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Privacy: Apple ha lasciato scappatoia a Facebook e Snap per la raccolta dei dati?

Apple Taiwan

Un inchiesta del Ft evidenzia che a società come Facebook (ora Meta) e Snap (proprietaria dell’app Snapchat) è stato permesso di raccogliere dati personali di utenti di iPhone nonostante le nuove restrizioni sul controllo della privacy introdotte da Apple a maggio

 

Apple ha lasciato una porticina aperta per Snap e Facebook con la nuova informativa sulla privacy di iOS.

Il Financial Times rivela che Apple ha consentito agli sviluppatori di app di raccogliere dati dal suo miliardo di utenti iPhone per pubblicità mirata.

Con il lancio di iOS 14.5 a maggio, Apple ha lanciato la sua nuova funzionalità di trasparenza del monitoraggio delle app. Questa funzione sulla privacy è progettata per offrire agli utenti la possibilità di non essere tracciati su altre app e servizi.

Come aveva riportato sempre il Ft a inizio novembre, Facebook, Snap, YouTube e Twitter hanno perso quasi 10 miliardi di dollari di entrate a causa della modifica delle impostazioni sulla privacy dell’iPhone da parte di Apple.

Tuttavia, sette mesi dopo, il nuovo rapporto del quotidiano britannico rivela che aziende tra cui Snap e Facebook (ora Meta) hanno continuato a condividere segnali a livello di utente da iPhone fintanto che i dati sono stati resi anonimi e aggregati.

Tutti i dettagli.

LA NUOVA POLITICA SULLA PRIVACY DI APPLE

A fine aprile il colosso di Cupertino ha introdotto la nuova politica sulla privacy che obbliga le app a chiedere l’autorizzazione prima di monitorare il comportamento degli utenti.

Questo ha consentito alla maggior parte degli utenti di evitare di essere tracciati. Come conseguenza diretta gli inserzionisti avevano meno informazioni su come raggiungere il proprio pubblico di destinazione.

A loro volta, gli inserzionisti hanno tagliato la spesa su alcune delle più grandi piattaforme di social media del mondo in quanto la pubblicità non risultava più “mirata” come prima. Pertanto hanno reindirizzato i loro budget agli utenti di dispositivi Android e all’attività pubblicitaria di Apple.

LE CONSEGUENZE PER LE APP DI SOCIAL MEDIA

Tutto ciò si tradurrà in una perdita di quasi 10 miliardi di dollari, ovvero il 12% delle entrate del terzo e quarto trimestre per le principali società di social media Snap, Facebook, Twitter e YouTube (Google). È quanto ha stimato la società di tecnologia pubblicitaria Lotame al Ft il mese scorso.

IL CONTRACCOLPO PER SNAP

Tra le varie app di social media, la più colpita dal cambiamento di Apple risulta Snap. La società ha perso il 13,2% delle entrate che avrebbe raccolto altrimenti. All’inizio di quest’anno, le azioni Snap sono diminuite dopo che la società ha affermato che non sarebbe stata in grado di stimare l’impatto delle nuove regole di Apple. Il mese scorso, le azioni di Snap sono scese di nuovo – 22% – subito dopo aver riportato entrate inferiori alle previsioni degli analisti.

COSA HA RIVELATO IL FINANCIAL TIMES RIGUARDO FACEBOOK E SNAP

Ma dal rapporto dell’8 dicembre del Financial Times emerge qualcosa di più.

Secondo il Ft, le piattaforme come Snapchat e Facebook “hanno potuto continuare a condividere segnali a livello di utente dagli iPhone, a condizione che i dati siano anonimi e aggregati piuttosto che legati a specifici profili utente”.

Snap e Facebook sottolineano infatti che le linee guida di Apple affermano che le aziende non possono raccogliere dati allo scopo di “identificarli in modo univoco”.

Tuttavia, “possono osservare “segnali” da un iPhone a livello di gruppo, abilitando annunci che possono ancora essere personalizzati per “coorti” in linea con determinati comportamenti ma non associati a ID univoci” spiega il Ft.

IL COMMENTO DEGLI ESPERTI

Pare dunque che Apple abbia ammorbidito il suo approccio intransigente sulla privacy.

Secondo Cory Munchbach, Coo presso la piattaforma di dati dei clienti BlueConic,  Apple ha dovuto fare un passo indietro da una lettura rigorosa delle sue regole perché l’interruzione dell’ecosistema degli annunci mobili sarebbe troppo significativa.

“Apple non può mettersi in una situazione in cui stanno praticamente sventrando le loro app più performanti dal punto di vista del consumo degli utenti”, ha affermato Munchbach al Ft. “Questo alla fine danneggerebbe iOS.”

Tuttavia, consentendo a terze parti di utilizzare dati a livello di utente purché promettano di non abusarne, Apple si sta in effetti fidando degli stessi gruppi che il ceo Tim Cook ha criticato aspramente.

“Le aziende si impegneranno a guardare i dati a livello di utente solo una volta che sono stati resi anonimi, ma senza accesso ai dati o agli algoritmi che funzionano dietro le quinte, gli utenti non sapranno davvero se la loro privacy dei dati è stata preservata”, sostiene Munchbach.

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