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Trump attacca le Poste Usa per colpire Amazon

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Il presidente Donald Trump ha ordinato al servizio postale statunitense (Usps) di sottoporsi a un audit per verificare lo stato delle proprie finanze. Con un ordine esecutivo emesso ieri sera The Donald ha affidato al Segretario del Tesoro, Steve Mnuchin, la guida di una task force per valutare lo status e il modello di business delle Poste americane ed esaminare in che misura quest’ultime vengono impattate dal marcato della consegna pacchi.

LE POSTE SECONDO TRUMP

“L’Usps stanno percorrendo un sentiero finanziario insostenibile e devono essere ristrutturate per prevenire un salvataggio finanziato dai contribuenti”, si legge nell’ordine esecutivo diffuso dalla Casa Bianca. Entro 120 giorni la task force dovrà presentare le sue raccomandazioni su come ristrutturare le Poste Usa.

L’ATTACCO INDIRETTO A BEZOS

Dopo aver accusato Amazon per mesi di non aver pagato la propria quota di spese postali, l’audit finanziario sul servizio postale arriva con un tempismo assai sospetto. Sebbene non menzionato esplicitamente nell’ordine esecutivo di ieri sera, il presidente ha martellato il gigante dell’e-commerce nelle ultime settimane dichiarando che la società e il suo numero uno Jeff Bezos stanno guidando le Poste americane verso il baratro attraverso presunte pratiche commerciali sleali.

Trump ha spesso espresso la convinzione secondo l’Usps sta perdendo “molti miliardi di dollari l’anno” a causa dell’accordo finanziario con il suo più grande committente di spedizioni, il colosso dell’e-commerce guidato da Bezos che paga 1 dollaro e mezzo di commissione a pacchetto consegnato.

Come precisa il sito americano The Verge, il presidente potrebbe aver ragione riguardo ai numeri, ma questo accanimento sembra fuori luogo. Esperti e persino i consulenti di Trump hanno affermato che l’enorme volume di pacchi spediti da Amazon ha contribuito a mantenere a galla il servizio postale.
“Ho ragione su Amazon che costa ingenti somme di denaro all’Ufficio Postale degli Stati Uniti per fargli da fattorino”, Trump cinguettava su Twitter (ormai prassi) lo scorso 3 aprile, “Amazon dovrebbe pagare questi costi (di più) e non farli pesare al contribuente americano”.

GUERRA APERTA CON AMAZON

Sempre The Verge ricorda come ormai l’astio di The Donald verso Amazon sia più che palese negli ultimi tempi. Trump “grida” spesso Fake News su Twitter dopo che il Washington Post, di proprietà di Jeff Bezos, pubblica attacchi al Presidente o alla sua amministrazione. Giusto la scorsa settimana Trump ha definito il Post “il principale lobbista di Amazon”. Già durante la campagna presidenziale, Donald Trump dichiarava che Amazon ha un enorme problema con la legge sulla concorrenza e si arrampica sugli specchi per modificare il regime fiscale cui è sottoposta.

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