La banca statunitense Bank of America ha alzato drasticamente il prezzo obiettivo (target price) di Technoprobe, azienda lombarda di semiconduttori controllata dalla famiglia Crippa, portandolo a 38 euro per azione dai precedenti 16,4 euro. L’istituto ha anche migliorato il giudizio sul titolo della società, da neutral a buy, che oggi è salito a 28,3 euro.
IL MOTIVO DELLA REVISIONE DI BANK OF AMERICA
La revisione arriva dopo i risultati trimestrali e soprattutto dopo l’aggiornamento delle previsioni comunicato da Technoprobe, che è controllata al 65,1 per cento da T-Plus (la holding della famiglia Crippa) e che è specializzata nella produzione di probe card di fascia alta. Le probe card, o schede sonda, sono dei dispositivi utilizzati per testare il funzionamento dei chip durante il processo di costruzione, prima dell’assemblaggio finale.
Alla luce degli ultimi risultati e della nuova guidance, dunque, Bank of America ha rivisto al rialzo del 40-48 per cento le previsioni sui ricavi di Technoprobe negli anni 2026-2028 e sui margini, alzando del 70-78 per cento anche le stime sul margine operativo lordo (Ebitda).
La banca, inoltre, prevede che la quota dei ricavi di Technoprobe legati all’intelligenza artificiale – il cui progresso si fonda sui processori: il ruolo delle schede sonda, dunque, è cruciale – raggiungerà il 70 per cento entro il 2028. Si tratta del valore più alto tra le aziende sotto la sua copertura, ha scritto Teleborsa.
I RISULTATI DI TECHNOPROBE NEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2026
Nel primo trimestre del 2026 Technoprobe ha registrato ricavi per 187 milioni di euro, il 19 per cento in più su base annua, grazie alla domanda proveniente dall’industria dell’intelligenza artificiale. L’Ebitda è cresciuto di oltre il 44 per cento, superando i 69 milioni. La posizione finanziaria netta è positiva per 660,5 milioni.
LE PREVISIONI PER IL 2026
Trattandosi di numeri da record, la società ha anticipato all’anno corrente gli obiettivi fissati per il 2027 e conta anche di superarli: per l’esercizio in corso Technoprobe punta infatti a ricavi compresi tra i 950 milioni e 1 miliardo di euro, con un margine Ebitda del 44-46 per cento.
Per il secondo semestre del 2026, invece, i ricavi stimati sono di 266 milioni, con un margine Ebitda del 45 per cento.
L’UNICA RISERVA DI BANK OF AMERICA: LA CAPACITÀ PRODUTTIVA
“Sebbene la capacità produttiva sia attualmente in fase di aumento per raggiungere un fatturato di 1 miliardo di euro nell’esercizio 2026, riteniamo che, qualora la domanda dovesse aumentare nei mercati emergenti di Technoprobe, la capacità produttiva potrebbe tornare a rappresentare un limite per la crescita del fatturato”, si legge in una nota di Bank of America.
Secondo la banca, l’attuale capacità produttiva di Technoprobe dovrebbe essere sufficiente a generare 1,4 miliardi di euro di fatturato entro la fine del 2028: “pertanto, potrebbero essere necessari ulteriori ampliamenti degli impianti per far fronte alla futura domanda dei clienti”.
Su questo punto, l’amministratore delegato Stefano Felici ha dichiarato recentemente che “la disponibilità di capacità produttiva fattore estremamente critico nella soddisfazione della domanda”, e che “le attività di efficientamento produttivo stanno procedendo ad una velocità e con una efficienza significativamente più alta rispetto a quanto previsto a inizio anno”.




