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TikTok e non solo. Spid ai minori under 13 per accedere ai social. Dibattito

Tanatologia Digitale

Spid ai minori di 13 anni per l’accesso a TikTok e gli altri social network. È la proposta del ministero per l’Innovazione ora al vaglio del Garante privacy. Ma esperti e addetti ai lavori non sono d’accordo

 

Lo Spid come strumento per controllare i minori in rete e verificarne l’età sui social.

È questa la risposta a tutela della sicurezza a cui lavora da mesi la ministra per l’Innovazione tecnologica Paola Pisano.

“Fornire i minorenni di identità digitale permette di assicurare che il loro accesso ai social avvenga nel modo corretto, cioè rispettando il limite di età previsto”, ha indicato Pisano in un servizio su Il Sole 24 Ore.

La proposta di usare Spid, l’identità digitale, come strumento di verifica per i minori è da pochi giorni al vaglio del Garante per la protezione dei dati personali e dell’Autorità per l’infanzia e l’adolescenza.

Ma cosa ne pensano gli esperti?

IL BLOCCO PREDISPOSTO DAL GARANTE DELLA PRIVACY DI TIKTOK PER GLI UNDER 13

Lo scorso 22 gennaio l’Autorità per la protezione dei dati personali “ha disposto nei confronti di Tik Tok il blocco immediato dell’uso dei dati degli utenti per i quali non sia stata accertata con sicurezza l’età anagrafica”.

L’Authority presieduta da Pasquale Stanzione ha deciso di intervenire in via d’urgenza dopo il caso della bambina di 10 anni deceduta a Palermo.

COME SI ADEGUA TIKTOK

E TikTok adotterà misure per bloccare l’accesso agli utenti minori di 13 anni e valuterà l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per la verifica dell’età. È quanto ha comunicato la piattaforma di video sharing al Garante della protezione dei dati personali, dopo il provvedimento di blocco imposto nei giorni scorsi dall’Autorità. Lo scrive il Garante privacy in una nota in cui spiega che a partire dal 9 febbraio, dando attuazione alle richieste del Garante, Tik Tok bloccherà tutti gli utenti italiani e chiederà di indicare di nuovo la data di nascita prima di continuare ad utilizzare l’app.

CHIARIMENTI RICHIESTI ANCHE A FACEBOOK E INSTAGRAM

Ma “nella lista delle piattaforme sotto osservazione da parte del Garante non c’è solo TikTok” ha precisato il Sole 24Ore. “È stato aperto un fascicolo anche su Facebook e Instagram dove la minore morta a Palermo risultava possedere diversi profili aperti.

MA COME VERIFICARE L’ETÀ DEGLI UTENTI?

Ma come è possibile verificare il rispetto del divieto di iscrizione, previsto dallo stesso TikTok, per i minori sotto i 13 anni?

L’autorità non si aspetta che TikTok chieda agli utenti documenti di identificazione. Secondo il componente del Garante per la protezione dei dati personali, Guido Scorza, “si rischia di creare un database di milioni di persone, compresi i bambini, i cui indirizzi sono sui loro documenti di identità. Non vogliamo una cura che potrebbe essere peggiore del disturbo”.

LA PROPOSTA DI AGID: ACCESSO AI SOCIAL TRAMITE SPID

In realtà un modo ci sarebbe secondo il ministero per l’Innovazione tecnologica retto da Paola Pisano. Affidarsi a Spid, l’identità digitale.

“Fornire i minorenni di identità digitale permette di assicurare che il loro accesso ai social avvenga nel modo corretto, cioè rispettando il limite di età previsto” dice la ministra Pisano.

Il Sole 24 Ore segnala che la soluzione proposta, ricalca il modello già in uso per il Fascicolo sanitario elettronico (Fse): i genitori o i tutori che hanno già il proprio Fse possono crearne uno anche per i loro figli minorenni. Non è possibile effettuare la registrazione online di minorenni, ma il genitore può recarsi agli sportelli dedicati per registrare i minori e associarli al proprio Fse.

