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Ucraina, ecco perché Lockheed Martin raddoppierà la produzione dei missili Javelin

Javelin

Lockheed Martin punta a quasi raddoppiare la produzione di Javelin. Gli Stati Uniti hanno inviato oltre 5mila di questi missili per aiutare la resistenza dell’Ucraina contro l’invasione russa

Lockheed Martin raddoppierà la produzione di missili Javelin da 2.100 a 4.000 all’anno.

Lo ha annunciato domenica il ceo del colosso americano della difesa James Taiclet a CBS News.

Dall’invasione russa in Ucraina, gli Stati Uniti hanno inviato a Kiev armi per un valore di 3,4 miliardi di dollari, inclusi missili, elicotteri, droni aerei e marini e obici.

In particolare, Washington ha inviato a Kiev oltre 5500 Javelin. Proprio Lockheed Martin produce questi missili anticarro in collaborazione con Raytheon. Secondo gli esperti i Javelin hanno ricoperto un ruolo importante per l’esercito ucraino contro le forze russe.

Tanto che la scorsa settimana il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha visitato il sito della Lockheed Martin di Troy, in Alabama.

“Non è economico sostenere Kiev, ma gli Stati Uniti possono farcela”, ha sottolineato il presidente che ha chiesto un finanziamento di 33 miliardi di dollari al Congresso per sostenere l’Ucraina. L’importo — finora senza precedenti — dovrebbe includere finanziamenti per riempire le scorte di munizioni statunitensi. Come aveva sottolineato Defense News, il governo degli Stati Uniti non può acquistare i Javelin aggiuntivi di cui ha bisogno dalla Lockheed Martin per rinsaldare le scorte statunitensi fino a quando il Congresso non approverà il provvedimento.

Secondo il numero uno di Lockheed Martin ci vorrà un paio d’anni per raggiungere l’obiettivo di aumento della produzione dei Javelin. “Dobbiamo anche far ripartire la nostra catena di approvvigionamento” ha ammesso Taiclet.

Dello stesso avviso anche l’amministratore delegato di Northrop Grumman, Kathy Warden. Il gruppo aerospaziale si aspetta infatti una maggiore domanda per i suoi sistemi d’arma, ma i problemi della catena di approvvigionamento potrebbero ostacolare gli sforzi per espandere la produzione.

Tutti i dettagli.

AUMENTARE LA PRODUZIONE DEI JAVELIN

Dunque Lockheed Martin avvierà gli sforzi per raddoppiare la produzione dei Javelin.

“Occorreranno un certo numero di mesi, forse anche un paio d’anni per arrivarci perché dobbiamo portare la nostra catena di approvvigionamento a alzarsi”, ha detto il ceo di Lockheed Martin a CBS News. “Stiamo iniziando ora a potenziarla perché abbiamo una linea di produzione attiva in questo momento che il presidente ha visto”, ha detto Taiclet.

LA STIMA DEL CSIS

E il tempo ipotizzato per realizzare questo obiettivo coincide con la stima degli esperti. Potrebbero volerci due anni per portare la produzione di Javelin fino al suo massimo di 6.000 all’anno. È la stima Mark Cancian, un ex funzionario del Pentagono ora al Center for Strategic and International Studies (Csis), think tank di Washington, al Ft.

Nel 2021 Raytheon e Lockheed hanno prodotto 866 Javelin per 207,2 milioni di dollari per gli Stati Uniti. E ora il Pentagono ne vuole 586 per 189,3 milioni di dollari nel 2023.

INVIATI DAGLI USA IN UCRAINA

I missili anticarro Javelin e missili antiaerei Stinger forniti dagli Stati Uniti e dai suoi alleati sono al centro della difesa ucraina per respingere l’avanzata russa. Come sottolinea DefenseNews, i funzionari della difesa degli Stati Uniti attribuiscono ai missili Javelin il merito di aver smussato le forze corazzate russe e agli Stinger di aver negato la superiorità aerea della Russia.

“Il Javelin, gli Stinger hanno dimostrato di essere molto, molto efficaci in questo combattimento”, aveva dichiarato ad aprile il segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin durante un’audizione alla Camera.

OBIETTIVO: SODDISFARE LA DOMANDA

Infine, Taiclet ha affermato che la guerra in Ucraina ha “evidenziato un paio di cose davvero importanti per noi”. Primo la “necessità di disporre di sistemi superiori in numero sufficiente” per soddisfare la domanda e secondo “il controllo dello spazio aereo”.

NONOSTANTE I PROBLEMI ALLA CATENA DI APPROVVIGIONAMENTO

Tutto ciò avverrà nonostante i problemi alla catena di approvvigionamento.

Taiclet aveva ammesso che i problemi della supply chain legati alla pandemia hanno colpito anche Lockheed Martin nella produzione dei principali sistemi d’arma come il cacciabombardiere F-35. Ma “ci aspettiamo di recuperare questi impatti temporali nel corso del 2022” aveva dichiarato il ceo di Lockheed Martin il mese scorso.

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