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Trasparenza e cittadinanza digitale: entro luglio un piano d’ azione

Digitale Imprenditori Digitali

Entro luglio si avrà un piano d’azione per il triennio 2016-2018 in tema di  trasparenza e cittadinanza digitale: il resoconto del  Forum governativo
Il Forum governativo su trasparenza e cittadinanza digitale, tenutosi  al Dipartimento della Funzione pubblica, alla presenza del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione Marianna Madia, ha dato i suoi piccoli frutti. All’incontro, tra le associazioni chiamate a partecipare, anche ANORC, rappresentata dal segretario generale Avv. Andrea Lisi.
Il Forum ha l’obiettivo di coinvolgere PA centrali, locali e stakeholders sui temi della trasparenza e della cittadinanza digitale. In particolare nella sessione d’apertura è stato presentato il progetto Open Government Partnership (Ogp) finalizzato all’aumento della trasparenza, partecipazione e innovazione dei Paesi aderenti (69 al momento).
Il Dipartimento della Funzione pubblica – che cura la partecipazione dell’Italia a Ogp – dovrà redigere, entro luglio 2016, al termine della consultazione con la società civile, il suo piano d’azione per il triennio 2016-2018 a cui seguirà, a settembre, un momento di confronto a livello europeo: l’OGP Meeting di Parigi (novembre, dicembre 2016).

I partecipanti al Forum sono divisi in tre gruppi di lavoro:

  • trasparenza e open data
  • partecipazione e accountability
  • cittadinanza digitale e innovazione

I lavori saranno portati avanti attraverso incontri periodici in presenza e online e sarà realizzato un sito per il monitoraggio degli impegni e lo stato di avanzamento del progetto.

Foia

Il Ministro Marianna Madia durante il suo intervento ha tenuto a precisare che il FOIA è stato realmente migliorato proprio grazie all’intervento delle Associazioni di settore, tra cui ANORC, che aveva partecipato all’audizione tenuta dalla competente Commissione parlamentare esponendo alcuni rilievi critici di cui si è in buona parte tenuto conto nella versione definitiva del decreto di modifica al D.Lgs. 33/2013.

Durante Forum governativo su trasparenza e cittadinanza digitale  non sono mancati gli interventi critici: Minni Pace, rappresentante del Movimento Roosevelt, ha proposto di implementare e rendere operativi gli impegni assunti con i precedenti piani di azione, ovvero ripristinare il Portale trasparenza e Comunica con l’anticorruzione‬, completare Open Coesione, emanare le linee guida della ‎partecipazione‬ della società civile, far funzionare appieno la bussola della ‎trasparenza‬, modificare il modulo per l’accesso civico della funzione pubblica, togliendo il limite dei 140 caratteri, inserendo una mail di conferma di avvenuta ricezione e assegnando un numero di protocollo alla richiesta.‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬
Andrea Lisi, segretario generale di ANORC, pur lodando i benefici del diritto d’accesso e le buone intenzioni alla base del FOIA, ha ricordato che in Italia la trasparenza era già sancita dal decreto legislativo 33/2013 e dalla legge 150/2009 e il diritto di accesso già regolato dalla Legge 241/90: sarebbe stato quindi più proficuo potenziare le leggi già esistenti piuttosto che introdurre una nuova normativa.

Bisogna poi considerare che il FOIA è in contraddizione proprio con l’articolo 24 della legge 241/90 – che tuttora sancisce il divieto per i cittadini a istanze di accesso generalizzato ai dati delle PA, -e che inoltre sono ancora assenti le linee guida dell’ANAC e i dati non sono resi pubblici direttamente sui siti della PA di riferimento, ma reperibili su database esterni.

Abbastanza critico al Forum governativo su trasparenza e cittadinanza digitale anche l’intervento di Elena Lisi, che ha partecipato all’incontro in rappresentanza del gruppo Facebook “Trasparenza siti web Pubblica Amministrazione”, la quale, allineandosi agli interventi di Andrea Lisi e Minni Pace, ha ribadito quanto sia importante controllare prima di tutto i processi di digitalizzazione per poter raggiungere reali obiettivi di trasparenza e come sia necessario poi garantire l’integrità e l’immodificabilità di ciò che si pubblica, soprattutto in relazione all’albo online.
Durante la chiusura dell’incontro il Ministro Madia ha risposto alle critiche, soffermandosi in particolare sugli spunti sollevati da ANORC, e sottolineando che lo spirito della riforma introdotta dal FOIA potrebbe portare anche al superamento dello stesso D. Lgs. 33/2013 a favore di una trasparenza che non deve essere richiesta ex lege, ma trasfusa nello stesso modus operandi della PA, anche grazie a una partecipazione attiva dei cittadini.

Come più volte ANORC ha ribadito, l’innovazione non si genera con nuove leggi (che in Italia sono fin troppe), ma è necessario, invece, promuovere una cultura della trasparenza e favorire un modello efficace di governance digitale che possa avere solide basi nelle competenze professionali degli operatori della Pubblica Amministrazione: così come affermato nell’articolo 17 del CAD, il manager della digitalizzazione è l’unica via possibile per contrastare i burocrati della carta. Speriamo che questi suggerimenti vengano accolti dal Governo e che, com’è accaduto per il FOIA (e magari in maniera ancora più incisiva), la voce delle associazioni venga realmente ascoltata.

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