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Che cosa farà Sirti per la Nato

Sirti

Nuovo contratto con la Nato nella base di Sigonella per il gruppo milanese Sirti. Tutti i conti (in perdita) della società, su cui punta Psc (Pesce, Fincantieri e Simest)

Prosegue la collaborazione tra la milanese Sirti e la Nato.

A Sirti Digital Solutions è stata assegnato per il secondo anno consecutivo il contratto con Nato Alliance Ground Surveillance Force per la quale gestirà la manutenzione di servizi e sistemi tecnologici presso la base militare di Sigonella (Catania-Gela località Lentini).

In particolare, la società italiana avrà la responsabilità degli impianti elettrici, meccanici e speciali (Building Management System, Safety & Security).

Ricordiamo che dal 2016 a controllare Sirti è Pillarstone Italy, società di investimento fondata da Kkr Credit, che ha rilevato il 100% del capitale della società da HIIT e Banca Imi tramite Ps Reti Spa.

Tuttavia, il “fondo Pillarstone studia l’uscita da Sirti” rivelava a settembre Il Sole 24 Ore. E non mancherebbero gli interessati alla società italiana attiva nelle tlc. “Pronti a valutare dossier Sirti se c’è interesse”, aveva dichiarato al Sole 24 Ore lo scorso giugno Umberto Pesce, presidente del gruppo Psc.

Tutti i dettagli.

COS’È SIRTI SPA

Sirti è un hub di innovazione nel campo dello sviluppo delle infrastrutture di rete con 40 sedi operative ed è attiva in Italia, Europa e Medio Oriente.

Il gruppo milanese opera nel settore dell’ingegneria e dell’impiantistica di rete. Inoltre sviluppa soluzioni per i settori delle tlc, dell’Ict, dell’energia, dei trasporti e delle infrastrutture tecnologiche.

Fondata nel 1921, opera nei settori delle Telecomunicazioni, Energia e Digital Solutions con circa 3.800 dipendenti.

L’offerta di Sirti è organizzata in quattro business unit: Telco infrastructures, Trasportation (ceduta a febbraio 2021 a Mermec di Angel Group), Energy e Digital Solutions.

COLLABORAZIONE DECENNALE CON LA NATO

La collaborazione di Digital Solutions di Sirti con la Nato è decennale. Al quartier generale di Lago Patria, che ospita una base militare estesa su 32.000 mq, Sirti ha realizzato gli impianti tecnologici integrati con un sistema di supervisione e controllo insieme all’infrastruttura di networking e un data center tecnologicamente avanzato a supporto nelle missioni critiche della Nato. Sirti ha in carico la manutenzione di tutta l’infrastruttura tecnologica della base di Lago Patria fino al 2026.

VODAFONE, SAMSUNG E HUAWEI TRA I CLIENTI

Tra i principali clienti della società, oltre alla Nato appunto, figurano: i principali operatori telefonici (Vodafone, Fastweb, Tim, Iliad, Wind Tre) Poste Italiane, Samsung, Huawei, Ray Way, Sky, Terna, Open Fiber ed altri enti pubblici e privati.

IL SOCIO UNICO PILLAERSTONE

Con un capitale sociale di 42.040.523 euro, l’azienda è controllata dal socio unico PS Reti Spa (Pillarstone SPV).

Compongono il cda oltre al presidente Davide Benello: Roberto Loiola (ad), Michele Scibetta, Andrea Nappa, Gioia Maria Ghezzi e Gaudenzio Gregori Bonaldo.

I NUMERI

Nel 2020 Sirti ha chiuso con 733 milioni di euro di fatturato: +6% rispetto al 2019. Nonostante la pandemia, l’anno è stato spinto dal +20% della unit “Digital Solutions” arrivata a 202 milioni. Bene anche Energia (64 milioni di euro, +10%) e Trasporti (64 milioni, +3%). Ha invece chiuso flat il core business delle Tlc (403 milioni).

