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Popup, IA, algoritmi. Così Instagram prova a tutelare i minori

Instagram Minori

Che cosa sta architettando Instagram?

 

Se Pechino piange, la Silicon Valley non ride. Social network alle prese con impostazioni più stringenti per certificare l’età dei propri utenti (leggi anche: Facebook & co, si accede solo con Spid? Inutile. Parla il professor Zanero) nel tentativo di tutelare i minori, che su Instagram abbondano. E se TikTok attualmente si limita a eseguire le disposizioni del Garante della Privacy chiedendo l’età ai propri iscritti (così da iniziare quantomeno a censire i profili “under 13”, che di fatto sulla piattaforma asiatica dilagano incontrollati) e dando per buono quanto dichiarano, il gruppo di Mark Zuckerberg sembra aver preso la sfida del controllo anagrafico un po’ più seriamente, anche se gli effetti e l’efficacia della stretta in arrivo sono tutti da verificare.

LE NOVITÀ DI INSTAGRAM A TUTELA DEI MINORI

A partire dal 17 marzo è in distribuzione in tutto il mondo, Italia compresa, l’aggiornamento Instagram che include una funzione volta a limitare lo scambio di messaggi privati via chat tra adulti e minori di 18 anni non collegati da reciproco “follow”. Si tratta, puntualizzeranno alcuni, di una barriera fin troppo facilmente aggirabile, visto che viene scardinata “followando” l’adulto in questione, ma almeno dovrebbe arginare gli adescamenti via social, in particolar modo quelli fatti da malintenzionati nei riguardi di minori a loro sconosciuti.

Tutto ciò tramite un algoritmo che, fanno sapere dal social network in questione, “si basa sia sulla tecnologia di apprendimento automatico capace di prevedere l’età degli utenti, sia sull’età che gli utenti ci forniscono quando si iscrivono ad Instagram. Muovendoci verso la crittografia end-to-end, stiamo investendo in funzioni che possano tutelare la privacy e tenere le persone al sicuro senza accedere al contenuto dei loro messaggi direct”.

LA PROFILAZIONE E I DUBBI SULLA PRIVACY

Resta però da capire se intelligenza artificiale e apprendimento automatico usati per per accertare l’età degli utenti, benché in campo per tutelarli, non siano a loro volta lesivi della privacy dei minori, dato che costituiscono una profilazione (che avverrà però alla luce del sole, nel senso che è dichiarata, anche se non sappiamo quale azione la attiva). Dal canto suo Instagram sottolinea che, siccome “l’età minima per utilizzare” la piattaforma statunitense “è 13 anni”, il social network è consapevole “che i più giovani possano mentire sulla data di nascita”. Da qui l’esigenza di non limitarsi all’autocertificazione. “Vogliamo fare di più per evitare che questo accada”.

E non saranno le sole novità implementate: tra queste pure popup e disclaimer, insomma, una serie di avvisi di sicurezza che serviranno a ricordare ai minori di prestare attenzione anche nelle chat con gli adulti coi quali sono già in contatto. Pure qui entra in gioco la profilazione, ma questa volta dell’utente Instagram maggiorenne, che sarà segnalato come potenzialmente sospetto laddove inoltri richieste di amicizia o messaggi a tutto spiano a minori. Anche in questo caso bisognerà verificare se la profilazione è compatibile con la privacy degli iscritti.

PROFILO CHIUSO PER MOTIVI ANAGRAFICI? SOLO UN’OPZIONE

Sfuma invece l’obbligatorietà del profilo blindato in caso di minore età: “Sappiamo che alcuni utenti più giovani, come aspiranti creator o atleti, ottengono valore dai profili pubblici – dicono – Per questo, possono comunque scegliere di avere un account pubblico dopo aver letto le nostre opzioni. Se un giovane utente non sceglie l’account privato quando si iscrive ad Instagram, gli invieremo una notifica dopo qualche tempo, evidenziando i benefici di un account privato e ricordandogli di verificare le impostazioni. Questo è solo un primo passo, stiamo valutando ulteriori misure che possiamo implementare per proteggere i più giovani su Instagram, comprese impostazioni di privacy aggiuntive”. Insomma, la chiusura del profilo (che non significa che viene cancellato dal social, ma che può essere visto solo iscrivendosi a quell’utente e venendo manualmente accettati), nonostante appaia come la contromisura più ovvia, sensata ed efficace, resta solamente consigliata. Visto il giro d’affari dei giovanissimi influencer e delle tante starlette che spuntano quotidianamente sui social, non si fatica a comprendere perché.

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