Trasponendo la tecnica in ambito Spid, tutto invece può avvenire online. Per rilasciare l’identità digitale ai minori — precisano fonti Agid al Sole 24 Ore — sarà il genitore a fare richiesta: entrerà con il proprio Spid nell’identity provider, dichiarerà di essere il padre o la madre del minore di cui fornisce il dato di nascita e quelli richiesti dal Dpr 445/2000. Sarà uno Spid anonimo, anche se il gestore consegnerà al genitore un insieme di caratteri con cui il figlio potrà accedere poi al servizio.

“Internet non può essere considerato un non luogo”, sottolinea la ministra Pisano. “Chiaramente è necessaria la collaborazione delle piattaforme social, che dovrebbero adeguare i loro sistemi consentendone l’accesso ai minori solo se forniti di identità digitale dalla quale si possa risalire all’età”.

SOSTENUTA ANCHE DALLA SOTTOSEGRETARIA ALLA SALUTE ZAMPA

Ad appoggiare la proposta di iscrizione tramite Spid anche la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa. In un’intervista rilasciata a Il Giorno la settimana scorsa Zampa suggerisce l’impiego di Spid per consentire l’accesso ad alcune app, in modo da verificare l’età degli utenti: “Collegare l’ iscrizione all’ identità digitale Spid è una buona idea. Poi, servono più poteri alla polizia postale e più divieti e sanzioni ai provider”.

QUINTARELLI: “USARE LE CARTE DI PAGAMENTO O SPID/CIE PER IDENTIFICARE L’ETÀ”

Secondo il tecnologo Stefano Quintarelli “non è necessario schedare nessuno, “chiedere la carta di identità a tutti”, per verificare il rispetto dei termini contrattuali.”

Di recente anche Quintarelli ha proposto un’identificazione indiretta tramite token spid o carta di credito sulla piattaforma social.

“TikTok potrebbe implementare un semplice meccanismo di controllo con una attestazione indiretta. A tal fine potrebbero essere usate, come terze parti fidate, gli identity provider Spid e le carte di pagamento (escludendo quelle realizzate per i minori e le prepagate anonime). In questo modo, il minore che si trovi ad usare l’applicazione, dovrà richiedere un token di autenticazione Spid o numero di carta di pagamento ad un maggiorenne che, nel fornire detta autenticazione, si assume ogni responsabilità circa il consenso all’uso dell’applicazione da parte del minore”.

“Entrambi i sistemi dovrebbero essere consentiti poiché non tutti dispongono di carta di pagamento, mentre l’identità elettronica è certamente accessibile gratuitamente a tutti, mediante i noti strumenti di Spid o della Carta di Identità Elettronica. Oggi non c’è alcun controllo. Le applicazioni che nelle loro condizioni contrattuali prevedono che non possano essere utilizzate dai bambini vengono solo classificate negli app store come “Supervisione dei genitori”. E non tutte”.

EPIFANI: SPID PER VERIFICARE ETÀ SUI SOCIAL? “NON È UNA BUONA IDEA”

Ma alcuni esperti e addetti ai lavori non sembrano d’accordo. Come Stefano Epifani, presidente del Digital Transformation Institute, secondo cui “usare Spid per verifica dell’età non è una buona. E, oltretutto, non risolverebbe il problema”.

ZANERO: “UN 12ENNE UN PO’ ABILE SUPERERÀ CON UNA VPN”

A non essere convinto dell’utilità di Spid anche il professore del Politecnico di Milano ed esperto di cyber-security, Stefano Zanero, che su Twitter “smonta” la proposta della ministra per l’Innovazione.

La soluzione dell’identificazione tramite Spid risulta infatti aggirabile con una VPN (Virtual Private Network).

CHIUSI: “DOVE POSSIAMO LEGGERE I DETTAGLI DI QUESTA PROPOSTA?”

Infine, è scettico anche Fabio Chiusi, giornalista esperto di tech, che su Twitter rilancia il commento di Zanero aggiungendo: “Peraltro se il ministero ci lavora “da mesi”, dove possiamo leggere i dettagli di questa proposta? Con chi ne possiamo discutere? Chi è stato interpellato? Ci sarà una consultazione pubblica?”.

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