Innovazione

Sapevate che Alexa di Amazon raccoglierà anche i finanziamenti ai partiti?

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Alexa

L’ultima novità del prodotto di Amazon Alexa è la raccolta di donazioni ai fini elettorali. L’articolo di Umberto Rapetto

Si preoccupa per noi (o quanto meno ci illude in tal senso), ubbidisce ai comandi che le vengono impartiti, cerca in Rete quel che le chiediamo di rintracciare, ci fa ascoltare il brano musicale preferito. Va anche detto che ci ascolta e fa la spia, rendendo trasparenti le mura domestiche e calpestando la privacy del suo “padrone”.

Non parliamo di una solerte ma impicciona colf, ma dell’assistente vocale Alexa che – more solito – non finisce mai di stupire.

L’ultima novità del prodotto di Amazon è che ha aggiunto una nuova funzione tra le tante già disponibili. Il servizio in questione è la raccolta di donazioni ai fini elettorali e si inaugura negli Stati Uniti con l’avvio della campagna in vista delle Presidenziali 2020.

Se un determinato candidato o schieramento sceglie di avvalersi del supporto del sistema dietro le quinte di Alexa, i sostenitori non avranno difficoltà a dare il proprio contributo senza dover raggiungere le sezioni del Partito, trovare i possibili gazebo, recarsi in banca o in ufficio postale per procedere al versamento della somma desiderata.
L’utente si potrà limitare a dire “Alexa voglio dare un mio contributo alla campagna politica” e quando il sistema è pronto dovrà aggiungere “Alexa fai un versamento di <ammontare> a favore di <nome del candidato>”.

Il potenziale beneficiario deve aver aderito al programma finanziario di Amazon dopo esser stato riconosciuto ammissibile nel novero dei “principal campaign committees”. Non si capisce quali dinamiche di selezione (o di discriminazione) costituiscano il filtro delle richieste da parte degli interessati. Amazon – sollecitata dai curiosi di conoscere requisiti, parametri di valutazione e fattori di esclusione – non sembrerebbe aver voluto svelare la ricetta con cui vengono cucinati gli aspiranti percettori di contributi elettorali.

È dato solo sapere che il candidato deve fornire una certa serie di informazioni tra cui un indirizzo fisico sul territorio statunitense, le coordinate del conto corrente bancario, i numeri identificativi di una carta di credito (con relativo indirizzo di riferimento) e una utenza telefonica fissa rigorosamente sul suolo americano. Questi vincoli sono ragionevolmente comprensibili e puntano ad evitare che il politico riceva somme provenienti dall’estero e subisca possibili condizionamenti legati a interessi stranieri.

I candidati alla elezione che optano per questa via di “sostentamento” devono registrarsi su Amazon come “venditori” e allegare – debitamente compilata – una lunga serie di documenti predisposti dalla Federal Election Commission. All’atto della “iscrizione” il nome del politico deve essere espresso in tutte le sue possibili combinazioni. Chi dalle nostre parti ricorda “Giacinto Pannella detto Marco”, non faticherà a comprendere che – per agevolare la corresponsione di contributi – il politico riporterà le più diverse varianti “cognome”, “nome e cognome”, “soprannome e cognome” e così a seguire mescolando agli elementi anagrafici anche titoli o ruoli (avvocato, sindaco, senatore…) che facilitino il riconoscimento da parte dei supporter.

L’operazione è un altro passo di Amazon nel suo percorso evolutivo. Dopo il passaggio da venditore di libri online a piattaforma di commercio elettronico e a leader della logistica, la prossima tappa ha carattere prettamente finanziario. Diventare una banca con la benedizione dei protagonisti della politica potrebbe rivelarsi un gioco facile….

Un piccolo dettaglio, a mio avviso non trascurabile. Amazon farà un ulteriore passo in avanti nella sua irrefrenabile presa di potere sociale. Disporrà della mappa delle simpatie politiche di tutti quelli che – senza dar troppo peso alle possibili conseguenze – hanno pensato di aiutare questo o quel candidato o di appoggiare un determinato partito.

L’unico aspetto positivo, forse, è che quella schedatura potrà evitare il classico salto sul carro dei vincitori di chi – campione di opportunismo – non potrà vantare fedeltà o ammirazione che sarebbero smentite dalle donazioni in direzione opposta.

 

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