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Samp-t Italia Ucraina

Samp-T e Storm Shadow, ecco cosa l’Italia fornirà all’Ucraina

In arrivo il nono pacchetto di aiuti all'Ucraina. Il nuovo decreto in cantiere sull'invio di una seconda batteria del sistema di difesa aerea franco-italiano Samp-T oltre che un'altra partita di missili Shadow. Ecco i dettagli

Il governo sta approntando il nono pacchetto di aiuti all’Ucraina.

L’esecutivo “varerà il prossimo pacchetto di aiuti all’Ucraina dopo il G7, che si terrà in Italia dal 13 al 15 giugno. E nel piano di interventi a favore di Kiev verrà inserita una seconda batteria di Samp-t, il sistema d’armi terra-aria a medio raggio, utile in funzione anti-missilistica e anti-aerea”, scrive oggi il Corriere della Sera.

È da inizio mese che si vocifera del nuovo decreto ministeriale e del suo contenuto, che resta comunque secretato, compreso l’invio di un’ulteriore batteria di Samp-t.

E qualche giorno fa è arrivata la conferma dal titolare della Farnesina. “Siamo pronti a inviare altre armi ma è importante usare queste armi dentro l’Ucraina per la difesa, come ad esempio la difesa aerea. Abbiamo inviato i Samp-T ed è possibile inviare altri Samp-T in difesa, ma è importante utilizzare queste armi dentro l’Ucraina per la difesa”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani alla ministeriale informale Esteri a Praga il 31 maggio, precisando che l’utilizzo sarà consentito al solo scopo difensivo.

La posizione del governo italiano è molto chiara: l’Italia aiuta e aiuterà l’Ucraina a difendere la propria indipendenza, continueremo ad aiutarla da un punto di vista finanziario e con strumenti militari. È chiaro che non invieremo alcun soldato italiano a combattere in Ucraina e le nostre armi non potranno essere usate fuori dal territorio ucraino, lo impedisce l’articolo 11 della Costituzione. Noi non siamo in guerra con la Russia” ha sottolineato Tajani.

Non solo, secondo il Corriere della sera “il governo ha fatto sapere agli Stati Uniti e all’Ucraina che inserirà nel pacchetto di aiuti anche un’altra partita di missili Shadow”. L’Ucraina dispone  infatti già di missili a lungo raggio: tra questi gli Storm Shadow, forniti dagli inglesi (ma anche dagli italiani) con una gittata di 250 km, in grado di colpire in profondità il territorio controllato dalla Russia nell’Ucraina orientale.

Tutti i dettagli.

COS’È IL SISTEMA DI DIFESA MISSILISTICO SAMP-T

Samp/t è il sistema europeo di difesa aerea e antimissilistica, sviluppato dall’Italia congiuntamente con la Francia a partire dagli anni 2000.

Si tratta di un sistema missilistico terra-aria di ultima generazione sviluppato dal consorzio europeo Eurosam (costituto dalle società Mbda Italia, Mbda Francia e Thales) per l’Italia e la Francia. Lo scopo è di sostituire il sistema missilistico Hawk. Il sistema d’arma è caratterizzato da un’elevata mobilità tattica e strategica (può essere facilmente rischierato per via aerea, navale e ferroviaria).

Il sistema Samp/T è in grado di neutralizzare minacce Tbm, Tactical Ballistic Missile, con ingaggi a distanze sino 100 km.

L’attuale versione del Samp/T ha capacità di avanguardia nel contrasto delle minacce aeree e dei missili balistici tattici a corto raggio.

LA DOTAZIONE DELL’ESERCITO ITALIANO

L’Italia ha in servizio cinque batterie di difesa aerea Samp-T funzionanti e una batteria di addestramento. Nello specifico, l’Esercito italiano ha in dotazione 5 batterie presso il 4° reggimento artiglieria controaerei in Mantova.

Dall’entrata in servizio del sistema nel 2013, la Forza armata ha schierato il Samp/T in molteplici attività operative ed addestrative. Come si legge sul sito dell’esercito: “fra il 2015 ed il 2016 un’unità Samp/T è stata schierata a Roma per la sorveglianza dei cieli della Capitale in occasione del Giubileo Straordinario della Misericordia; contemporaneamente una seconda batteria ha operato in Turchia nell’ambito dell’operazione Nato “Active Fence” dal giugno 2016 al dicembre 2019 contro missili balistici tattici provenienti dal territorio siriano. Inoltre il Samp/t è inserito nel programma Nato Active Layered Theatre Ballistic Missile Defence (ALTBMD). Quest’ultimo nato con la finalità di realizzare la difesa di aree o di obbiettivi vitali di interesse dell’Alleanza dalla minaccia missilistica”.

Dunque, inviarne anche solo uno in Ucraina significa privarsene per la difesa nazionale. Senza dimenticare la questione costi: quasi 700 milioni di euro a batteria.

