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Spazio, cosa cambierà per Boeing dopo la missione di Starliner

Boeing Starliner

La capsula di Boeing è tornata sulla Terra dopo il successo del test sulla Iss. Starliner pronto a diventare prossimo veicolo della Nasa per il trasporto di esseri umani in orbita insieme a Crew Dragon di SpaceX

Touchdown per Starliner di Boeing.

La navicella del colosso aerospaziale statunitense è atterrata di nuovo sulla Terra dopo una missione di prova di successo senza equipaggio sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Si è trattato del secondo volo di prova orbitale per la capsula. Starliner è stata ferma otto mesi per problemi tecnici, dopo un primo volo di prova fallito nel dicembre 2019 (a causa di un problema al motore principale che impedì l’attracco alla Iss imponendo un rientro anticipato sulla Terra) e il secondo tentativo abortito nell’agosto 2021 (per il blocco di alcune valvole nel sistema di propulsione).

Ora la capsula di Boeing punta a fare concorrenza alle navette Dragon della SpaceX di Elon Musk per trasportare gli astronauti della Nasa. “Quando Starliner completerà il suo prossimo volo, Boeing avrà raggiunto l’obiettivo della Nasa di avere due veicoli commerciali per il trasporto degli astronauti”, ha dichiarato Boeing in una nota.

Da quando ha ripreso i voli con equipaggio in orbita dal suolo americano nel 2020, nove anni dopo la fine del programma dello space shuttle, l’agenzia spaziale statunitense ha dovuto fare affidamento esclusivamente sui razzi Falcon 9 e sulle capsule Crew Dragon della società privata SpaceX del miliardario Elon Musk.

Fino a quel momento infatti la Nasa dipendeva dal missile russo Soyuz. L’agenzia spaziale statunitense spendeva più di 80 milioni di dollari  per far volare un suo astronauta alla Iss. Con Crew Dragon e Starliner la Nasa si è affrancata dalle capacità di volo spaziale della Russia.

Tutti i dettagli.

IL TEST DI BOEING PER STARLINER

Starliner è atterrata stanotte a White Sands, New Mexico, dopo essere rimasto agganciato alla stazione spaziale da venerdì.

La capsula della Boeing era partita giovedì dal Kennedy Space Center in Florida con un carico di 360 chili di rifornimenti e materiali destinati agli astronauti in orbita. A bordo anche il manichino ‘Rosie the Rocketeer’, che con i suoi sensori ha raccolto informazioni utili a migliorare l’esperienza dei futuri passeggeri umani.

Durante il test della capsula, i controllori di missione hanno testato sistemi come comunicazioni, capacità di attracco e propulsori per assicurarsi che tutto funzioni come previsto nell’ambiente spaziale estremo.

La navicella spaziale ha avuto un piccolo problema durante la salita la scorsa settimana, con due propulsori di manovra che si sono spenti a causa di problemi di pressione, ma a parte questo ha completato la missione con successo.

LA CONCORRENZA CON SPACEX

Sia Boeing che SpaceX hanno ricevuto contratti dalla Nasa per aiutare a sviluppare i loro sistemi di volo spaziale umano. A partire dal 2010, la Nasa ha speso per il programma Starliner oltre 5 miliardi di dollari, ma la missione è in ritardo di anni sulla tabella di marcia.

Mentre SpaceX ha all’attivo quattro voli operativi con equipaggio, Boeing deve ancora eseguire una singola missione con equipaggio in una capsula Starliner.

Ora che la missione di test si è conclusa con successo, Starliner potrebbe trasportare il suo primo equipaggio di astronauti l’anno prossimo. La navicella deve affrontare infatti un secondo volo dimostrativo, questa volta con astronauti a bordo, affinché ottenga la certificazione Nasa.

LA POSTA IN GIOCO PER BOEING

È salta la posta in gioco per Boeing. Il colosso aerospaziale si affretta a uscire dalle crisi successive nel suo business di jet di linea e nell’unità di difesa spaziale. Il solo programma Starliner è costato all’azienda quasi 600 milioni di dollari negli ultimi 2-1/2 anni, ricorda Reuters.

L’IMPORTANZA DELLA MISSIONE PER LA NASA

Come la Crew Dragon della SpaceX, la Starliner della Boeing ha il compito di restituire agli Stati Uniti la capacità di trasportare uomini nello spazio.

La Nasa ha dovuto fare affidamento su razzi e capsule russi per traghettare i propri astronauti da e verso la stazione spaziale dalla fine del programma dello space shuttle nel 2011 fino al 2020, quando SpaceX ha iniziato a lanciare persone verso l’avamposto orbitante.

Una volta che Boeing inizierà a portare le persone in orbita, rafforzerà ulteriormente l’indipendenza della Nasa dai sistemi russi per inviare gli americani nello spazio.

IL TWEET DI GREGORY ALEGI

 

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