Innovazione

Un robot ingoiabile ci cura lo stomaco. Video

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robot ingoiabile

Il robot ingoiabile sviluppato dal Mit si apre nello stomaco per riparare lesioni o rimuovere oggetti metallici ingoiati accidentalmente. Video

Un robot ingoiabile per curare lo stomaco. La medicina, fa grandi progessi, grazie alla tecnologia. Un gruppo di ricerca del MIT, l’Istituto di Tecnologia del Massachusetts, guidato da Daniela Rus, ha sviluppato un robot origami che una volta ingoiato si apre all’interno del nostro organo si attacca alle pareti dello stomaco per riparare lesioni oppure per rimuovere oggetti metallici ingoiati accidentalmente. Il dispositivo, che verrà presentato nella Conferenza internazionale sulla robotica e l’automazione (Icra) che si apre il 17 maggio a Stoccolma, promette di rivoluzionare i metodi tradizionali della medicina.

I ricercatori del Mit sono partiti dall’idea di realizzare un robot piccolo da comprimere all’interno di una piccola capsula ingoiabile, che una volta nello stomaco si sarebbe aperto permettendo alla tecnologia di lavorare. Non sono mancati, durante la ricerca, gli ostacoli: “Una delle sfide maggiori – ha spiegato Rus – è stata quella di trovare materiali biocompatibili e facili da controllare”. Gli esperti hanno dovuto testare numerose soluzioni, prima di optare infine per i tessuti dell’intestino del maiale, simili a quelli che si usano per avvolgere gli insaccati.

Il piccolo robot ingoiabile è stato racchiuso in una capsula di ghiaccio che una volta nello stomaco si scioglie lasciando il robot (dotato anche di un magnete) libero di prendere la sua forma. Il robot non agisce in completa autonomia, ma viene controllato e fatto muovere dall’esterno, per mezzo di un campo magnetico. In poco tempo, il dispositivo può effettuare delle vere e proprie operazioni e portare invece alcuni farmaci in una specifica area, aiutando le lesioni a cicatrizzarsi, per esempio.

Non solo. Il Robot ingoiabile può anche agganciarsi ad una batteria a bottone (quelle che possono essere facilmente ingoiate dai bambini) e trascinarla verso l’esterno. In questo modo si minimizzano i rischi (anche gravi) che potrebbe avere l’ingestione dell’oggetto, evitando a tanti bambini un intervento chirurgico.

“Il prossimo passo – ha affermato Rus – sarà fare test in vivo e inserire anche sensori e sistemi di guida all’interno del robot in modo che possa potersi muovere da solo, senza interventi dall’esterno”.

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