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Francia Italia Spazio

Vega C e Ariane 6, tutte le (reali) sintonie tra Italia e Francia nello spazio

Italia e Francia concordano per rafforzare la cooperazione nello spazio. Le Maire sottolinea l'importanza di "garantire il successo di Ariane 6 e far tornare a volare Vega C". Nessuna menzione sul progetto Maia, un piccolo lanciatore riutilizzabile progettato dalla francese ArianeGroup, potenziale concorrente del lanciatore italiano

L’Italia e la Francia hanno concordato di rafforzare la cooperazione bilaterale nello spazio.

È quanto emerso dall’incontro del 3 marzo tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, a Roma, nel primo forum bilaterale previsto dal Trattato del Quirinale. Ne è risultata la dichiarazione in 17 punti firmata venerdì a Roma, di cui uno riguarda proprio lo spazio.

“Lavoriamo insieme nella comune consapevolezza che questa grande sfida è la sfida del futuro del nostro continente”, ha affermato il ministro Urso. “Non è un caso che il nostro primo incontro sia avvenuto a Parigi a novembre a margine della ministeriale Esa in cui, sulla base di un documento congiunto firmato insieme al ministro dell’Economia tedesco, Robert Habeck, si è poi svolta una ministeriale di successo sia per i programmi e per le risorse messe in campo per vincere la sfida dello Spazio”, ha aggiunto il titolare del Mimit.

Riguardo alla cooperazione nel settore spaziale, in particolare nel comparto lanciatori, Le Maire ha ribadito l’importanza di “garantire il successo di Ariane 6 e far tornare a volare Vega C il prima possibile”. Chiaro riferimento al fallimento del primo volo commerciale di Vega C lo scorso 20 dicembre, la versione aggiornata del lanciatore europeo Vega realizzato da Avio negli stabilimenti italiani di Colleferro.

Il fallimento ha inflitto un duro colpo agli sforzi europei per mantenere l’autonomia nel lancio. Il Vega C è stato uno dei capisaldi di quella strategia, insieme all’Ariane 6 ancora in fase di sviluppo.

“Per quanto riguarda le politiche spaziali, bisogna dare attuazione alle buone intenzioni sui progetti nel comparto dei lanciatori risolvendo la potenziale concorrenza tra il progetto italiano Vega C (sviluppato dalla Avio) e quello francese denominato Maia” sottolinea il Sole 24 Ore.

Tutti i dettagli.

COSA AFFERMA LA DICHIARAZIONE CONGIUNTA ITALIA-FRANCIA RIGUARDO IL SETTORE SPAZIO

“Conveniamo di rafforzare la nostra cooperazione nel settore dello spazio. A testimonianza di ciò, la Francia e l’industria francese renderanno disponibile la capacità industriale necessaria nel breve periodo per assicurare un pronto ritorno al volo di Vega C e lavoreranno assieme all’Italia per assicurare un utilizzo sostenibile di Vega C” è quanto recita il punto 16 della dichiarazione congiunta siglata da Urso e Le Maire riguardo il comparto spaziale.

La famiglia dei lanciatori europei comprende i lanciatori Ariane e Vega e le versioni aggiornate Ariane 6 (destinato a portare i satelliti in orbita alta) e Vega C (per i satelliti medio-piccoli in orbita bassa).

IL FALLIMENTO DI VEGA C

Ma il programma Vega C ha registrato una battuta d’arresto lo scorso dicembre quando il primo volo commerciale è fallito a causa di un problema al motore Zefiro 40. L’indagine indipendente dell’Agenzia spaziale europea e Arianespace (società che commercializza i lanci dei lanciatori europei Ariane e Vega) ha rilevato che la causa del fallimento è stata un graduale deterioramento dell’ugello del motore Zefiro 40. E quella parte riguarda un componente difettoso (ottenuto dall’Ucraina dalla società aerospaziale italiana Avio.

Il lancio fallito dalla Guyana francese è stato l’ultimo di una serie di battute d’arresto per le ambizioni spaziali indipendenti dell’Europa mentre cerca di competere con Stati Uniti, Russia e Cina. “Nessuna debolezza nel design dello Zefiro 40 è stata rivelata”, ha precisato il 3 marzo Arianespace, riferendosi al motore che alimenta il secondo stadio del suo nuovo razzo Vega C, utilizzato per inviare i satelliti in orbita. Tuttavia, il direttore dell’Esa Josef Aschbacher ha dichiarato che l’accesso dell’Europa allo spazio sarebbe in pericolo se le compagnie nazionali non riuscissero a tenere il passo con i rivali internazionali. Oltre allo stop dei voli Vega C in seguito all’insuccesso del lancio, sull’accesso spaziale europeo pesa anche il ritardo dello sviluppo del lanciatore pesante Ariane 6.

