Alibaba fa causa agli Usa per essere collegata all’esercito cinese.
Il colosso cinese dell’e-commerce ha avviato un’azione legale contro il governo americano dopo che il Dipartimento della Guerra l’ha inserita nella cosiddetta 1260H list, una lista nera che identifica la società come sostenitrice dell’apparato militare di Pechino.
Il Pentagono sostiene che Alibaba contribuisca all’integrazione tra settore civile e difesa attraverso legami con il ministero cinese dell’Industria e delle Tecnologie dell’Informazione e con la Commissione statale per la supervisione e l’amministrazione dei beni pubblici (Sasac). Da parte la sua il gigante tech con sede a Hangzhou respinge le accuse, affermando di essere gestita da un consiglio di amministrazione indipendente e che le sue attività riguardano commercio elettronico, logistica e servizi informatici, non applicazioni militari. L’azienda chiede di essere rimossa dalla lista, sostenendo che la designazione sia arbitraria e le abbia già arrecato danni reputazionali.
Insieme ad Alibaba, nella stessa lista compaiono anche altre grandi aziende cinesi, tra cui Baidu, Byd, Nio e WuXi AppTec, che ha presentato un ricorso analogo pochi giorni prima. Aziende tecnologiche cinesi, tra cui Advanced Micro-Fabrication Equipment Inc. e Xiaomi Corp., sono riuscite a liberarsi di tale designazione dopo aver citato in giudizio il Dipartimento della Difesa.
Tutti i dettagli.
LA DENUNCIA DI ALIBABA
Alibaba ha presentato la denuncia presso il tribunale federale di San Jose, in California, dopo che l’8 giugno il Pentagono ha ampliato la sua lista nera di presunte “società militari cinesi” a 188 entità, a causa della preoccupazione che l’esercito cinese potesse attingere al settore privato del Paese per ottenere finanziamenti.
Come dettaglia Bloomberg, l’azienda ha sostenuto che il Pentagono l’ha inserita nella lista senza fornire prove o spiegazioni sostanziali, violando il giusto processo costituzionale e il suo diritto alla libertà di parola.
Alibaba ha affermato che la sua inclusione nella lista le impedisce di mantenere determinati lobbisti e ha sostenuto di aver appreso della sua designazione consultando il Federal Register, citando una mancanza di giusto processo costituzionale.
In base al National Defense Authorization Act per l’anno fiscale 2025, il Dipartimento della Difesa non può stipulare contratti con qualsiasi entità che svolga attività di lobbying o di sostegno per le aziende cinesi presenti nella lista 1260H, a partire dal 30 giugno.
L’ACCUSA DEL PENTAGONO
Secondo il Dipartimento della Guerra Alibaba contribuisce “alla fusione militare-civile della base industriale della difesa cinese” attraverso un’affiliazione con il Ministero dell’Industria e dell’Informatica cinese. Il Pentagono ha anche affermato che Alibaba è indirettamente affiliata con l’autorità di regolamentazione dei beni statali cinese, nota come SASAC.
LA POSIZIONE DEL COLOSSO TECH CINESE
“Le determinazioni non hanno fondamento né di fatto né di diritto”, ha dichiarato Alibaba.
“Alibaba è governata da un consiglio di amministrazione indipendente, nessuno dei cui membri ha alcuna affiliazione militare”, ha aggiunto. “I suoi prodotti e servizi sono pensati per il commercio al dettaglio, la logistica e l’informatica aziendale, non per armi, difesa o intelligence.”
“Per molte aziende americane, Alibaba è la principale porta d’accesso al mercato cinese”, ha proseguito l’azienda. “Etichettare Alibaba come ‘azienda militare cinese’ significa considerarla uno strumento dell’esercito cinese e una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Tale designazione… danneggia direttamente la reputazione di Alibaba e getta un’ombra su ogni rapporto che l’azienda intrattiene con gli Stati Uniti.”
IL PROVVEDIMENTO HA INTERESSATO ANCHE BAIDU, BYD E NIO
Tra le altre aziende che si sono aggiunte alla lista questo mese figurano la società di ricerca su internet Baidu, le case automobilistiche BYD e NIO e la società di biotecnologie WuXi AppTec. WuXi ha intentato una causa simile a quella di Alibaba l’11 giugno, segnala Reuters.
Altre aziende cinesi incluse nella cosiddetta lista 1260H del Pentagono sono i produttori di chip ChangXin Memory Technologies Inc. e Yangtze Memory Technologies Co., nonché lo sviluppatore di robotica Unitree Robotics, designato come Hangzhou Yushu Technology Co., aggiunge Bloomberg. Già lo scorso anno nella black list americana era finita anche Tencent.
LE RICADUTE
Secondo la normativa statunitense, dal giugno 2027 il governo federale non potrà acquistare beni o servizi, nemmeno tramite intermediari, dalle società incluse nell’elenco. L’inserimento non comporta però sanzioni economiche dirette.
La designazione 1260H funge però da monito per gli investitori statunitensi ed è ampiamente considerata un segnale di allarme che può precedere restrizioni commerciali più punitive.