La milanese Sirti ha registrato nel 2020 ricavi pari a 525.362.398 euro, in crescita rispetto ai 502.842.328 euro del 2019. Tuttavia, l’esercizio di bilancio ha chiuso in negativo con una perdita pari a 17.335.978 euro (in calo rispetto a 20.646.408 del 2019).

Tanto che a marzo 2020 Sirti aveva avviato la procedura di licenziamento per 764 lavoratori.I successivi Dpcm (Salva Italia e Cura Italia) hanno sospeso gli effetti delle procedure fino al 30 giugno 2021.

In quella data l’ipotesi di accordo sul Piano sociale è stata approvata dai dipendenti con oltre l’83% dei voti, scongiurando così 764 licenziamenti.

PORTAFOGLIO ORDINI

Il portafoglio ordini si attesa a 436 milioni di euro, in crescita del 9,3% rispetto al 2019. Il portafoglio ordini e i contratti quadro ammontano a 1.089 milioni di euro, in aumento di 43 milioni di euro rispetto all’anno precedente.

PILLARSTONE VALUTA L’EXIT DA SIRTI

Nel frattempo, “il gruppo finanziario internazionale Pillarstone avrebbe infatti iniziato a valutare la exit, quindi l’uscita e la valorizzazione, dalla sua controllata italiana Sirti” rivelava a settembre il Sole 24 Ore. “Al momento non sarebbe stato affidato un incarico a una banca d’affari, ma a quanto risulta al Sole 24 Ore per il fondo sarebbe arrivato il momento di valutare la migliore valorizzazione per la società di infrastrutture delle Tlc”.

L’INTERESSE DI PSC

E ci sarebbe già un interessato alla società delle tlc italiana.

Ovvero il gruppo di impiantistica rivale Psc, controllata all’80% dalla holding della famiglia Pesce e per il resto, equamente diviso, da Fincantieri e Simest.

Come ha ricordato sempre il Sole 24 Ore, Sirti ha fatto “parte della ristretta rosa in lizza per il rilancio di Italtel, società in concordato preventivo, un’operazione in cui è entrata anche Tim. Alla fine Sirti si è fermata e l’altra storica società italiana delle Tlc vede ora il suo futuro legato alla cordata Psc-Tim cui si sta per aggiungere il fondo Clessidra”.

In un’intervista a giugno al quotidiano confindustriale Umberto Pesce ha rivelato che “guarda alla concorrente Sirti per creare una compagnia più forte e, una volta riscontrato interesse verso qualche forma di aggregazione, si dice pronto a valutare il dossier”.

LE MIRE DEL GRUPPO GUIDATO DA UMBERTO PESCE

“Intanto, ad aprile scorso l’azienda di impiantistica ha cooptato nel board Mauro Moretti che sarà nominato amministratore delegato in occasione della prossima assemblea chiamata ad approvare i conti 2020,  ha aggiunto sempre il Sole 24 Ore.
Pare che a far strada al gruppo Psc tra i palazzi romani ci abbia pensato Paolo Cirino Pomicino, come rivela un’approfondimento de L’Espresso. Il gruppo colleziona nel cda “boiardi di Stato, in servizio o in pensione: Mauro Moretti, Fulvio Conti, Luigi Ferraris, di recente indicato amministratore delegato di Ferrovie dello Stato” ha rimarcato il giornalista Vittorio Malagutti del settimanale diretto da Marco Damilano.
“Indubbiamente Sirti è una compagnia che per valore e contiguità di business può interessare nell’ottica di arricchire il progetto, per cui un’eventuale operazione meriterebbe di essere approfondita, sotto diversi aspetti; quello industriale, per le sinergie che si potrebbero sfruttare con Italtel, quello dell’occupazione aggregata che, in questo modo, arriverebbe ad oltre 10mila unità e quello del volume d’affari che potrebbe incrementarsi fino a circa 2 miliardi” ha concluso Pesce al Sole 24 Ore riguardo Sirti.

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