LA POSIZIONE DI AVIO

Da parte sua Giulio Ranzo, amministratore delegato di Avio, prime contractor di Arianespace per il Vega C, ha dichiarato che aumenterà il numero di ingegneri e responsabili della catena di fornitura che lavorano sul lanciatore. Ranzo ha difeso la scelta di procurarsi il materiale di carbonio da un fornitore ucraino sottolineando che la decisione fu presa durante la fase di sviluppo del razzo tra il 2015 e il 2017, quando nessun prodotto comparabile in quantità sufficienti era disponibile all’interno dell’Unione Europea, riporta Reuters.

Nel frattempo il 3 marzo Arianespace ha aggiornato il programma di lanci per assegnare un volo a uno dei due lanciatori Vega rimanenti con una data di lancio prevista entro la fine dell’estate 2023, prevedendo il prossimo volo di Vega C entro la fine del 2023.

I DELICATI RAPPORTI TRA ROMA E PARIGI NEL COMPARTO LANCIATORI

E nello stesso giorno in cui la Commissione d’Inchiesta Indipendente (Iec) ha presentato i risultati sull’indagine del fallimento di Vega C, i ministri di Italia e Francia concordavano di rafforzare la cooperazione bilaterale nello spazio citando espressamente Vega C e Ariane 6.

D’altronde già nel 2021 il ministro per l’Innovazione italiano Vittorio Colao e l’omologo francese Bruno Le Maire avevano firmato un accordo proprio sui lanciatori europei nel contesto della firma del Trattato del Quirinale. La relazione si è normalizzata con la definizione di un meccanismo di sostengo reciproco ai rispettivi progetti Vega-C e Ariane 6, ha evidenziato Jean-Pierre Darnis, professore dell’Université Côte d’Azur e Luiss Guido Carli sul Foglio.

Al momento Avio sta lavorando anche su Vega E, ultima evoluzione del lanciatore Vega. Ma il vettore di Avio avrà un concorrente diretto con il futuro mini lanciatore riutilizzabile Maia?

COSA SUCCEDERÀ CON IL FUTURO MINI LANCIATORE RIUTILIZZABILE MAIA?

A febbraio 2022, ArianeGroup ha annunciato il lancio di MaiaSpace, una start-up consociata con l’obiettivo di sviluppare, in tempi brevi, Maia, il primo mini lanciatore europeo riutilizzabile ed eco-friendly, accelerando la validazione in volo delle tecnologie riutilizzabili necessarie per implementare la nuova famiglia di lanciatori spaziali europei.

“Le successive dichiarazioni francesi di sviluppo del mini-lanciatore Maia hanno comunque rinnovato i sospetti italiani di un doppio gioco francese che mette in campo progetti concorrenti a quelli italiani mentre promette una politica concordata” ha rimarcato Darnis.

COME SI COLLOCA LA GERMANIA

Senza dimenticare che nel settore dei lanciatori tra Roma e Parigi c’è anche l’ascesa di Berlino. “Ci troviamo quindi di fronte a un quadro complesso, con una necessaria cooperazione europea ma anche spinte competitive incentivate dai modelli di accelerazione tecnologica attualmente in corso con il new space statunitense” aggiunge il professor Jean-Pierre Darnis.

Proprio qualche mese fa, a margine della ministeriale dell’Agenzia spaziale europea del novembre scorso, Francia, Germania e Italia, i tre maggiori contributori dell’Esa, hanno annunciato di aver concordato di garantire il futuro dei lanciatori Ariane 6 e Vega-C di prossima generazione. Con quella intesa il governo Meloni si assicura così pari impegno tra Ariane e il Vega, dissipando i rumors secondo cui la Germania avrebbe sostenuto la Francia nello sviluppo di una nuova generazione di lanciatori spaziali Ariane 7 lasciando ai margini Vega.

In quell’occasione il ministro Urso ha dichiarato che “In particolare l’auspicio è una più ragionevole distribuzione di finanziamenti dell’Esa che tenga conto dei rischi assunti dal ‘prime contractor’ di Vega C e che garantisca il giusto ritorno all’intera filiera spaziale italiana e agli altri Stati membri che contribuiscono al successo dei due lanciatori”.

Con la rinnovata intesa di venerdì scorso tra Urso e Le Maire sembra si stia andando in questa direzione, da vedere se sarà confermata una volta pronto al lancio il mini-lanciatore francese Maia.

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