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Tutto sul primo F-35A atterrato a Ghedi

F-35A Ghedi

Per la prima volta lo scorso 16 giugno l’F-35A “6-01” dell’Aeronautica militare è atterrato sull’aeroporto di Ghedi. Tutti i dettagli

 

Alla base di Ghedi è arrivato il primo caccia F-35A destinato al 6° Stormo dell’Aeronautica Militare lo scorso 16 giugno.

Si è trattato del primo volo operativo e primo atterraggio sull’aeroporto di Ghedi per il primo caccia F-35A con le insegne del 6° Stormo, il reparto dell’AM che ha sede sull’aeroporto bresciano. Dopo l’atterraggio, il primo caccia di 5ª generazione destinato al 6º Stormo è rientrato sulla base di Amendola (Foggia). Finora “l’Italia ha finora preso in consegna 16 dei 60 F-35 che intende acquisire, di cui due attualmente impegnati nell’addestramento dei piloti negli Stati Uniti e i restanti 14 di stanza con il 32° Stormo dell’Am ad Amendola” ricorda DefenseNews.

“Il 6-01 è arrivato in quella che diventerà la sua casa nel prossimo futuro” ha spiegato l’Aeronautica Militare. “Gli F-35 sono destinati a sostituire progressivamente i caccia Tornado in dotazione al 102°, 154°e al 155° gruppo volo del 6° Stormo. L’aeroporto di Ghedi, assieme a quello di Amendola, sede del 32° Stormo, è stato individuato come una main operating base degli F-35 italiani”.

Alcune testate hanno sottolineato che questo F-35A può trasportare testate nucleari. Ovvero “le nuove ogive B61-12: guidabili, direzionabili e più adatte all’attacco preventivo” scrive Francesco Vignarca, Coordinatore Campagne della Rete Italiana Pace e Disarmo sul manifesto.

In verità, come tutti i velivoli da combattimento, l’F-35 può trasportare diverse tipologie di armamento. Ma non tutti i velivoli F-35 diventeranno abilitati al nucleare dopo la certificazione completa.

Tutti i dettagli.

LE CARATTERISTICHE DEL CACCIA DI QUINTA GENERAZIONE

Prodotto dall’americana Lockheed Martin, l’F-35 Lightning II è un velivolo caccia di quinta generazione, multiruolo (cioè capace di svolgere tutte le missioni della dottrina aeronautica), con spiccate caratteristiche stealth (bassa osservabilità da parte dei sistemi radar) e net-centriche (interconnessione di tutti i sistemi di comunicazione, informazione e scambio dati a disposizione).

Come spiega il servizio dell’Am, il velivolo “è in grado di esprimere capacità operative senza precedenti, con impieghi agili e flessibili con compiti differenziati anche nell’ambito di una stessa missione”.

LE OPERAZIONI CONDOTTE FINORA

Superiorità aerea, ricognizione strategica raccolta dati, interconessione e uso chirurgico dei sistemi in dotazione sono quindi gli elementi che lo rendono un caccia omni-ruolo, già inserito nel dispositivo aereo di difesa nazionale e Nato nella base di Amendola.

Il velivolo si è già distinto nei teatri operativi come l’operazione Northern Lightning III in Islanda o la Baltic Eagle II in Estonia nel 2018.

L’F-35A E LA BOMBA NUCLEARE TATTICA B61-12

Come ha sottolineato Il manifesto, i caccia F-35A sono attrezzati anche per il trasporto di testate nucleari.

Ma non tutti gli F-35A saranno dotati di capacità nucleare.

Nell’ottobre 2021 l’Air Force degli Stati Uniti ha concluso i test di volo necessari per garantire che il design della bomba nucleare tattica B61-12 sia compatibile con l’F-35A Lightning II, completando il processo di certificazione. Si è aperta così la strada al caccia per iniziare a trasportare armi nucleari.

NON TUTTI GLI F-35A SARANNO DOTATI DI CAPACITÀ NUCLEARE

Tuttavia, “non tutti gli aerei diventeranno abilitati al nucleare dopo la certificazione completa”, ha affermato in quell’occasione l’Air Force. “Solo le unità con una missione nucleare riceveranno l’hardware e la manodopera necessari per configurare e mantenere gli F-35 con capacità nucleare” sottolineava Ares Difesa.

“Ciò potrebbe includere la RAF Lakenheath in Inghilterra e la base aerea di Aviano in Italia”, ha affermato a Airforcetimes Hans Kristensen, direttore del Nuclear Information Project presso la Federation of American Scientists.

Infatti non è ancora chiaro quanti caccia F-35 Lightning II assumeranno il nuovo ruolo. “Nessuna data è stata rilasciata per la certificazione nucleare completa dell’F-35A a sostegno delle operazioni nel mondo reale” ha aggiunto Ares Difesa.

LE BOMBE PRESENTI A GHEDI E AVIANO

“L’integrazione della bomba nucleare tattica B61-12 sugli F-35 è un tema molto importante anche per quanto riguarda la Nato e gli arsenali basati in Germania e in Italia, che come sappiamo in caso di conflitto oggi utilizzerebbero i velivoli Tornado per il lancio di questa arma” puntualizza Aviation Report.

Queste bombe sono presenti infatti sul nostro territorio e proprio nelle basi militari di Aviano e la già citata Ghedi.

“L’arsenale nucleare degli Stati Uniti in Europa, secondo i media Usa, conterebbe un totale di 150 bombe dislocate in sei basi militari tra Belgio, Olanda, Germania, Turchia e Italia (basi di Aviano e Ghedi”, scriveva all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina il Sole 24 Ore. “Tra Ghedi e Aviano, i due caveau nucleari presenti in Italia, ci sono rispettivamente 44 e 72 bombe. Riserve militari della guerra fredda, ancora oggi gestite da Washington. Lo dicono i documenti ufficiali americani, tuttora secretati e mai dibattuti in Parlamento” riportava a fine maggio “Check point” la rubrica di Gianluca Di Feo su Repubblica.

E la base di Ghedi sta terminando i lavori per dare ospitalità al futuro caccia di 5a generazione in sostituzione dei Tornado.

Come riportava lo scorso aprile Bresciaoggi, “il luglio 2022 è indicato, come termine ultimo dei lavori, all’impresa di costruzioni Matarrese Spa, che sta realizzando un ampliamento della base di Ghedi con strutture dedicate ad accogliere proprio gli F35”. Ma, secondo la testata, non fa “parte di questo appalto la cosiddetta «cripta» nucleare, dove si ritiene siano custodite circa 20 bombe atomiche americane tipo B61”.

NUOVA BASE ENTRO LA FINE DELL’ANNO

Infine, “C’è un rinnovamento su larga scala in corso a Ghedi per consentirgli di ospitare l’F-35”, ha detto un portavoce dell’Aeronautica, come riporta DefenseNews. “Secondo i piani, la base sarà pronta entro la fine dell’anno, con una configurazione iniziale, per ospitare il nuovo velivolo”, ha aggiunto.

L’Aeronautica Militare non ha ancora rivelato come sarà divisa la sua flotta di F-35A tra Amendola e Ghedi, ha sottolineato DefenseNews.

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