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Space economy, perché servono investimenti pubblici nel settore. Report Intesa Sanpaolo

Francia

Cosa emerge dallo studio sulla Space Economy pubblicato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo

 

Le imprese private come SpaceX &co domineranno la space economy?

Non così veloce.

Proprio a inizio del mese, Josef Aschbacher, il nuovo direttore generale dell’Agenzia spaziale europea (Esa), metteva in guardia su SpaceX. Secondo il numero uno dell’Esa la società aerospaziale di Elon Musk rappresenta un rischio per il Vecchio continente. Al Financial Times, Aschbacher ha sostenuto che i governi europei dovrebbero mettere a punto un’azione coordinata per respingere le ambizioni di Musk di dominare lo spazio. Se lasciato libero, ha avvertito il Dg Esa, il miliardario finirà per scrivere le regole dei nuovi mercati economici che si stanno aprendo.

Come ha rilevato la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, “nel settore privato gli investimenti hanno visto infatti un rapido incremento negli ultimi anni, beneficiando dei cambiamenti in atto in termini di regolamentazione, con una semplificazione dell’accesso alle attività spaziali, e di riduzione del costo delle attività legate allo Space”.

Nonostante il ruolo crescente del settore privato nella Space Economy, gli investimenti pubblici rimangono centrali per lo sviluppo del settore.

Tutti i dettagli.

L’INTERESSE DEI PRIVATI NELLA SPACE ECONOMY

“In particolare, nell’industria satellitare, la miniaturizzazione dei satelliti e la nuova modalità di lancio condiviso ha ridimensionato i costi permettendo la partecipazione di più operatori sul mercato. A gennaio 2021 ad esempio, il Falcon 9, il razzo riutilizzabile della SpaceX di Musk, ha portato in orbita oltre 140 minisatelliti, sia della NASA che di aziende private. La missione, Transporter -1, infatti, che prevede lanci condivisi commerciali (ridershare launch), ha così inaugurato l’attività di taxi spaziali, riducendo ulteriormente i costi per gli operatori. I dati di Bryce Tech, società americana di consulenza, confermano il crescente interesse degli investimenti privati nel settore dello Spazio.

L’IMPORTANZA DEGLI INVESTIMENTI PUBBLICI NELLLA SPACE ECONOMY

Secondo quanto riportato dall’Oecd (Ocse), gli investimenti pubblici continueranno a essere centrali anche per i prossimi 10 anni.

“Nei paesi del G20, spiccano due paesi su tutti per budget pubblico nella Space Economy su PIL: Stati Uniti e Russia, con una quota rispettivamente pari a 0,25% e 0,21%. Seguono Francia (0,076%) e Arabia Saudita (0,076%). In particolare, l’Arabia Saudita ha visto una crescita nell’ultimo anno, con una maggiore spesa nei programmi dedicati ai lanciatori spaziali” si legge nel report di Intesa Sanpaolo.

L’ITALIA SUBITO DOPO LA CINA E PRIMA DELLA GERMANIA PER INVESTIMENTI SPAZIALI

Nello specifico, l’Italia, con una quota dello 0,069%, si posiziona in settima posizione subito dopo la Cina (0,075%) e prima della Germania (0,049%). Si tratta di un buon posizionamento per il nostro paese nel ranking mondiale, che sottolinea il ruolo che lo Spazio riveste nell’interesse nazionale.

“Un altro elemento che può essere analizzato per evidenziare il peso che lo Stato attribuisce al settore è quello di analizzare quanto della spesa pubblica in R&S sia dedicato all’esplorazione e ricerca dello Spazio. I dati Oecd consentono di avere una fotografia aggiornata al 2019. L’Italia, con una quota media nel biennio 2018-2019 pari a 10,9%, si posiziona al secondo posto nel panorama internazionale, subito dopo la Francia (11,7%), prima di Belgio e Stati Uniti” rileva lo studio.

I NUMERI DEL BIENNIO 2019-2020

“Nello specifico, in Italia gli stanziamenti per la ricerca e sviluppo delle Amministrazioni Centrali e delle Regioni e Province autonome nell’ambito dell’esplorazione e utilizzazione dello Spazio sono stati pari a 1.121 milioni di euro nel 2019, in crescita del 20% rispetto al 2018, evidenziando un trend di sviluppo più vivace del totale (9,2%). Le stime relative al 2020 indicano un ulteriore incremento, raggiungendo 1.527 milioni” evidenzia il report di Intesa Sanpaolo.

Pertanto, lo “spazio rappresenta il secondo ambito, dopo le università, negli stanziamenti della R&S del settore pubblico”.

IL RECENTE ANNUNCIO DI COLAO E DRAGHI

Un segnale che l’Italia proseguirà ancora in questa direzione è l’annuncio del presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella conferenza stampa di fine anno.

“Tra le varie iniziative che abbiamo intrapreso c’è la strategia italiana dello Spazio, che in totale impegna 4,5 miliardi di euro”, ha dichiarato Draghi.

“L’Italia lancerà la maggiore costellazione europea di satelliti per l’osservazione della Terra in orbita bassa, importante per la protezione ambientale e climatica e anche per sviluppo servizi innovativi” ha aggiunto il presidente del Consiglio.

La scorsa settimana infatti, in occasione della giornata nazionale dello spazio, il ministro per l’Innovazione Vittorio Colao, titolare della delega per lo spazio, e il direttore generale dell’Esa, Josef Aschbacher, hanno firmato l’accordo per lo sviluppo di una Costellazione per l’Osservazione Terra e di una nuova famiglia di motori per il trasporto spaziale.

LA PRESENZA DELLO SPAZIO NEL PNRR

Infine, “il riconoscimento dell’importanza dello Spazio per lo sviluppo futuro è evidente anche dalla presenza nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza di fondi ad esso dedicati. Nello specifico il tema è trattato nella prima missione ”Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo”, seconda competenza, investimento quattro “Tecnologie satellitari ed economia spaziale”. Il Piano prevede 2,3 miliardi di investimenti (tra fondi diretti e fondi complementari) per progetti in ambito spaziale da completare entro il 2026. Si aggiunge agli altri programmi nazionali e multilaterali già in essere” conclude il report.

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