L’esperimento è andato più o meno così: nel bel mezzo del Midwest la merce è stata caricata su un camion convenzionale, guidato da un uomo, che ha percorso un breve tragitto fino a Sanders, in Arizona. Qui avviene lo switch: la merce viene spostata dal camion a corto raggio a un altro camion per la lunga percorrenza, stavolta a guida autonoma. Il camion di prova senza conducente ha percorso la parte più lunga del viaggio fino a Topock, dove ha riconsegnato il carico a un camion con conducente per portare a termine la consegna.

DALLA PARTE DEGLI AUTOTRASPORTATORI

Si tratta di un grande passo avanti verso la commercializzazione della tecnologia autonoma per autocarri e nel futuro del settore merci in generale. Senza dubbio Uber ha sorpassato la concorrenza, inclusa la startup Embark, che sta sviluppando una tecnologia self-driving basata su reti neurali e deep learning in grado di gestire la movimentazione dei mezzi pesanti.  “Con l’introduzione della tecnologia auto-guida, speriamo di aiutare i conducenti a ottenere un maggiore controllo sulla loro vita quotidiana”, si legge in una nota rilasciata dalla società, “non sappiamo con esattezza quanto velocemente i camion che guidano da soli diventeranno parte dell’industria, o che impatto avranno su di essa nei prossimi anni, ma crediamo che aiuteranno le persone che la manterranno in attivo”.

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