Innovazione

Ecco sinergie e attriti fra Italia e Cina su Huawei e 5G

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Huawei

La preoccupazione americana non ferma gli accordi in essere tra Italia e Cina, mentre Huawei inaugura una nuova sede a Milano

La guerra Usa-Cina e l’allarme che la società cinese Huawei possa aver accesso ai segreti americani e del Patto Atlantico coinvolgono anche l’Europa e, soprattutto, l’Italia, che proprio con la società di telecomunicazioni di Shenzhen ha in essere accordi per il 5G, che per ora il Governo non intende fermare, come specificato dal premieri Giuseppe Conte al Copasir.

Intanto, Huawei nelle scorse ore ha inaugurato una nuova sede a Milano, mentre l’Italia si appresta a firmare con Pechino un Memorandum of Understanding per la partecipazione del BelPaese al progetto della Via della Seta. Andiamo per gradi.

NESSUNO STOP AGLI ACCORDI CINESI

La preoccupazione americana non basta. Lo stop ai contratti in essere o a quelli da stipulare con Huawei e Zte, aziende cinesi ad alta competitività e possessori di un numeri altissimo di brevetti, non ci sarà, almeno per il momento. Lo ha affermato il premier Giuseppe Conte nel corso della sua audizione al Copasir, il Comitato parlamentare di contro sui Servizi.

VIGILANZA PERENNE

La continuità dei rapporti, però, sarà soggetta a stretta vigilanza, ha ricordato il premier, facendo riferimento al “Centro di valutazione e certificazione nazionale per la verifica delle condizioni di sicurezza e dell’assenza di vulnerabilità di prodotti, apparati e sistemi destinati ad essere utilizzati per il funzionamento di reti, servizi e infrastrutture critiche” previsto dal Dpcm 17 gennaio 2017 e in essere presto il Ministero dello Sviluppo Economico dal 19 febbraio. Secondo fonti qualificate “se i prodotti cinesi, come di qualunque altro paese, sono valutati e certificati, il problema non sussiste”.

ITALIA-CINA: L’ACCORDO PER LA VIA DELLA SETA

Non solo 5G, comunque, nei rapporti con la Cina. L’Italia, infatti, nelle prossime settimane dovrebbe firmare con Pechino un Memorandum of Understanding per la partecipazione alla Belt and Road Initiative, il progetto cinese di una Via della Seta tra Europa, Africa e Asia.

Anche in questo caso, gli Usa hanno cercato di fermare il tutto, senza riuscirci al momento: il Segretario di Stato, Mike Pompeo, interpellato dall’agenzia Agi ha sostenuto che l’accordo sarebbe “opaco” e che il nostro Paese dovrebbe “a fare attenzione” a firmare atti che potrebbero rivelarsi contrari al “rispetto della sovranità e dello Stato di diritto”.

“Gli Stati Uniti esortano l’Italia a vagliare con attenzione gli accordi sugli scambi, sull’investimento e sugli aiuti commerciali per essere certi che siano economicamente sostenibili, operabili in base ai principi dell’apertura e dell’equità del libero mercato, nel rispetto della sovranità e delle leggi”, avrebbe affermato Pompeo attraverso un portavoce.

ITALIA HA SEMPRE GUARDATO AD OCCIDENTE

Ad invitare l’Italia a fare attenzione sarebbe stato anche Antonello Soro, Garante della Privacy in un’intervista a Repubblica sull’accordo sulla Via della Sera.

“Gli italiani e gli europei hanno vissuto le opportunità e i rischi dell’economia digitale con uno sguardo, direi, strabico” puntando “i nostri riflettori” “esclusivamente verso Occidente, dunque verso i giganti americani del web” e non “verso Oriente”.

Il Regolamento comunitario di protezione dei dati “obbliga le imprese a un quadro cogente di regole quando operano in Europa, dunque quando trattano i dati dei cittadini europei”, ma “i governi e le istituzioni europee non hanno spostato verso Oriente i riflettori”, spiega Antonello Soro, evidenziando che “nella competizione con gli Usa per l’egemonia tecnologica, la Cina è in vantaggio. I cinesi sono di più, nessuna legge sulla privacy vige nel Paese, vantano una leadership nelle reti 5G”.

EUROPA TERRA DI CONQUISTA?

Per questo, sottolinea Soro, “rischiamo di essere terra di consumo e di conquista. A meno che non si metta in campo uno strumento straordinario come è il Regolamento Ue”.

“I cinesi hanno bisogno come l’acqua dell’accesso al ricchissimo mercato comunitario dei dati. Non è difficile costringerli al negoziato. Canada, Giappone, Australia, Brasile adottano leggi in sintonia con il Regolamento Ue perchè necessitano dei facoltosi consumatori europei”, conclude.

L’INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SEDE HUAWEI

Intanto, proprio a conferma della continuità dei rapporti tra Italia ed Huawei, ieri, la società cinese, presente in Italia da 15 anni, ha inaugurato una nuova sede a Milano. Negli uffici, situati al Lorenteggio Village, ci sarà l’Innovation, Experience and Competence Center dove è possibile sperimentare l’antenna intelligente dotata di tecnologia Massive MIMO utilizzata nei trial 5G di Milano, Bari e Matera che permette di aumentare le capacità trasmissiva della cella 5G.

“Negli ultimi 18 anni, Huawei e l’Europa sono cresciuti insieme. Nell’ultimo decennio Huawei ha fornito prodotti e servizi nel vecchio continente per circa 40 mld di dollari, creando posti di lavoro per decine di migliaia di persone. Inoltre in Europa sono stati creati 23 istituti di ricerca e sviluppo”, ha commentato Abraham Liu, vicepresidente di Huawei Europa.

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