Innovazione, Mobilità

VW, Renault, Daimler, Ford, Bmw, Mercedes: chi vince e chi perde a Bruxelles sul 5G per auto connesse

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Che cosa ha deciso il Consiglio Ue sullo standard di comunicazione per le auto connesse e perché Volkswagen e Renault sono le Case sconfitte

Il Consiglio Ue sceglie l’innovazione e la neutralità tecnologica. Dopo mesi di discussioni e pressioni da varie case automobilistiche e dopo la propensione della Commissione e dell’Europarlamento verso la tecnologia Wi-Fi come standard di comunicazione tra le connected car, gli Stati membri hanno ribaltato la situazione: con maggioranza qualificata (21 Paesi) ha vinto la tecnologia 5G. Andiamo per gradi.

COSA HA DECISO IL CONSIGLIO UE

Il Consiglio Ue ha bocciato la proposta che arrivava dalla Commissione a favore del vincolo di utilizzo, per le auto connesse, di alcune frequenze legate a specifiche tecnologie assimilabili al Wi-Fi, cosiddette ITS-G5 (qui qualche dettaglio). Si tratta di tecnologie non compatibili con l’ecosistema della mobilità integrata e non compatibili con il 5G (che è gestito su frequenze licenziate secondo standard uniformi a livello europeo).

In tutta Europa lo standard di comunicazione tra le connected car sarà su frequenze compatibili con il 5G.

“Stati membri rigettano Atto delegato sui sistemi di trasporto intelligenti #C-ITS. Vittoria della neutralità tecnologica. Le imprese potranno sperimentare tecnologie in via di sviluppo come #5G . A favore solo Belgio, Austria e Polonia. @ConfindustriaEU”, ha twittato Cinzia Guido, EU Digital Policy Adviser.

https://twitter.com/cinzia_guido/status/1146733344899645440

ITALIA A FAVORE DEL 5G

Tra i Paesi che hanno bocciato la proposta anche l’Italia, che non aveva espresso una posizione ufficiale sulla questione. “L’Italia, in sede di Consiglio europeo, ha votato contro la proposta della Commissione Ue in relazione alla “Delegated regulation” sui sistemi di trasporto intelligenti (C-ITS), regolamento che propone il wi-fi (cosiddetto ITS-G5) come standard privilegiato per l’utilizzo di alcune frequenze potenzialmente sfruttabili nell’immediato futuro anche dal 5G ”, fa sapere il Ministero dei Trasporti.

“Il Mit ha come obiettivo primario la promozione della qualità e la salvaguardia della sicurezza dei trasporti. Tuttavia, non potendosi modificare la proposta dell’esecutivo Ue, che non è emendabile – in particolare l’articolo 33 e la clausola di compatibilità a posteriori – l’Italia ha scelto di votare contro il vincolo tecnologico che conduce a una soluzione le cui prospettive di mercato sono peraltro ancora labili e lontane e che comunque non garantisce la possibilità di sfruttare appieno tutte le potenzialità del 5G”, aggiunge il ministero.

PERCHE’ LA PROPOSTA E’ STATA BOCCIATA

La proposta è stata respinta, come spiega il dicastero italiano, perché “l’approccio della Commissione non garantisce, infatti, la dovuta neutralità tecnologica rispetto all’esigenza di mettere a punto infrastrutture digitali integrate a livello europeo”.

5G: TECNOLOGIA ALL’AVANGUARDIA

Non è solo questione di neutralità tecnologica. La questione va ben oltre: “A confronto con il WiFi, le tecnologie di telecomunicazioni 4G-LTE e 5G-NR sono migliori in termini di prestazioni, copertura, costi e sicurezza”, spiega Asstel, associazione che rappresenta, tra gli altri, Tim, Open Fiber, Vodafone e Wind-tre.

“Già oggi la tecnologia 4G-LTE è supportata da una amplissima rete di infrastrutture che copre tutto il territorio nazionale, come autostrade, strade urbane e aree rurali. In prospettiva, gli obblighi di copertura associati all’utilizzo delle frequenze 5G prevedono il raggiungimento della medesima copertura territoriale. I sistemi cellulari consentono una maggiore ricchezza di prestazioni nelle comunicazioni dei veicoli tra di loro (V2V) e verso l’infrastruttura (V2I), i pedoni (V2P) e verso la rete (V2N). Al contrario, la tecnologia WiFi esclude la comunicazione verso le persone fisiche e copre aree limitate, non consentendo una supervisione completa del territorio”, spiega Asstel.

CHI VINCE E CHI PERDE

Questa decisione fa vincitori e vinti. I vinti sono Volkswagen e Renault, che già facevano viaggiare le proprie auto con tecnologia Wi-fi. A vincere sono Ford, Daimler, Psa, Bmw e l’intera industria europea delle tlc, che hanno puntano sul 5G, e su una tecnologia all’avanguardia.

I VINCITORI IN ITALIA

A vincere anche Tim, Open Fiber, Vodafone e Wind-tre che hanno già investito nelle frequenze compatibili con il 5G. Una scelta diversa avrebbe significato, infatti, una duplicazione delle infrastrutture con maggiori costi per le società.

SODDISFAZIONE DI ASSTEL

“Oggi l’Europa, con questa decisione, ha consentito di scegliere liberamente quali tecnologie utilizzare per la realizzazione dei sistemi intelligenti per il controllo e la sicurezza dei trasporti veicolari. L’approvazione dell’atto delegato avrebbe negato questa libertà, favorendo sistemi WiFi con prestazioni inferiori ai sistemi cellulari 5G. Accogliamo con soddisfazione il fatto che tale valutazione sia stata condivisa dal Governo italiano e dalla maggioranza qualificata dei Governi europei. Questa decisione e’ un precedente importantissimo che segna il consenso per l’utilizzo delle reti 5G quale infrastruttura di base aperta e interoperabile per soddisfare le esigenze di potenzialmente tutte le imprese nei vari settori “verticali” dell’economia e dei cittadini nella fruizione di servizi intelligenti, sia pubblici che privati”, ha commentato Pietro Guindani, Presidente di Asstel.

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