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Usa, nuove bombe nucleari per basi Nato in Europa

Secondo il quotidiano Politico, gli Stati Uniti stanno accelerando i piani per aggiornare il dispiegamento di nuove bombe nucleari nelle basi Nato in Europa. Fatti, dettagli e approfondimenti

 

Gli Stati Uniti accelerano i piani per aggiornare il dispiegamento di nuove bombe nucleari nelle basi Nato in Europa.

Lo riporta Politico citando alcune fonti, secondo le quali l’arrivo nel Vecchio Continente delle aggiornate bombe a gravità B61-12 — cento bombe immagazzinate nelle basi aeree in Italia (Aviano e Ghedi), Olanda, Belgio, Germania e Turchia —, in programma originariamente la prossima primavera, è ora previsto in dicembre.

L’indiscrezione sulla sostituzione delle armi più datate con versioni nuove arriva in un momento di alta tensione in seguito alle minacce di Mosca sul possibile uso del nucleare in Ucraina.

“Continueremo a sostenere Kiev, insieme con i nostri alleati e partner nel mondo, mentre si difende dalla brutale aggressione della Russia” ha dichiarato il presidente Usa Joe Biden, incontrando i responsabili della Difesa americana. “Dobbiamo mantenere la Nato forte e unita”, ha messo in evidenza il presidente Usa. Linea condivisa anche dal nuovo esecutivo italiano. Il Presidente Meloni ha ribadito che l’Alleanza Atlantica è indispensabile per difendere la sicurezza e i valori comuni che caratterizzano l’identità occidentale, durante un colloquio telefonico con il Segretario Generale della Nato, Jens Stoltenberg, come riferito ieri da Palazzo Chigi.

Durante l’ultima ministeriale Nato, i ministri europei hanno espresso preoccupazione sul fatto che l’alleanza “non debba cedere al ricatto nucleare di Putin” secondo quanto contenuto in un cablogramma visionato da Politico.

L’indiscrezione sul dispiegamento delle nuove bombe nucleari in Europa arriva pochi giorni prima che la Nato dia il via alla sua esercitazione nucleare annuale, nota come Steadfast Noon.

Ma questa mossa è mirata ad affrontare le ansie nucleari dell’Europa o rappresenta un monito per Mosca? Si domandano gli esperti.

DISPIEGAMENTO DI BOMBE NUCLEARI POTENZIATE NELLE BASI EUROPEE

Gli Stati Uniti hanno accelerato la messa in campo di bombe nucleari potenziate nelle loro basi europee, ha rivelato Politico, citando fonti diplomatiche statunitensi.

IL PROGRAMMA B61-12

La B61 è una famiglia di bombe nucleari sviluppata per la prima volta all’inizio degli anni ’60 e inizialmente dimostrata in test nucleari sotterranei in Nevada

Il B61-12 Life Extension Program è un programma di nove anni del Dipartimento dell’Energia americano da 10 miliardi di dollari per sostituire circa 100 versioni precedenti del B61 in sei basi aeree europee in Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Turchia.

“Sandia National Laboratories, Los Alamos National Laboratory e Boeing sono le agenzie di design responsabili della progettazione e dell’ingegneria del B61-12, con Sandia che produce anche elettronica personalizzata”, sottolinea AresDifesa.

Le caratteristiche migliorate della bomba consentono ai comandanti militari di usarla come deterrente contro “un attacco nucleare più limitato o tattico”, una possibilità che gli esperti hanno ipotizzato a causa del conflitto Russia-Ucraina.

Secondo Politico, il “potere esplosivo della bomba può essere aumentato o diminuito a seconda del bersaglio, rendendola un’arma a basso o medio rendimento”.

TRASPORTABILE DA CACCIA F-15, F-16, F-35 E TORNADO

La nuova versione è progettata per essere trasportata da una gamma di bombardieri e velivoli da combattimento statunitensi e alleati come bombardieri B-2 e B-21 e caccia F-15, F-16, F-35 e Tornado, impiego che non era possibile con la variante precedente.

L’Air Force ha condotto test di volo del nuovo progetto di bomba sull’F-35A nell’ottobre 2021 e l’ha certificato sull’F-15E nel 2020. Ma il Pentagono ha riferito a febbraio che intendeva “completare la certificazione del progetto nucleare del B61-12 con l’F-35A prima di gennaio 2023, dopo di che [le U.S. Air Forces in Europe] potranno iniziare la formazione per la certificazione”, ricorda Politico.

IL COMMENTO DEGLI ESPERTI

Lo sviluppo emerge tra le crescenti tensioni nelle capitali occidentali sulla crescente minaccia russa di utilizzare armi nucleari, ma è stata una sorpresa per molti osservatori.

“Sarebbe strano affrettarsi”, ha detto Hans Kristensen, direttore del Nuclear Information Project presso la Federation of American Scientists, che ha seguito da vicino il programma. “Hanno detto che non rispondiamo a questa situazione con le armi nucleari. Non credo che vogliano scendere a quel punto”.

Il messaggio dietro l’invio delle prime bombe a dicembre potrebbe essere rivolto maggiormente agli alleati europei che si sentono particolarmente vulnerabili a Mosca. “Suppongo che sia più mirato alla Nato che alla Russia”, ha affermato Tom Collina, direttore della politica presso il Ploughshares Fund, un gruppo per il disarmo. “Ci sono già B61 [più vecchi] lì. I russi lo sanno. Funzionano bene. I nuovi saranno più nuovi, ma non c’è davvero molta differenza. Ma potrebbe essere un modo per rassicurare gli alleati quando si sentono particolarmente minacciati dalla Russia”. Tuttavia, Collina ha riconosciuto che la mossa potrebbe essere “escalation” e avere conseguenze non intenzionali.

LA POSIZIONE DEL PENTAGONO

Alla richiesta di commento di Politico, il portavoce del Pentagono Brig. Il generale Patrick Ryder ha risposto via e-mail che “sebbene non discuteremo i dettagli del nostro arsenale nucleare, la modernizzazione delle armi nucleari B61 statunitensi è in corso da anni e prevede di sostituire in modo sicuro e responsabile le armi più vecchie con il B61-12 aggiornato fa parte di uno sforzo di modernizzazione pianificato e programmato da tempo. Non è in alcun modo collegato all’attualità in Ucraina e non è stato in alcun modo accelerato”.

IL COLLOQUIO TRA MELONI E STOLTENBERG

Infine, contestualmente alla notizia dell’accelerazione dei piani Usa sulle armi nucleari aggiornate in Europa, è arrivato il resoconto di un colloquio telefonico tra il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni e il Segretario Generale della Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg.

Il Presidente Meloni ha ribadito che l’Alleanza Atlantica è indispensabile per difendere la sicurezza e i valori comuni che caratterizzano l’identità occidentale. Nel corso della telefonata, Meloni ha “riaffermato il pieno sostegno all’Ucraina contro l’aggressione russa e l’importanza, nell’ottica di un approccio globale, di rafforzare l’impegno della Nato nel contrasto alle minacce di diversa natura provenienti da tutte le direzioni strategiche, incluse le sfide del Sud”.

Dal canto suo il segretario generale della Nato ha reso noto che ha avuto una “buona telefonata con la prima ministra Giorgia Meloni. L’Italia – afferma via social – è un alleato impegnato, che dà contributi solidi alla nostra difesa e alla nostra deterrenza. È fondamentale per il supporto degli alleati all’Ucraina. La Nato non si farà intimidire e non smetterà di sostenere l’autodifesa dell’Ucraina, per tutto il tempo necessario”, ha concluso Stoltenberg.

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