Innovazione

Spazio, ecco perché è fallita la missione Starliner di Boeing (che resta dietro SpaceX)

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Boeing Starliner

La navicella Starliner di Boeing non riesce a raggiungere la stazione spaziale dopo aver volato in un’orbita sbagliata. Fallita la missione, SpaceX resta in testa per rilanciare le capacità del volo spaziale umano della Nasa.

Boeing non recupera su SpaceX. Lanciata dalla base di Cape Canaveral verso le 6:36 ora locale, in cima a un razzo Atlas V, la capsula Starliner di Boeing ha fallito la missione.

Il veicolo spaziale non ha raggiunto l’orbita corretta dopo il lancio, impedendogli di raggiungere l’obiettivo di attraccare con la Stazione spaziale internazionale. Boeing ha dichiarato che i suoi ingegneri “stanno valutando i prossimi passi”.

Resta dunque in vantaggio SpaceX, avendo già inviato con successo Crew Dragon con un volo di prova senza equipaggio a marzo.

COSA È ANDATO STORTO

“L’accensione necessaria per l’attracco con l’Iss non è avvenuta”, ha dichiarato il numero uno della Nasa Jim Bridenstine.

“Il veicolo spaziale Starliner ha subito un inserimento fuori nominale. Il veicolo spaziale attualmente è in configurazione sicura e stabile. I controllori di volo hanno completato correttamente l’accensione iniziale e stanno valutando i passaggi successivi” ha dichiarato un portavoce di Boeing. L’azienda sta lavorando insieme alla Nasa per riesaminare le opzioni per le opportunità di test e missione disponibili mentre lo Starliner rimane in orbita.

Ma Boeing ha previsto un ritorno a White Sands in 48 ore. “Se possiamo rimanere più a lungo e ottenere più obiettivi di prova, lo faremo” ha twittato la compagnia aerospaziale.

IL PROGRAMMA COMMERCIAL CREW DELLA NASA

Il test rappresentava una delle pietre miliari dal Commercial Crew Program della Nasa, inteso a porre fine all’unica dipendenza americana dal programma spaziale russo per le corse verso la stazione spaziale. L’obiettivo è sviluppare sistemi di capsule separate in grado di trasportare gli astronauti alla stazione spaziale dal suolo americano per la prima volta da quando lo Space Shuttle americano è stato ritirato dal servizio nel 2011.

Il programma aveva inizialmente previsto i suoi primi voli con equipaggio con Starliner e Crew Dragon di SpaceX alla fine del 2017, ma una serie di problemi di progettazione e sicurezza per entrambi i veicoli hanno portato a ritardi programmati che hanno irritato non poco l’agenzia spaziale statunitense.

I COSTI

Con l’avvio del Commercial Crew Program, nel 2014 la Nasa ha stanziato 4,2 miliardi di dollari per Boeing e 2,5 miliardi per SpaceX di Elon Musk. Il valore dei contratti dipende da quante missioni vengono svolte.

BOEING E SPACEX A CONFRONTO

Le due capsule hanno capacità simili: ognuna può ospitare fino a sette persone. Starliner si lancia su un razzo Atlas 5 della United Launch Alliance, una joint venture tra Boeing e Lockheed Martin. SpaceX sta usando il proprio razzo Falcon 9.

MA VOLARE CON ELON MUSK SAREBBE PIÙ ECONOMICO

Ma i viaggi di SpaceX sono più economici. Un rapporto pubblicato a novembre dall’ispettore generale della Nasa ha stimato il costo per posto a circa 55 milioni di dollari per SpaceX e 90 milioni di dollari per Boeing. Tuttavia, ieri Jim Bridenstine, il numero uno della Nasa, ha contestato quel calcolo dichiarando in conferenza stampa: “Entrambe le società stanno cercando di abbassare questi prezzi”.

IL RAPPORTO DELLA NASA

Ma oltre i costi, la Nasa è allarmata in quanto secondo il rapporto nessuna delle due aziende riuscirà ad avere l’idoneità al volo per le proprie navicelle Cst-100 Starliner e Crew Dragon prima della prossima estate. Se le certificazioni dovesse slittare ancora, la Nasa rischia di far restare a terra i propri astronauti il prossimo autunno.

VOLO UMANO PREVISTO NEL 2020

La speranza iniziale che i voli con gli astronauti sarebbero iniziati entro la fine del 2017 sembra ancora più irrealistica oggi. L’attuale data target per il primo volo con equipaggio è prevista per la metà del 2020 sia per Boeing sia per SpaceX.

Ma se SpaceX ha già inviato con successo il suo Crew Dragon su un volo di prova senza equipaggio a marzo, con il test fallito di oggi, Boeing resta decisamente indietro. Duro colpo anche per la Nasa, potrebbe ritardare ulteriormente il ritorno dell’agenzia alla possibilità di far volare i suoi astronauti verso la Iss.

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