Innovazione

Leonardo-Finmeccanica, che cosa cambierà per l’Italia con Tempest

di

Leonardo-Finmeccanica

L’articolo dell’analista Arcangelo Milito

L’Italia si consolida sempre più come parte integrante del ‘Team Tempest’, assieme alla Gran Bretagna capofila e alla Svezia.

A fine agosto 2019 la quasi dimissionaria ministra italiana della Difesa Elisabetta Trenta aveva annunciato la firma del LoI (Letter of Intent) congiunto Italia-Gran Bretagna per la realizzazione del caccia-bombardiere stealth di 6^ generazione “Tempest” entro la seconda metà di settembre.

Il nuovo caccia rimpiazzerebbe in seno all’Aeronautica Militare l’Eurofighter Typhoon, affiancando l’F-35, anche in caso di ‘Hard Brexit’, cioè di uscita della Gran Bretagna dalla Ue senza un accordo finale e non ordinata.

La formalizzazione definitiva di tale impegno è avvenuta a Londra martedì 10 settembre, nel corso della fiera DSEI (Defence & Security Equipment International). Per la parte italiana era presente il Gen. di Corpo d’Armata Nicolò Falsaperna, segretario generale della Difesa e Direttore Naz. Degli Armamenti (a sinistra nella foto l’omologo britannico), mentre per la parte britannica vi erano i responsabili del Defence Equipment & Support (Ministry of Defence), guidati da Sir Simon Bollom, ceo del DES medesimo.

Da questo momento inizia la negoziazione per la piena partecipazione e ciò dovrebbe concludersi entro il 2023-24. L’impegno iniziale è quantificato dai britannici in £2 miliardi (€ 2.236.250.769) fino al 2020 e acquisizione finale di fondi per il 2025, per una capacità operativa entro il 2035.

 

Oggi il governo italiano ha in Lorenzo Guerini il suo nuovo ministro della Difesa e c’è chi ha avanzata l’idea che l’annuncio sulla partecipazione formale al ‘Team Tempest’ potesse essere ritardato.

Ricordiamo che il programma Tempest è sviluppato da BAE Systems, un consorzio che include Rolls-Royce, Mbda e la divisione britannica dell’italianaLeonardo (ex Finmeccanica).

In una nota dello scorso 6 settembre gli analisti di Banca Akros hanno puntualizzato che “tutto suggerisce che l’Italia non cambierà la sua decisione sul programma poiché l’Aeronautica Militare italiana ha un mix di flotte identico a quello della Raf del Regno Unito (…) una scelta diversa dal Tempest, vale a dire la scelta di aderire al FCAS (Future Combat Air System), non avrebbe senso per Leonardo e l’industria italiana”. È pertanto assai importante sottolineare a livello dei Governi di Gran Bretagna e Italia la “comune volontà di stabilire una solida base industriale per poter sviluppare le necessarie capacità tecnologiche ed assicurare il successo del programma”.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati