Innovazione

Tim e Sparkle, ecco tutti i legami con Google

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Le ultime mosse di Tim e della controllata Telecom Italia Sparkle, tra Italia e America, che rafforzano i rapporti con Google

Le intese tra Tim e Google passano anche dalla controllata Telecom Italia Sparkle.

Mentre la società di telecomunicazione ed il colosso statunitense rinsaldano gli accordi sul fronte cloud, la società dei cavi controllata da Tim ha annunciato ieri l’ampliamento della dorsale americana e il rafforzamento delle rotte nel Pacifico con una nuova coppia di fibre sul sistema di cavi sottomarini Curie (di proprietà di Google).

Tutti i dettagli.

L’ACCORDO CON GOOGLE

L’ultimo accordo tra Tim e Google riguarda Sparkle, primo operatore di servizi wholesale internazionali in Italia e tra i primi dieci nel mondo controllato dal gruppo presieduto da Salvatore Rossi e guidato dall’amministratore delegato, Luigi Gubitosi.

La società rafforza la sua presenza in America con una nuova coppia di fibre sul sistema di cavi sottomarini Curie. Sistema che collega direttamente gli Stati Uniti con il Cile, da Los Angeles a Valparaíso.

sparkle tim americaNUOVI SERVIZI

La nuova autostrada digitale di Sparkle, tra Sud e Nord America, che va ad aggiungersi al cavo Seabras-1 che collega il Brasile agli Stati Uniti e ad altri due cavi sui lati atlantico e pacifico, permette alla società italiana di migliorare le proprie prestazioni in termini di latenza e robustezza attraverso il servizio di connettività City2City e il servizio di transito IP globale Tier-1 Seabone.

LE ALTRE MOSSE DI SPARKLE

Non è questo l’unico colpo messo a segno dalla società dei cavi nell’ultimo periodo. Sparkle ha annunciato, nei giorni scorsi, l’apertura di un nuovo Point of Presence (PoP) a Casablanca, in Marocco (è situato nel centro dati aperto di Orange Maroc) e, il 9 marzo, l’azienda in si è impegnata, in collaborazione con Global Cloud Xchange, fornitore di reti, all’aggiunta di nuova capacità di spettro sull’Atlantico bandiera ( FA-1) sistema transatlantico che collega Parigi e Londra a New York.

TIM-GOOGLE ED INTESA SAN PAOLO

Ma torniamo all’amicizia tra la società guidata da Gubitosi e Google. In piena emergenza pandemia, Tim, Google e Intesa San Paolo (tramite Intesa Sanpaolo Forvalue) hanno siglato un accordo per l’erogazione di servizi cloud rivolti alle imprese e alla pubblica amministrazione italiane e per la creazione di soluzioni innovative per rendere possibile lo smart working (qui i dettagli).

TIM-GOOGLE: LA JV PER IL CLOUD

E prima del lockdown, ai primi di marzo, Tim e Google hanno siglato un accordo, a seguito del protocollo d’intesa già firmato a novembre dello scorso anno, per una joint venture per la creazione di innovativi servizi di cloud pubblico, privato e ibrido. Le due aziende implementeranno iniziative congiunte di go-to-market per portare i servizi cloud nelle imprese italiane.

TIM: OBIETTIVO AUMENTARE RICAVI DA SERVIZI TECNOLOGICI

Con il supporto del colosso americano, il gruppo italiano punta a raggiungere “1 miliardo di euro di ricavi da servizi tecnologici e 0,4 miliardi di euro di ebitda entro il 2024”, come ha affermato il presidente Rossi, rispondendo negli scorsi giorni alle domande di Asati, l’associazione dei piccoli azionisti di Tim.

“Questa partnership strategica con Google colloca Tim come punto di riferimento in Italia nel Cloud ed Edge computing, due mercati che saranno sempre più importanti con la progressiva implementazione del 5G e dell’Intelligenza Artificiale”, aveva commentato l’amministratore di Tim Luigi Gubitosi.

TIM GUARDA ALLA PA?

Grazie alla joint venture tecnologica, “la pubblica amministrazione e i servizi governativi potranno affidarsi a Tim come fornitore di infrastrutture e servizi cloud in grado di offrire controllo locale sui dati e il supporto di Tim come partner privilegiato anche per tutti i servizi professionali”, ha scritto MF-Milano Finanza.

CLOUD, UN SETTORE INTERESSANTE

Mire a parte, il settore cloud appare alquanto interessante. Per gli analisti di Mediobanca Securities, data e cloud dovrebbero rappresentare, nel prossimo decennio, il driver più rilevante di crescita per il settore tlc.

“Noi scontiamo nel nostro target price di Tim a 0,79 euro (rating outperform, ndr) una valutazione di 4,5 miliardi di euro, ovvero 15 volte l’ev/ebitda 2021, in linea con la valutazione di Wiit e a sconto di oltre il 30% rispetto ai peer negli Stati Uniti. Riteniamo che il mercato debba ancora scontare il valore del cloud, poiché sono stati forniti pochissimi dettagli finora: più informazioni al Capital Market Day potrebbero aumentare la fiducia nel progetto, fornendo un buon supporto per l’andamento del prezzo dell’azione”, sostengono gli analisti di Mediobanca, come ha riportato da MF.

UNO SCAMBIO DI MANAGER

Tra l’altro da Google è arrivato nei giorni scorsi in Tim di Carlo D’Asaro Biondo: il manager si occuperà dell’implementazione del Tim Cloud Project, il progetto nato a seguito della partnership con Google Cloud, e sarà a diretto rapporto di Gubitosi, ad della società. D’Asaro era presidente EMEA di Google.

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