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Spazio, perché è fallito il lancio di New Shepard di Jeff Bezos

New Shepard

Primo grande incidente per Blue Origin, la società aerospaziale di Jeff Bezos. A causa di un’anomalia sul razzo, fallisce il 23esimo lancio di New Shepard

 

Lunedì nero per il miliardario Jeff Bezos: il razzo vettore New Shepard sviluppato da Blue Origin, società aerospaziale di proprietà del fondatore di Amazon, si è schiantato in un’area desertica del Texas occidentale poco dopo il lancio.

Quello di ieri doveva essere il 23mo volo del razzo New Shepard, che trasportava una capsula spaziale priva di equipaggio. “Il New Shepard è un veicolo completamente riutilizzabile e il booster è progettato per atterrare in posizione verticale dopo un lancio riuscito nello spazio” sottolinea Bloomberg. La missione, finanziata dalla Nasa, doveva trasportare la capsula e altro materiale sino ai confini esterni della gravità terrestre, studiando per alcuni minuti gli effetti della microgravità.

Comunque la capsula ha attivato correttamente il sistema di sgancio di emergenza ed ha toccato terra senza danni grazie ai paracadute.

Si trattava del quarto volo del programma New Shepard quest’anno e il primo volo dedicato solo a carico utile da agosto 2021. Come ricorda il Guardian, in sei voli “turistici” con equipaggio della durata compresa tra 10 e 15 minuti ciascuno, Blue Origin ha portato 31 umani nello spazio con i lanci di New Shepard, l’ultimo il mese scorso. Tra i precedenti passeggeri c’era proprio il miliardario Bezos nel luglio 2021.

Ma questo incidente potrebbe causare una battuta d’arresto per i programmi di Blue Origin. Ora il fallimento della missione è oggetto di indagine da parte della Federal Aviation Administration (Faa), con il razzo New Shepard a terra fino alla conclusione delle indagini.

Tutti i dettagli.

LANCIO FALLITO PER NEW SHEPARD DI BEZOS

A causa di un problema a un motore del razzo, è fallito dopo appena un minuto il lancio della nuova missione suborbitale NS-23 del veicolo New Shepard della Blue Origin di Jeff Bezos: la capsula, che stavolta non trasportava un equipaggio ma solo esperimenti scientifici (36 in totale, di cui 18 della Nasa), è riuscita ad azionare il sistema di emergenza per rientrare in sicurezza sulla Terra, nel deserto texano, frenata dai suoi tre paracaduti.

Dopo il decollo tutto sembrava procedere normalmente, ma a distanza di appena un minuto il pennacchio di fuoco proveniente dal motore BE-3 è improvvisamente cambiato, facendo leggermente deviare il veicolo dalla verticale.

ATTIVATO IL SISTEMA DI EMERGENZA

“Questa è stata una missione di carico utile senza astronauti a bordo. Il sistema di fuga della capsula ha funzionato come previsto” ha dichiarato la società Blue Origin su Twitter.

In pochissimi istanti la capsula ha attivato il motore di emergenza e si è staccata: dopo aver raggiunto un’altezza di 11,4 chilometri, ha iniziato la discesa aprendo i suoi paracaduti. L’atterraggio è avvenuto a circa cinque minuti e mezzo, a poca distanza dal sito di lancio che si trova nel Texas occidentale, non lontano dalla città di Van Horn. “Il sistema di emergenza ha dunque funzionato come previsto: se a bordo ci fossero stati dei passeggeri, si sarebbero salvati” sottolinea l’Ansa.

LE CONSEGUENZE

Sebbene il volo di ieri abbia impiegato un booster e una capsula diversi rispetto a quelli che trasportano gli esseri umani, è probabile che il programma di Blue Origin subirà ritardi poiché gli ingegneri tentano di identificare e correggere la causa del malfunzionamento, ha evidenziato il Guardian.

“Prima che il veicolo New Shepard possa tornare in volo, la Faa determinerà se qualsiasi sistema, processo o procedura relativa all’incidente abbia influito sulla sicurezza pubblica” ha sottolineato l’autorità statunitense.

Oltre ai suoi voli turistici surborbitali, Blue Origin ha piani più ambiziosi come il suo progetto New Glenn per i voli orbitali – programmato per un primo volo di prova il prossimo anno – e lo sviluppo di un lander lunare in collaborazione con la Nasa.

LA RIVALITÀ CON VIRGIN GALACTIC

Tuttavia, Blue Origin resta comunque avanti rispetto al suo principale rivale per questo tipo di volo suborbitale: Virgin Galactic, la compagnia aerospaziale del miliardario britannico Richard Branson. Dal luglio 2021 e dal volo del suo fondatore, la navicella di Virgin Galactic è rimasta a terra. E lo scorso maggio, in occasione dei risultati del primo trimestre, la società ha confermato che il debutto commerciale del suo servizio turistico spaziale è fissato per il primo trimestre del 2023.

 

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