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Sanchez ci ripensa sulla cinese Huawei e frena Telefonica

Il governo Sanchez annulla un contratto con l'operatore telco spagnolo Telefonica a causa dell'utilizzo di apparecchiature Huawei. La mossa arriva dopo che il paese aveva assegnato alla società cinese un contratto per la gestione delle intercettazioni telefoniche delle agenzie di intelligence. Tutti i dettagli

Dietrofront di Madrid sulla cinese Huawei.

Il Ministero per la Trasformazione Digitale spagnolo ha annullato l’assegnazione di un contratto da circa 10 milioni di euro alla compagnia madrilena Telefónica per il potenziamento della rete pubblica in fibra ottica Red.es, a causa dell’utilizzo di componenti del produttore cinese Huawei, riporta El País.

“Confermiamo l’annullamento del contratto per motivi di strategia digitale e autonomia strategica”, ha dichiarato il Ministero in una nota inviata via email, senza fornire ulteriori dettagli. La mossa arriva sulla scia delle preoccupazioni in Europa che tali apparecchiature possano rappresentare un rischio per la sicurezza. Non solo, segue i rapporti stampa sulla crescente presenza di Huawei nell’apparato statale spagnolo che ha messo in luce le relazioni insolitamente strette tra Madrid e Pechino.

Come riportato a metà luglio dal quotidiano digitale spagnolo The Objective, il Ministero dell’Interno spagnolo ha ufficialmente assegnato a Huawei un contratto da 12,3 milioni di euro a seguito di una procedura di gara pubblica standard. Non si tratta nemmeno di una prima volta per la società cinese: Huawei aveva già ricevuto infatti un contratto per fornire supporto tecnico a SITEL (Sistema Integrado de Interceptación Legal de las Telecomunicaciones), il sistema integrato spagnolo per l’intercettazione delle telecomunicazioni.

Eppure da tempo Washington e Bruxelles puntano a bloccare le apparecchiature Huawei nello sviluppo delle reti di telecomunicazioni 5G per motivi di sicurezza nazionale. Alcuni paesi, tra cui Germania, Francia, Svezia e Regno Unito, hanno adottato restrizioni esplicite temendo che il gigante delle tlc cinese possa installare le cosiddette backdoor nelle sue apparecchiature di rete per le telecomunicazioni che consentirebbero al governo di Pechino di accedere ai dati degli utenti. Da parte sua Huawei ha ripetutamente negato una simile possibilità.

Tutti i dettagli.

ANNULLATO IL CONTRATTO PER TELEFONICA

All’ultimo minuto il Ministero per la Trasformazione Digitale ha annullato un contratto che mirava a potenziare i servizi in fibra ottica per diverse istituzioni pubbliche, tra cui il Ministero della Difesa, con apparecchiature Huawei. Come spiega il quotidiano spagnolo, Red.es, la società pubblica collegata al dipartimento guidato da Óscar López, aveva dato il via libera lunedì 25 agosto a Telefónica per 10 milioni di euro per l’installazione di apparecchiature Huawei di nuova generazione in una mega-rete pubblica in fibra ottica di oltre 16.000 km che collega oltre 500 università e centri di ricerca in tutta la Spagna.

Il mese scorso, il Chief Operating Officer di Telefonica, Emilio Gayo, aveva dichiarato a Reuters che l’azienda stava “riducendo la sua esposizione a Huawei” in Spagna per conformarsi alle raccomandazioni dell’Ue agli operatori di telecomunicazioni di eliminare gradualmente i dispositivi Huawei per motivi di sicurezza.

Ma alla fine Madrid ha deciso per l’annullamento del contratto “per motivi di strategia digitale e autonomia strategica”.

L’APPALTO AGGIUDICATO DA HUAWEI IN SPAGNA

Una decisione in controtendenza rispetto alla notizia del mese scorso secondo cui il governo spagnolo si avvarrà del colosso tecnologico di Shenzen per la gestione e l’archiviazione delle intercettazioni telefoniche autorizzate dalla magistratura nel paese, utilizzate sia dalle forze dell’ordine che dai servizi segreti, nonostante le preoccupazioni su come il governo cinese possa costringere Huawei ad assistere Pechino nelle proprie attività di intelligence.

Sempre The Objective riportava che il provvedimento del dicastero spagnolo a favore di Huawei prevede l’archiviazione digitale dei risultati delle intercettazioni disposte da giudici e pubblici ministeri e rientra nei processi standard gestiti dalla Direzione Generale per la Razionalizzazione e la Centralizzazione degli Appalti.

Sebbene il contratto per l’archiviazione delle intercettazioni telefoniche imponga a Huawei di rispettare le linee guida sulla sicurezza informatica stabilite dal Centro Nazionale di Crittologia spagnolo, secondo The Objective si stava verificando una “crescente inquietudine” nella Polizia Nazionale e nella Guardia Civil riguardo al coinvolgimento dell’azienda cinese in sistemi sensibili.

LA POSTURA DI SÁNCHEZ NEI CONFRONTI DEL COLOSSO DI SHENZEN

Inoltre, la testata spagnola ricordava come il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez sia – tra i leader dell’Ue – uno tra più favorevoli a Huawei e finora si è opposto ai tentativi del blocco di limitarla dalle reti 5G.

Tanto che il presidente cinese Xi Jinping ha elogiato la Spagna come un partner stretto all’interno dell’Ue e ha accolto Sánchez a Pechino lo scorso aprile. Parallelamente, Huawei ha aperto nuovi centri di innovazione a Madrid e ha rafforzato la sua forza lavoro in Spagna, dove è un importante appaltatore tecnologico per diverse amministrazioni pubbliche, sottolineava ancora The Objective.

LE PREOCCUPAZIONI OCCIDENTALI SU HUAWEI

Negli ultimi anni i paesi dell’Occidente si interrogano circa i legami di Huawei con il regime cinese.

Da quando la prima amministrazione Trump ha annunciato il divieto assoluto alla partecipazione di Huawei alle sue reti mobili 5G nel 2019, il governo degli Stati Uniti ha esercitato crescenti pressioni sugli alleati affinché ne seguano l’esempio, in un contesto di crescenti tensioni tra Occidente e Cina. A luglio 2020, il Regno Unito è diventato il primo paese europeo ad annunciare l’intenzione di escludere Huawei dalle sue reti entro il 2027. Nell’ottobre 2020 il governo svedese aveva concesso alle compagnie di telecomunicazioni tempo fino al 2025 per rimuovere le apparecchiature Huawei e ZTE dalle loro infrastrutture. Le due compagnie di telecomunicazioni cinesi hanno ripetutamente negato le accuse di spionaggio.

Nel 2023, la Commissione europea ha raccomandato ai suoi Stati membri di escludere i fornitori “ad alto rischio” dalle implementazioni 5G. Questo avvertimento ha interessato direttamente Huawei e diversi Paesi.

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