Musk sta offrendo il servizio internet di Starlink gratuitamente in Iran.
Gli utenti del servizio Internet satellitare Starlink di Elon Musk in Iran hanno potuto utilizzare il servizio gratuitamente martedì, secondo organizzazioni statunitensi che si occupano di questioni tecnologiche internazionali, riporta il New York Times.
Anche l’agenzia Bloomberg ha citato alcune fonti secondo le quali SpaceX, l’azienda aerospaziale di Elon Musk e proprietaria della costellazione satellitare Starlink, ha revocato la quota di abbonamento a Starlink in Iran, in modo che le persone con ricevitori nel paese possano accedere al servizio senza pagare.
La decisione arriva mentre il regime iraniano porta avanti una violenta repressione delle proteste antigovernative, che avrebbe già causato oltre 1.800 morti. Gli analisti ritengono che questa misura potrà ampliare limitatamente l’accesso alla rete, in un paese dove il governo controlla strettamente le comunicazioni.
Intanto l’amministrazione statunitense stava valutando la possibilità di fornire tecnologie come Starlink per rafforzare la connettività internet in Iran. Domenica scora il presidente Trump aveva affermato che probabilmente avrebbe chiamato Elon Musk, proprietario di Starlink. Sempre ieri il presidente degli Stati Uniti ha invitato il popolo iraniano a “continuare a protestare” annunciando che “l’aiuto è in arrivo”.
Da tempo si dibatte dell’uso del servizio di Internet satellitare Starlink di SpaceX nelle zone di conflitto internazionale con oltre 9mila satelliti in orbita bassa in tutto il mondo che comunicano con apparecchiature terrestri. Non è la prima volta che il miliardario americano si trova al centro di un dibattito per fornire i servizi di connettività di Starlink a paesi in crisi, dall’Ucraina aggredita dalla Russia a Gaza fino al Venezuela.
Tutti i dettagli
GLI ACCOUNT IRANIANI DI STARLINK ORA SONO ATTIVI
Ahmad Ahmadian, direttore esecutivo dell’organizzazione tecnologica no-profit Holistic Resilience, ha confermato alla Cnn che “gli account Starlink in Iran, precedentemente inattivi, ora sono connessi e le loro quote di abbonamento sono state annullate a partire da martedì”. L’esperto ha spiegato che si tratta di “un sistema plug and connect… basta posizionare [il terminale satellitare] in un punto con una visuale libera del cielo e il gioco è fatto”.
Mehdi Yahyanejad, co-fondatore di NetFreedom Pioneers, un’organizzazione tecnologica no-profit con sede negli Stati Uniti, ha affermato che una persona con cui lavora in Iran si era connessa a Internet gratuitamente martedì utilizzando Starlink. La persona ha testato l’accesso gratuito accendendo un dispositivo Starlink inutilizzato, ha spiegato, riporta il Nyt.
IL BLACKOUT DIGITALE ATTIVATO DAL REGIME
Negli ultimi giorni le autorità iraniane hanno lanciato una repressione durissima delle proteste nazionali, inclusa la quasi completa interruzione del servizio internet.
Le organizzazioni per i diritti umani citate parlano di “uno dei più grandi blackout digitali mai avvenuti sotto il regime”. La decisione del governo di bloccare la rete è parte di una strategia di lungo corso basata sul controllo delle comunicazioni e sulla sorveglianza elettronica.
L’UTILIZZO STARLINK IN IRAN…
Sempre Ahmadian ha dichiarato alla Cnn che, in assenza di connessione locale, Starlink è “l’unico modo per far circolare le informazioni al mondo sulle uccisioni dei manifestanti”. Ci sono circa 50.000 terminali Starlink in Iran, ha affermato al Guardian Amir Rashidi, direttore dei diritti digitali e della sicurezza presso Miaan Group, un’organizzazione no-profit per i diritti umani con sede negli Usa. Altri rapporti stimano che questo numero possa arrivare fino a 100.000.
Garantire l’accesso gratuito sarà un passo positivo per gli attivisti, ma è probabile che aiuterà solo una piccola percentuale dei 92 milioni di iraniani ad accedere a Internet e il regime ha la capacità di bloccare Starlink, hanno detto gli esperti alla Cnn.
… MESSO A RISCHIO DAL “GRANDE FIREWALL” IRANIANO
Come ha spiegato infatti Doug Madory, analista della società di monitoraggio di rete Kentik, i governanti iraniani hanno “creato il loro Grande Firewall che blocca tutto tranne il traffico autorizzato”. Ha aggiunto che bloccare l’accesso a Internet è relativamente semplice per il regime perché l’Iran ha solo due aziende che gestiscono la connessione internazionale. Ahmadian ha inoltre riferito che le autorità stanno tentando di disturbare o degradare i segnali Starlink mediante interferenze di “livello militare”, simili a quelle già osservate con i terminali ucraini sotto attacco russo.
Secondo Mahsa Alimardani, esperta di tecnologia presso Witness, “si stima che ci siano circa 50.000 ricevitori Starlink in Iran”. In un’intervista alla Cnn, ha sottolineato che le connessioni offrono “una piccola finestra” sugli eventi del paese. “Se questa finestra potesse essere ampliata, potrebbe essere una manna dal cielo e persino un deterrente per il regime nei suoi tentativi di commettere quella che probabilmente verrà etichettata come un’atrocità durante un blackout”, ha affermato la ricercatrice.
LA POSIZIONE DI MUSK
Ad oggi Starlink non dispone di una licenza ufficiale per operare in Iran visto che le autorità iraniane si sono già opposte a al servizio di SpaceX in passato.
Come ricorda Reuters, l’imprenditore statunitense ha sostenuto la fornitura di Starlink agli iraniani per aiutarli ad aggirare le restrizioni governative, anche durante le precedenti proteste del 2022, aiutando gli attivisti a rimanere online. All’epoca il regime di Teheran ha accusato SpaceX di aver violato la propria sovranità.
Ahmad Ahmadian, direttore esecutivo di Holistic Resilience ha affermato che l’Iran ha vietato i terminali Starlink e ha emanato una legge a ottobre che prevede pene severe, inclusa la morte, per l’utilizzo del servizio.
Secondo Rashidi gli iraniani che utilizzano Starlink hanno ricevuto martedì un aggiornamento software per potenziare il segnale e aggirare le interferenze governative.