SPOSTATA DAL KUWAIT

Quindi ora l’Italia è pronta a inviare di nuovo Samp-t in Ucraina, ma quale?

“L’unico a disposizione di Roma — spiegava un mese fa Repubblica — è quello dato a lungo in prestito alla Slovacchia: è il prescelto per la spedizione. Gli altri quattro esemplari sono infatti già “impegnati”. Due serviranno a difendere l’Italia, anche in vista del summit dei Sette a Borgo Egnazia. Uno è di riserva, sempre a scudo del Paese. Il quarto si trova in Kuwait, e lì resterà per altro tempo.”

Invece oggi secondo il Corriere quella che sarà data “in dotazione all’Ucraina sarà spostata dal Kuwait”.

IN ARRIVO PER KIEV ANCHE I MISSILI SHADOW

Inoltre, sempre per il quotidiano diretto da Luciano Fontana, nel nono pacchetto di aiuti per Kiev ci sarà anche “un’altra partita di missili Shadow.”

Come spiega il sito dell’Aeronautica militare, lo ‘Storm Shadow’ è un missile da crociera aviolanciabile a lungo raggio, di tipo ‘stand off’ (riducendo la vulnerabilità del velivolo lanciatore), che può colpire obiettivi di superficie in profondità, a prescindere dalla difesa aerea, grazie alle sue caratteristiche stealth, con l’impiego imbarcato prima sui velivoli Tornado e ora sui Typhoon.

“Nel quadro strategico-militare sopradescritto, la Difesa è al momento dotata di capacità Deep Strike grazie al missile Storm Shadow lanciabile da piattaforma aerea” si legge nel Dpp della Difesa 2023-2025.

LE CARATTERISTICHE

“Il sistema d’arma è stato sviluppato, già nel 1997, da Mbda e successivamente dalla Francia con il nome di SCALP EG. Il suo preciso sistema di navigazione e puntamento è ottimizzato per eseguire attacchi prepianificati su target statici di cui è ben nota la posizione prima della missione. È utilizzabile tipicamente contro obiettivi ben difesi come porti, bunker, siti missilistici, centri di comando e controllo, aeroporti e ponti che, diversamente, necessiterebbero di una imponente campagna aerea per essere neutralizzati. Una volta lanciato, il missile sarà in grado di raggiungere l’obiettivo assegnato navigando in ogni condizione di tempo, di giorno o di notte in maniera assolutamente autonoma utilizzando gli apparati di bordo e confrontando costantemente la sua posizione con il terreno circostante” spiega l’Aeoronautica.

L’Italia ha acquistato per la prima volta lo Storm Shadow da Mbda nel 1999 e ne ha ricevuti circa 200, utilizzandoli durante l’operazione Nato in Libia nel 2011.

GIÀ FORNITO DALL’ITALIA

Come già detto il nostro paese ha già inviato in Ucraina i missili Storm Shadow/Scalp EG, impiegati da diversi mesi imbarcati sui velivoli da combattimento Sukhoi Su-24M.

Lo ha rivelato a fine aprile il ministro della Difesa britannico Grant Shapps, in visita agli stabilimenti britannici dell’azienda missilistica Mbda, citato da The Times e ripreso da Defense News, svelando mesi di segretezza che circondavano la fornitura di armamenti da parte dell’Italia a Kiev.

“Sono il Regno Unito, la Francia e l’Italia a posizionare queste armi per l’uso, in particolare in Crimea. Queste armi stanno facendo una differenza molto significativa” ha affermato Shapps.

Eppure dalla Difesa italiana non è mai arrivata conferma o smentita: “siamo l’unico Paese che mantiene il segreto sul sostegno alla resistenza contro l’invasione russa” ricordava di recente Repubblica. Secondo Defense News, un portavoce del ministero della Difesa non ha voluto commentare le dichiarazioni del ministro britannico.

DECISIONE RINVIATA AL POST-EUROPEE

Quindi ora il nostro paese è pronto a inviare nuovi armi all’Ucraina, ribadendo l’utilizzo al solo scopo difensivo.

“Noi siamo per difendere l’Ucraina e fornire strumenti di difesa aerea ma non possiamo – perché lo dice la nostra Costituzione – usare le armi aldilà dei confini ucraini” ha dichiarato ancora il ministro degli Esteri Tajani.

“Fonti autorevoli sostengono che l’esecutivo abbia anticipato la decisione a Washington e a Kiev attraverso canali diplomatici, e che gli alleati abbiano ringraziato Roma per il suo contributo fattivo nella difesa dell’Ucraina” sottolinea il Corriere aggiungendo che “Il titolare della Difesa Crosetto dovrebbe quindi firmare il nono decreto fra un paio di settimane, quando le Europee saranno ormai alle spalle”.

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