Innovazione

La ricerca del sostegno politico tra doppi/tripli conteggi e violazioni della privacy. Analisi (con dubbi e domande) di Rapetto

di

salvininonmollare.it

Ma è possibile sbattere online nomi e cognomi di chi aderisce ad iniziative di indubbia connotazione politica, come salvininonmollare.it? La tanto declamata legge sulla privacy è forse andata in pensione? L’articolo di Umberto Rapetto

 

La disfida politica utilizza il web in sostituzione delle piazze dove, è facile immaginarlo, è sempre più difficile “barare” sul numero dei partecipanti e sulle reazioni del pubblico che sovente è presente per protestare contro questo o quel leader di partito o di movimento.

La migrazione verso le agorà virtuali è quindi fenomeno naturale e di progressiva diffusione, come testimoniano i social network e le piattaforme di aggregazione “targate” dalle diverse compagini nell’incessante campagna elettorale e nell’irrefrenabile caccia al consenso popolare.

Una delle più recenti iniziative è quella del sito “salvininonmollare.it”, il cui nome a dominio – per scongiurare bieche ironie da caserma – poteva fare diverso appello alla resistenza di qualsivoglia natura sui più svariati fronti.

Il gazebo virtuale, che raccoglie adesioni, conteggia progressivamente il numero dei sottoscrittori che – si legge su salvininonmollare.it – “intendono esprimere la propria contrarietà al governo anti-italiano delle poltrone, delle tasse e dell’invasione”.

Sotto la scritta a caratteri cubitali che sprona il capo della Lega, su sfondo obbligatoriamente blu, campeggia in lettere bianche il numero di adesioni già validate dal processo di verifica che viene anticipato essere rigoroso: compilazione della modulistica online, inoltro di una mail all’aspirante iscritto, conferma dell’intenzione da parte dell’interessato, pubblicazione del nome del neo-arrivato in squadra.

La consistenza delle truppe al seguito in pochi giorni ha superato quota 37mila e il gonfiarsi della cifra sembra voler echeggiare un consenso stabile e addirittura in crescita a dispetto dei sondaggi tradizionali.

SULLA HOME DI SALVININONMOLLARE.IT I NOMI DEGLI ULTIMI ISCRITTI

Chi ha tempo da perdere e vuole scoprire chi sono i “fedelissimi” può trovare nella homepage di salvininonmollare.it i nomi degli ultimi dieci iscritti. Chi è ancora più curioso può fare clic sul pulsante “carica altro” posizionato sotto la lista e scorrere poco alla volta il lungo elenco.

Chi al desiderio di sapere aggiunge un briciolo di attenzione, si accorge che alcuni nominativi sembra di averli già letti e a guardar meglio è costretto ad appurare che “Tizio” o “Caio” di una certa cittadina si ripetono in un breve arco di tempo.

Man mano che le registrazioni si accumulano nell’euforia dei simpatizzanti, diventano sempre più numerosi i casi di doppia o tripla presenza dei medesimi soggetti. Probabilmente sono tutti casi di omonimia, ma qualche piccola perplessità attanaglia chi si stupisce che chi porta lo stesso nome si colleghi e si iscriva più o meno allo stesso istante al sito in questione.

Stamattina era il caso – tra i tanti altri – di Mattia Cazzaniga da quel di Angiari, piccolo abitato in provincia di Verona con poco più di duemila anime. Tre cittadini di quella località – tutti con lo stesso identificativo anagrafico – si sono iscritti uno alle 6.50 e due alle 6.54.

Nel pomeriggio il fenomeno – degno di menzione evangelica se si fosse trattato di pesci – ha proseguito a manifestarsi con ripetizioni del presumibile medesimo soggetto addirittura senza interposizione di altri nominativi (un dettaglio dello snapshot è stato conservato per scoprire la misteriosa coincidenza).

La signora Elisa Duse, ad esempio, è una delle tre omonime tra gli undicimila abitanti di Zero Branco nel trevigiano e il caso vuole che si siano date appuntamento alle 15.59 per dare sostegno al “Capitano”. Peccato una di loro sia arrivata con un minuto di ritardo, ma la circostanza è certo giustificata dalla calca di simpatizzanti presenti in quel momento sul sito. Ne sanno qualcosa i due Giacomino Danelutti che, entrambi da Fagagna in provincia di Udine, hanno ultimato la loro sottoscrizione alle 16.00 odierne.

Scandagliare la lunga lista può costituire un utile passatempo e ognuno può rilevare personalmente la ridotta fantasia delle precedenti generazioni che in certe città hanno pensato di chiamare i loro figli tutti inesorabilmente nello stesso modo.

Non è finita.

Ma è possibile sbattere online nomi e cognomi di chi aderisce ad iniziative di indubbia connotazione politica, come è salvininonmollare.it? La tanto declamata legge sulla privacy è forse andata in pensione?

A leggere la cosiddetta “informativa” presente sul sito si può notare che a chi si iscrive viene ricordato “che il trattamento dei suoi dati per gli scopi sopra indicati non richiede, ai sensi di legge, il suo consenso, in quanto il trattamento rientra tra quelli effettuati da una fondazione, associazione o altro organismo senza scopo di lucro che persegua finalità politiche”.

I dati in questione “atti a rivelare una appartenenza politica” (così come si legge anche nella informativa) rientrano in quelle categorie di informazioni “particolari” che sono meritevoli di particolari tutele. E’ vero che possono essere liberamente (ma pur sempre per finalità ben determinate) da associazioni o partiti, ma la loro diffusione probabilmente esorbita l’autonomia riconosciuta dal Regolamento Europeo e dalle disposizioni nazionali in materia.

A dispetto di quel “potranno quindi essere trattati senza consenso”, il Garante per la Protezione dei dati personali al punto 2.4 della provvedimento 146 del 5 giugno 2019, dice che “La comunicazione dei dati personali relativi agli associati/aderenti all’esterno dell’ente e la loro diffusione possono essere effettuate con il consenso degli interessati, previa informativa agli stessi in ordine alla tipologia di destinatari e alle finalità della trasmissione e purché i dati siano strettamente pertinenti alle finalità ed agli scopi perseguiti”.

Nel caso dell’elenco online si va ben oltre rispetto alla “comunicazione”, traguardando allegramente la “diffusione” coram populo che – al di là della sanzionabilità – si prospetta quanto meno inopportuna.

Il team della “Bestia” – la portentosa macchina da guerra che la Lega utilizza per la propria propaganda su Internet – ha già preso confidenza con le istruttorie del Garante per la privacy e magari in questa occasione avremo anche modo di sapere che fine ha fatto il procedimento aperto da Soro & C. per il concorso “VinciSalvini”.

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