Innovazione

Usa accelerano su internet 5G. E l’Italia?

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Le aziende Americane accelerano su internet 5G. E anche in Italia qualcosa si muove

L’America accelera su internet 5G. Meglio, ad accelerare è Verizon, che mette a segno un accordo da 300 milioni di dollari con la fibra di Prysmian, per poter offrire ai clienti la connessione veloce. E in Italia? Qualcosa si muove anche nel Bel Paese. Ma andiamo per gradi.

Cosa è internet 5G

Parlando di internet 5G intendiamo la quinta generazione di internet, facendo riferimento all’insieme di requisiti, per dispositivi e reti, che determinano la compatibilità con un certo standard.

Facendo un passo indietro, ricordiamo che le reti di seconda generazione (2G) sono nate nel 1991 come un insieme di standard che regolavano la telefonia mobile, senza particolari preoccupazioni riguardo la trasmissione dati. La terza generazione di internet ha provato a migliorare la voce e le prestazioni di Internet in mobilità. Internet 4G, invece,si è concentrata sulla telefonia via IP (VoIP), la videoconferenza e il cloud computing e sul video streaming.

I vantaggi sono davvero numerosi. La velocità di internet, che sarà superiore da cento a mille volte rispetto a quella delle reti 4G, offrirà agli utenti nuovi modi di sfruttare il traffico dati, attraverso onde radio tra 30 e 300 GHz, la banda di frequenza più alta possibile.

Grazie al 5G, per intenderci, potremo scaricare un film in pochi secondi, o guardare la tv direttamente dal nostro smartphone, grazie ad una velocità di “10 gigabit al secondo o anche di più, con uno o anche diverse centinaia di Mbps al margine della cella” , spiega Ted Rappaport, direttore del centro di ricerche NYU Wireless.

Il 5G incentiverà anche lo sviluppo e la diffusione dell’Internet of Things, rivoluzionando le nostre abitudini.

Internet 5g: l’avanzata dell’America

“Gli Stati Uniti saranno il primo paese al mondo ad aprire le bande ad alta frequenza per le reti e le applicazioni 5G”, lo aveva promesso il presidente della Federal Communications Commission, Tom Wheeler. Per gli Usa avere la leadership in campo 5G è una priorità nazionale. AT&T, Verizon e T-Mobile hanno già iniziato i test e promettono la diffusione della tecnologia su larga scala entro il 2020.

AT&T sta collaborando con più di una dozzina di aziende tecnologiche a livello mondiale e nei test di laboratorio ha già testato “con successo una connessione con meno di 3 millisecondi di latenza” a fronte di una aspettativa di latenza di 5 millisecondi, si legge sul sito aziendale.

Il nostro piano è quello di andare a costruire una grande autostrada del 5G, che attraversi tutta l’America”, ha detto Neville Ray, capo della rete di T-Mobile, dice Fortune.

Verizon, invece, ha appena siglato un accordo dal valore di 300 milioni di dollari per portare internet 5g alla popolazione Usa, grazie alla fibra di Prysmian. Gli accordi prevedono la fornitura da parte di Prysmian di 17 milioni di chilometri fibra di cavi a nastro e internet 5gloose tube, per lo sviluppo della nuova rete a banda larga mobile.

“Il Gruppo Prysmian come leader globale nella produzione di cavi in fibra ottica è impegnato nel supportare lo sviluppo delle più avanzate infrastrutture degli operatori di telecomunicazioni mondiali. Siamo orgogliosi di essere stata scelti anche da Verizon come partner per lo sviluppo di questo progetto strategico per gli Usa”, ha commentato Hakan Ozmen, ceo di Prysmian Group North America.

Non solo Verizon – Prysmian

Tra i progetti di Prysmian non c’è solo Verizon. Con l’avvento di internet 5G e IoT, infatti, nel mondo c’è sempre più richiesta di fibra ottica. L’azienda ritiene “che la domanda di cavi in fibra ottica per la rete broadband di prossima generazione andrà oltre il 2020 poiché le nuove tecnologie come 5G e IoT diventeranno realtà” ed è pronta ad un significativo investimento nel 2018 per adeguare la propria capacità produttiva di cavi ottici in Nord America. Obiettivo è esser preparati per Verizon e per tutti gli altri operatori di telecomunicazioni del Paese.

Internet 5G e Italia: al via la sperimentazione

Anche l’Italia spinge sull’acceleratore. Il Governo ha dato il via libera alla sperimentazione dell’internet 5G nelle città di Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera. Se i progetti daranno i frutti sperati, allora questa tecnologia sarà resa disponibile su tutto il suolo nazionale.

Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato l’avviso pubblico relativo ai progetti di sperimentazione: non si tratterà solo di implemetare la velocità del 4g, ma di fornire il BelPaese di una piattaforma che apre nuove opportunità di sviluppo. Dunque un cammino importante verso le opportunità che ci riserva il futuro.

Dicevamo che i progetti, al momento coinvolgono solo 5 città. È prevista una fase pre-commerciale, una sorta di test, in cui non tutti potranno avere accesso alla tecnologia. La fase di sperimentazione dovrebbe avere fine nel 2020. Solo dopo inizierà la vera rivoluzione.

Tim scommette su Torino

C’è qualcuno, però, che prova a muoversi da solo. Parliamo di Tim, che porterà il 5G a Torino, grazie ad un accordo siglato con l’amministrazione. Già nel 2017 dovrebbero partire i primi esperimenti, ma sarà dal 2020 che  la banda mobile ultralarga sarà resa disponibile a tutta la città.

Per il progetto Tim si impegna ad installare 100 smart cell nei prossimi mesi e 200 punti ultrabroadband mobile (quindi in fibra) per garantire una migliore copertura su tutto il territorio.

Quanto vale la rivoluzione del 5G

Internet 5gIl 5G creerà un business dal valore di più di 12 trilioni di dollari da qui al 2035, ovvero oltre 12.000 miliardi di dollari. Almeno secondo le previsioni della società inglese IHS Markit, che ha provato a contabilizzare i vantaggi della diffusione della nuova tecnologia a partire dalla data del suo debutto, previsto nel 2019.

Sempre secondo il rapporto, a beneficiare di più dell’arrivo di Internet superveloce sarà la Cina-, qui il business del 5G dovrebbe arrivare a valere quasi 1.000 miliardi, mentre in Germania creerà valore aggiunto per 202 miliardi e 1,2 milioni posti di lavoro in più.

“L’impatto stimato di 12,3 trilioni su scala globale equivale quasi al totale dei consumi degli Usa nel 2016, e a più di quelli di Cina, Giappone, Germania, Regno Unito e Francia messi insieme, sempre lo scorso anno. Vale quasi quattro volte l’attuale Pil dell’India”, si legge sullo studio.

Grazie alla nuova tecnologia avremo ben 22 nuovi milioni di impieghi e numerosissimi nuovi prodotti che rivoluzioneranno il campo dei trasporti della sanità, della finanza e dell’industria, dei servizi pubblici e del turismo, dell’agricoltura e della scuola.

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