Innovazione

Recovery fund, il Mise punta su Tempest, spazio e non solo

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space economy

Tempest, elicottero del futuro e green vessel. Sono alcuni dei progetti che rientrano nel piano di potenziamento della filiera aerospaziale insieme al piano space economy compresi nella bozza di documento del Mise con le proposte per il Recovery Plan inviate a Palazzo Chigi

 

Il Mise punta a sostenere anche la filiera aerospaziale e la space economy con il Recovery Fund. Nella bozza di documento che il ministero dello Sviluppo economico guidato da Stefano Patuanelli ha inviato al dipartimento delle Politiche europee della presidenza del Consiglio, in vista della predisposizione da parte del governo del Recovery Plan per accedere alle risorse previste dal Next Generation Eu, troviamo anche il potenziamento della filiera industriale dell’aerospazio nazionale.

Nello specifico si tratta di investimenti pari a 12 miliardi e mezzo di euro per l’industria aerospaziale italiana e un miliardo di euro per la space economy.

Ma attenzione, si tratta appunto di proposte. Come ha sottolineato il Corriere della Sera “l’elenco vero e proprio dei progetti da finanziare con i 209 miliardi di euro messi a bilancio da Bruxelles, il governo lo presenterà solo a gennaio”.

Tutti i dettagli.

PIANO DI POTENZIAMENTO DELLA FILIERA INDUSTRIALE NAZIONALE DELL’AEROSPAZIO, DELLA DIFESA E DELLA SICUREZZA

Caccia Tempest (l’iniziativa britannica per il sistema aero del futuro a cui ha aderito anche l’Italia), elicottero del futuro (Fvl), nave futura europea (green vessel). Sono alcuni dei grandi progetti individuati dal Mise nel piano di potenziamento della filiera industriale dell’aerospazio, difesa e sicurezza.

Per potenziare questo settore il ministero retto da Patuanelli propone dunque 12,5 miliardi di euro.

L’OBIETTIVO DEL PROGETTO

L’obiettivo del progetto — spiega il dicastero — è consentire al comparto un salto tecnologico nella ricerca, nell’innovazione e nella costruzione di piattaforme duali ad elevatissime prestazioni, con ridotto impatto ambientale, totale sicurezza cyber ed innovazione digitale.

Nello specifico: “Elicotteri di nuova generazione (in risposta al programma statunitense FVL, aerei di sesta generazione, tecnologia sottomarina avanzata, tecnologia unmanned intersettoriale, I.A., navi)”.

5 + 7,5 MILIARDI IN 6 ANNI

Il Mise ha previsto l’attuazione del piano in 6 anni. “Nei primi 2 anni la fase di ricerca industriale, partendo da piattaforme esistenti al fine di rendere immediatamente industrializzabili le soluzioni, ha un costo stimabile in 5 miliardi, suddivisi tra diversi grandi progetti: elicottero del futuro (FVL), aereo del futuro (ipersonico, tempest), nave futura europea (green vessel), cyber ed elettronica avanzata, tecnologie unmanned, tecnologie spaziali e satellitari), con una attenzione da riversare alla supply chain di PMI.

I restanti 7,5 mld si riferiscono alle attività di sviluppo sperimentale, prototipazione ed eventuale certificazione”.

Come spiega il ministero, “complessivamente l’importo corrisponde al fatturato di un anno dell’industria di settore nazionale ovvero al recupero di una perdita media annua stimata pari a un sesto del fatturato, da recuperare nei sei anni di azione del piano”.

LE POTENZIALITÀ DELLA SPACE ECONOMY

“Il settore dell’economia spaziale è un trend in forte crescita”, si legge nel documento: “Nel 2016/7, il valore dell’economia spaziale globale è stato stimato oltre i 320 miliardi di euro, con un aumento medio del 38% rispetto al 2014, ed è stimato pari a circa 500 miliardi di euro nel 2030”.

L’osservazione della terra, in particolare, presenta le migliori prospettiva di crescita per il mercato dei servizi ed applicazioni.

IL PIANO PREVISTO DAL MISE

Pertanto, il Mise prevede un miliardo di euro per iniziative straordinarie in ambito Space economy a supporto della resilienza della transizione digitale e green del paese e dell’unione.

L’obiettivo del progetto space economy è “quello di mettere in condizione l’industria aerospaziale italiana di trasformare il settore nazionale in uno dei motori propulsori della crescita del paese e affrontare in maniera competitività le sfide imposte dai mercati internazionali”. Tutto ciò partendo dagli asset in dotazione della nazione.

ATTUAZIONE TRAMITE PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO

Il progetto proposto prevede una modalità di attuazione del piano d’investimento attraverso un Partenariato pubblico privato, con valutazione della convenienza e sostenibilità per ambo le parti, sempre in 6 anni.

Per il Mise “il progetto mira a: sviluppare e rafforzare il settore aerospaziale nell’ottica di incrementare la resilienza del settore e del Paese, traguardando la transizione green;  sviluppare delle competenze e tecnologie necessarie alla realizzazione delle infrastrutture spaziali (progetto, integrazione, avvio e operazioni/manutenzione) e sviluppare servizi ed applicazioni innovative, basati sulle infrastrutture spaziali o sui dati da esse generate”.

COLLABORAZIONE TRA LE PA

“Il programma di investimento sarà attuato in collaborazione tra le diverse Pubbliche Amministrazioni, attraverso azioni istituzionali di accompagnamento che coinvolgeranno Ministeri, centri di Competenza e Enti di Ricerca” spiega il documento.

“Alle fasi attuative saranno collegate milestone e risultati, a cui riferire anche l’avanzamento della spesa (ad es. definizione di Piani di Dettaglio, attivazioni di fase pilota e ricerca da parte di Pubbliche Amministrazioni ed Enti di ricerca, avvio delle fasi di mercato/attuative, erogazione di servizi)”.

COINVOLTE ANCHE LEONARDO E FINCANTIERI SUL DOSSIER RECOVERY PLAN

I colossi del settore aerospazio e difesa sono in prima fila nel dialogo con il governo per delineare i progetti in cui investire le risorse del Recovery Fund. Come ha raccontato Michelangelo Colombo su Start infatti, il vertice di Leonardo, il colosso italiano della difesa e dell’aerospazio, sta partecipando a riunioni e interlocuzioni istituzionali sul tema.

A fine agosto “si è tenuto il confronto, convocato dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e presieduto dal viceministro Stefano Buffagni (M5S) con il neo consigliere per la politica industriale, Elio Catania, nominato dal titolare del dicastero, per delineare l’apporto delle aziende di Stato al piano di ripresa per accedere ai 209 miliardi del Recovery Fund”. Alla riunione – secondo la ricostruzione del Sole – c’erano oltre a Profumo di Leonardo anche Giampiero Massolo, presidente di Fincantieri, il gruppo della cantieristica navale di Trieste, insieme ad altri vertici delle partecipate pubbliche.

Tuttavia, secondo il Corriere della Sera bisognerà attendere il nuovo anno per conoscere “l’elenco vero e proprio dei progetti da finanziare con i 209 miliardi di euro messi a bilancio da Bruxelles”.

Ecco di seguito il documento completo.

SCHEDE DI DETTAGLIO-PROGETTAZIONI DEL MISE A PALAZZO CHIGI PER IL RECOVERY PLAN

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