Innovazione

Vi presento il finto (ed esilarante) sito per il reddito di cittadinanza

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L’avete visto il farlocco (ed esilarante) sito per il reddito di cittadinanza? L’articolo di Umberto Rapetto, generale GdF in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche

 

Forse non è stato Mikhail Bakunin a pronunciarla per primo, ma la frase “La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà!” è attualmente l’unico slogan su cui fondare qualche speranza per il futuro.

La goliardia come panacea, questo il rimedio ad ampio spettro. Ne sono certo. E non sono l’unico di questa opinione.

Mentre ci si sente perseguitati da Internet e dai suoi strumenti volti a condizionare e controllare comportamenti e pensieri, forse proprio nella Rete si riesce a trovare qualche atollo in cui ritrovare il sorriso. L’occasione per riscoprire un web diverso dalla macchina di propaganda politica e commerciale ce la regalano un manipolo di eredi di Masaniello che hanno dato vita ad una spassosissima iniziativa legata ad uno dei temi di maggiore attualità.

La storia non è nuova e, anzi, se ne può parlare solo adesso perché prima se ne sarebbe forse compromessa la sopravvivenza del sito che invece è arrivato incolume fino ad oggi.

A marzo scorso un gruppo di giovanotti vivaci ha realizzato un sito web “sviluppato per fini ludici” incentrato sulla principale aspettativa di tanti giovani e meno giovani in questo periodo. E’ stato così varato www.redditodicittadinanza2018.it che in questi mesi è sfuggito alla mannaia di una possibile censura. Il finto portale ha calamitato l’attenzione di parecchie persone, molte delle quali (non avendo letto che a fondo pagina era chiaramente indicato “nessun dato sarà registrato” in piena conformità con la normativa in materia di privacy e con l’intento pacificamente scherzoso) hanno compilato il modulo e cliccato sul pulsante INVIA pur corredato dall’avviso che non sarebbe successo nulla.

A distanza di quasi un anno, il sito – su cui spicca un incredibile logo IMPS che non si distingue dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale solo per quella M maiuscola – continua a collezionare visitatori e da adesso anche flotte di curiosi che vogliono fare un corroborante download di buonumore.

Il sito spiega che i nostri connazionali possono avere diritto ad un mensile di 400 euro. Agli immigrati regolari spetterebbero 435 euro, mentre quelli “irregolari e celiaci” si prospettano come i più fortunati perché il loro reddito di cittadinanza ammonterebbe a 735 euro. Le differenze degli emolumenti sono naturalmente congegnate per rispettare la civiltà delle fake news e quindi per alimentare i sempre ingordi cacciatori di notizie ad effetto da far rimbalzare sui social.

Tra gli elementi maggiormente divertenti c’è la versione “in lingua straniera”. Se i normali web mettono a disposizione le pagine del sito in inglese, www.redditodicittadinanza2018.it mira ad agevolare chi è arrivato in Italia da un altro Paese a prescindere dall’idioma della realtà geografica di provenienza.

Appena ci si collega a questo web goliardico, nella parte superiore dello schermo e per la precisione sul lato destro è presente la domanda “Sei un immigrato?”. Chi clicca in corrispondenza di tale quesito si trova immediatamente catapultato sulla “edizione internazionale” del sito.

Il titolo della pagina diventa un gustosissimo “Reddido di giddadinanza” e il testo, oltre a evocare la parlata degli extracomunitari secondo l’immaginario collettivo dell’italiano razzista medio, ricorda personaggi politici della prima Repubblica regalando una vaga connotazione vintage a quel che appare sullo schermo.

Se si prova a tornare alla videata iniziale nella nostra lingua e si fa clic su “Sei un italiano?” si vien subito castigati. Al centro del monitor appare una finestra su cui campeggia la scritta “Once you go black, you will never come back” che in rima inglese dice “Una volta che sei diventato nero, non puoi più tornare indietro”.

Non si ottiene nessuna remunerazione piovuta dal cielo, ma senza dubbio qualche minuto di allegria è garantito.

Il mio essere napoletano “adottivo” (l’aver fatto la Nunziatella mi ha permesso di respirare a pieni polmoni l’atmosfera partenopea) e “per deliberata scelta” (troppo facile aver la fortuna di esserci nati) mi fa gioire che questa simpatica idea venga da una città che è culla di cultura, civiltà e soprattutto di buoni sentimenti e libertà. Adesso che c’è chi predica l’abbandono dei vaccini, chissà se queste caratteristiche (un tempo positive) possono contagiare l’intero Paese…

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