Innovazione

Tutti i dubbi di Alibaba sulla quotazione a Hong Kong

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L’articolo di Alessandro Sperandio

 

L’agitazione politica di Hong Kong sta ponendo un grosso dilemma per Alibaba sui tempi della sua prevista quotazione da 15 miliardi di dollari: secondo alcune fonti sentite da Cnbc.

L’azienda cinese di e-commerce sta infatti pensando di modificare le tempistiche previste per lo sbarco sulla piazza.

SI PRESUMEVA IL TERZO TRIMESTRE PER IL LANCIO

Alibaba, che è già quotata a New York, aveva maggiori probabilità di lanciare l’offerta – potenzialmente la più grande del mondo nel corso di quest’anno – già nel terzo trimestre, hanno riferito le fonti, con la finestra più probabile prevista per la fine di agosto, dopo i risultati del primo trimestre.

ANCORA NESSUN ANNUNCIO UFFICIALE PER LA QUOTAZIONE

In preparazione dell’offerta, gli istituti che consigliano le grandi quotazioni a Hong Kong erano stati attenti ad evitare di pianificare i loro lanci in quel periodo, temendo che l’accavallamento avrebbe potuto portare problemi ad altre offerte. Malgrado ciò Alibaba non ha ancora dato nessun annuncio ufficiale sulla quotazione né quando ha rilasciato la trimestrale né durante le call con gli analisti.

SITUAZIONE “FLUIDA”

Due fonti coinvolte nella questione hanno descritto a Cnbc il pensiero dell’azienda definendo la situazione “fluida” e Aliababa come intenta a prendere in considerazione più finestre per la quotazione. Malgrado l’azienda cinese si sia rifiutata di commentare, il giro d’affari dell’operazione potrebbe valere qualcosa come 20 miliardi di dollari, anche se ci si aspettano ricavi per non più di 10-15 miliardi di dollari. Le complicanze potrebbero arrivare dai disordini in corso nella città per i problemi legati ai rapporti con Pechino.

COMPLICANZE DALLE RIVOLTE DI HONG KONG

Più di 10 settimane di scontri tra polizia e manifestanti hanno fatto precipitare Hong Kong nella sua peggiore crisi da quando è tornata al governo cinese nel 1997, presentando al presidente Xi Jinping la più grande sfida da quando ha preso il potere nel 2012. Questa settimana i manifestanti hanno chiuso l’aeroporto della città per due giorni consecutivi, e la quotazione di Alibaba finisce per diventare cruciale anche per inviare un segnale al resto del mondo sulla situazione in città che rappresenta uno dei centri commerciali e finanziari più importanti del mondo.

QUOTAZIONE DI ALIBABA A HONG KONG DELICATA ANCHE PER LA CINA

La quotazione di Alibaba è un grande affare per Hong Kong, che l’anno scorso ha allentato le sue regole, in particolare per attirare i giganti tecnologici cinesi. Alibaba sarebbe stato il primo grande gruppo a testare il nuovo sistema.

La quotazione di Alibaba a Hong Kong è delicata anche per la Cina, che ha lavorato per dare agli investitori della Cina continentale un ruolo maggiore nel finanziamento del settore tecnologico in rapida crescita del paese. Le autorità di Pechino sono consapevoli del fatto che esiste una preferenza per gli Stati Uniti nella quotazione dei giganti tecnologici cinesi, malgrado gli investitori della Cina continentale possano ora acquistare azioni di Hong Kong attraverso il cosiddetto Stock Connect, che consente agli investitori di Shanghai, Shenzhen e Hong Kong di scambiare azioni quotate nelle rispettive borse.

I DUBBI DEGLI ESPERTI SU ALIBABA

Ma l’inclusione delle azioni Alibaba nello Stock Connect non è garantita poiché lo schema non consente ancora l’acquisto sul continente di azioni di società che hanno riservato i diritti di voto a favore dei fondatori, come Xiaomi, produttore di smartphone, e Meituan Dianping, la società di distribuzione di alimenti online. Infatti, anche se Alibaba ha un’unica classe di azioni con voti paritari, la sua governance non è considerata standard poiché il suo consiglio di amministrazione è controllato da un gruppo autoselezionato. In ogni caso le autorità di regolamentazione cinesi hanno dichiarato che consentiranno agli investitori locali di investire anche in questo tipo di società ma non hanno ancora fissato una data.

OSTACOLO TECNICO

Alibaba deve anche superare un altro ostacolo tecnico: deve ottenere l’approvazione del comitato di quotazione della città, un gruppo indipendente di 27 professionisti del settore il cui consenso è necessario per tutte le vendite di azioni per la prima volta. L’azienda è entrata nelle discussioni ma il comitato ma ancora non è ancora stato convocato per parlare dell’azienda e-commerce cinese. Finora soltanto Credit Suisse e CICC, la banca di investimento cinese, sono stati incaricati per portare avanti la mega-quotazione, hanno rivelato alcune fonti riportate da Cnbc anche se parecchie altre banche stanno giocando un ruolo sull’affare.

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