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L’America fa ruzzolare i conti dell’italo-francese Stm

Stm

Stm (soci indiretti di riferimento sono il Mef e la Cdp francese) è ostacolata da Covid e dalla guerra sui dazi tra America e Cina. Ecco la revisione degli obiettivi al 2023, la reazione del titolo in Borsa e i commenti degli analisti.

 

Stm nel corso del Capital Market Day del 9 dicembre ha posticipato dal 2022 al 2023 l’obiettivo di raggiungere i 12 miliardi di dollari di ricavi principalmente a causa di due motivi. Primo, la guerra commerciale tra America e Cina che ha vietato la fornitura di prodotti a Huawei. Secondo, gli impatti che la pandemia da Covid ha avuto sull’automotive e sul mercato industriale. Il gruppo ha inoltre rivisto al ribasso i target sulla marginalità mentre ha aumentato l’obiettivo sul Capex. Il titolo Stm in Borsa ha così chiuso la seduta del 9 dicembre con una perdita dell’11,89% a 29,94 euro. All’indomani del Capital Market Day diversi analisti hanno deciso di abbassare il prezzo obiettivo su Stm, che oggi lascia sul terreno il 3,34% a 28,94 euro.

Ecco tutti i dettagli, ricordando l’azionariato italiano di Stm.

L’AZIONARIATO DI STM

Il principale azionista di Stm è Stmicroelectronics Holding Nv con una quota del 28% circa. Il socio di riferimento è partecipato al 50% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano e al 50% da Bpifrance Participations (organo di gestione delle partecipazioni statali francesi controllato dalla Cassa depositi e prestiti francese).

STM POSTICIPA IL TARGET SUI RICAVI

Nel corso del Capital Market Day Stm ha posticipato dal 2022 al 2023 l’obiettivo di raggiungere i 12 miliardi di dollari di ricavi. Il gruppo si aspetta ora di arrivare a 15 miliardi di dollari di fatturato entro il 2025.

I MOTIVI DELLA MOSSA DI STM – LA GUERRA COMMERCIALE TRA USA E CINA

Stm è stata costretta a rinviare il target sulle vendite dal 2022 al 2023 per due motivi principali: il primo è la guerra commerciale tra America e Cina e il secondo è l’effetto legato alla pandemia da Covid. Tra le restrizioni imposte dall’Autorità statunitense nell’ambito della guerra sui dazi tra Usa e Pechino c’è stato infatti anche il divieto di fornire prodotti o servizi all’azienda cinese Huawei, elemento che ha costretto Stm a sospendere le vendite di chip al colosso attivo nel mercato delle telecomunicazioni.

L’EFFETTO COVID SULL’AUTOMOTIVE E SUL MERCATO INDUSTRIALE

Il secondo motivo che ha portato Stm a posticipare l’obiettivo sui ricavi è stato l’impatto negativo che ha avuto il Covid sull’automotive e sul mercato industriale. La società aveva ipotizzato una crescita del 5% per entrambi i settori, cosa che non si è verificata: il mercato dell’auto è calato del 9% mentre quello industriale è sceso del 3%. Così, la ripresa che il gruppo si aspetta nel corso del 2021 e del 2022 non riuscirà a compensare del tutto l’effetto negativo del 2020.

In un’intervista concessa al Sole24Ore l’amministratore delegato della multinazionale italo-francese Jean-Marc Chery ha spiegato che il settore dell’automotive, nel suo complesso, rappresenta all’incirca il 30% del totale dei ricavi attuali di Stm. Il peso dell’automotive, a detta del Ceo, è destinato ad aumentare al 35%.

STM ABBASSA ANCHE LE INDICAZIONI SUI MARGINI

Stm ha poi rivisto al ribasso le indicazioni sui margini. Il gruppo nel 2023 si aspetta un Ebitda margin al 25-26% rispetto all’indicazione fornita nel corso del Capital Markets Day del 2019 del 26-27%. L’Ebit margin è invece visto al 15%-17% nel 2023 rispetto alla precedente stima comunicata lo scorso anno pari al 17%-19%. Tra i vari aspetti che hanno influenzato in modo negativo le previsioni sulla marginalità lorda c’è l’impatto del cambio (nel 2019 l’ipotesi sull’euro/dollaro era posta a 1,12, ora a 1,16). La società si attende poi un Capex tra 1,5 e 1,7 miliardi di dollari rispetto alla precedente stima di 1,1-1,5 miliardi di dollari, mentre ha confermato le attese di un free cash flow di oltre 1 miliardo di dollari nel medio periodo.

Il Ceo di Stm, Jean-Marc Chery, interpellato sulle previsioni per il prossimo anno dal Sole24Ore ha dichiarato che “il primo trimestre sarà buono e il secondo anche. Difficile spingersi oltre, ma da aprile daremo indicazioni per l’intero 2021”.

I COMMENTI DEGLI ANALISTI – DEUTSCHE BANK RIDUCE PREZZO OBIETTIVO

All’indomani del Capital Market Day Deutsche Bank ha deciso di abbassare il prezzo obiettivo su Stm da 36 a 35 euro, confermando la raccomandazione buy. Per gli analisti le stime del consenso 2022-2023 potrebbero scendere di circa il 20%.

KEPLER CHEUVREUX ABBASSA TARGET PRICE

Anche Kepler Cheuvreux ha ridotto il target price di Stm (da 34 a 33 euro, rating buy) dopo la notizia relativa al rinvio dell’obiettivo sul fatturato. Gli esperti si aspettano comunque che i ricavi crescano a un tasso composto medio annuo del 7% nel 2021-2023 e che Stm continui a sovraperformare il mercato di riferimento nel periodo, motivo per cui confermano la raccomandazione buy.

ANCHE EQUITA SIM TAGLIA PREZZO OBIETTIVO

Si aggiunge poi Equita Sim, che ha abbassato il target price su Stm del 3% a 30 euro (rating hold) dopo aver tagliato le stime sull’utile per azione 2023 del 12%.

IL COMMENTO DI BANCA AKROS

Mossa condivisa da Banca Akros, che ha tagliato il prezzo obiettivo su Stm a 31,5 da 32 euro, con raccomandazione che resta ferma ad accumulate. Per gli analisti la caduta del titolo Stm in Borsa è coerente con il rallentamento della crescita della marginalità.

L’ANDAMENTO DEL TITOLO IN BORSA

Stm ha chiuso la seduta del 9 dicembre con una perdita dell’11,89% a 29,94 euro, mentre oggi lascia sul terreno il 3,34% a 28,94 euro. Le vendite sul titolo si sono innescate con il Capital Market Day anche se si deve comunque tenere in conto che l’azione prima dello storno scambiava sui massimi storici.

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