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Pnrr, perché Infratel ha fatto flop sulle gare e non solo (secondo Colao)

Infratel Colao

Cosa è emerso su fondi, bandi di gara e Infratel dall’audizione del ministro per l’Innovazione Vittorio Colao in commissione Trasporti alla Camera sul Pnrr

 

Ha provato a mettere una toppa sulle polemiche per i criteri dei bandi Infratel il ministro per l’Innovazione Colao.

Per le attività di innovazione e transizione digitale nel 2021 sono a disposizione “19,8 miliardi considerando anche fascicolo sanitario elettronico”. Di questi fondi del Pnrr, 9,5 miliardi già assegnati, ovvero circa il 48%, di cui “3,7 miliardi per Italia ad un Giga, 2,2 per Italia a 5G, 1,7 miliardi per lo spazio”, ha evidenziato il ministro Vittorio Colao nel corso dell’audizione in Commissione Trasporti alla Camera sul Pnrr. “La quota rimanente sono principalmente digitalizzazione PA e sanità digitale”.

Nel frattempo, c’è già stato il flop del bando Infratel (gruppo Invitalia, controllato dal Mef) da 60 milioni per portare le connessioni internet veloci anche nelle isole minori. La prima gara della Strategia per la banda ultralarga finanziata con le risorse del Pnrr è andata deserta.

“Il bando – scritto da Infratel – va migliorato e Colao giura che sta dando una mano” riporta Repubblica.

“Abbiamo tre priorità: la prima aggiudicare i bandi entro giugno, la seconda superare le criticità in merito alla disponibilità di forza lavoro qualificata” e “continuare la semplificazione amministrativa”, ha sottolineato Colao.

Tutti i dettagli.

LA CARENZA DI MANODOPERA E NON SOLO

“È stato stimato che per realizzare i progetti le società abbiano bisogno di almeno altre 10mila persone (oggi sono 50mila, ndr)” ha riferito Colao in commissione. “C’è una carenza di manodopera — ha aggiunto — anche per gli scarsi investimenti in formazione e qualificazione da parte delle aziende. Nel bando di gara ci sarà uno specifico punteggio per gli operatori con una strategia adeguata sulla formazione”. “La terza priorità è continuare la semplificazione e l’accelerazione dei tempi amministrativi per realizzare gli investimenti all’interno del cronoprogramma che ha tempi molto serrati” ha concluso Colao.

Ma “mancano – con gli operai – anche le navi” rimarca Repubblica. “Sono le speciali imbarcazioni che trasportano i cavi in fibra ottica da installare sul fondo marino. Queste navi sono molto ricercate e l’Italia faticherà a trovarne. Anche per questo, le imprese installatrici dei cavi hanno disertato il bando di gara del governo Draghi che stanzia 62 milioni per assicurare il web rapido alle nostre isole” mette in evidenza il quotidiano.

COLAO VERSO INTERLOCUZIONE CON MISE E INFRATEL PER BANDI

“Per la gara da 60,5 milioni riservata alla connettività nelle isole minori, andata deserta, Colao ha parlato di un’interlocuzione con il ministero dello Sviluppo economico e con Infratel, la società pubblica che ha predisposto il bando, per trovare una rapida soluzione, consapevoli che il problema è sorto per le garanzie e le penali commisurate all’intero ammontare a fronte del fatto che per la posa dei cavi sottomarini si utilizzano navi la cui disponibilità in questa particolare congiuntura internazionale è molto incerta” riporta il Sole 24 Ore.

PERCHÉ È ANDATA DESERTA LA GARA PER LE ISOLE MINORI

“Non stupirà quindi che il bando per le isole minori lanciato da Infratel lo scorso dicembre sia andato deserto” aveva già sottolineato Dario Denni, fondatore Europio Consulting su Startmag. “La realizzazione del backhaul ottico e la posa di cavi ottici sottomarini, è un mestiere che pochi in Italia sanno fare e che comporta costi folli per investimenti insostenibili, nemmeno se sovvenzionati dallo Stato. A fronte di un bando decisamente non attrattivo elaborato da Infratel, soprattutto per via delle clausole fidejussorie, penali e assicurative particolarmente onerose, si deve aggiungere un fattore di contesto fondamentale. Il settore infatti è in deficit di 10000 addetti specializzati per lo sviluppo di infrastrutture in fibra ottica. Non ha certo risorse da spendere per investimenti in perdita”.

LE PERPLESSITÀ DELLA CGIL

“Il cavo, in sé, è inerte. La “posa”, in sé, è affare semplice e alla portata di tante imprese, grandi, medie o piccole. Non è questo il tema. Il cuore del problema sono l’architettura di rete, la gestione delle connessioni e la necessità di produrre innovazione attraverso investimenti che, per loro natura, non possono che essere pensati su scala larga”, ha notato Emilio Miceli, segretario confederale Cgil su Agendadigitale.eu.

E LA SICUREZZA DELLA RETE?

Ma le critiche e le perplessità sui piani del ministro non si esauriscono con il bando di Infratel per le isole minori.

“Il Piano Italia 1 Giga, tra i criteri di aggiudicazione dei bandi sui lotti, non prevede alcuna specifica sulla sicurezza della rete” ha segnalato il responsabile Innovazione di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone. Pertanto, il deputato ha annunciato un’interrogazione al ministro Colao con i colleghi Silvestroni, Rotelli e Butti “affinchè sia specificata la sicurezza fra i criteri di aggiudicazione dei bandi sul Piano Italia 1 Giga e migliorata l’efficienza dei bandi”, come riporta CorCom.

L’ARTICOLO 8 DEL BANDO ITALIA A UN GIGA

Riguardo al bando da 3,7 miliardi del Piano Italia 1 Giga (pubblicato da Infratel il 15 gennaio) di nuovo Fratelli d’Italia ha sollevato rilievi.

“L’articolo 8 del bando sulle aree grigie è stato modificato nel corso di una notte perché, come costruito, avrebbe escluso Open Fiber” si legge in una nota dei deputati FdI Alessio Butti e Federico Mollicone.

Anche per questo,  il ministro Colao ha assicurato in commissione di aver risolto l’errore in poche ore.

IN ARRIVO I BANDI PER LA SCUOLA CONNESSA E LA SANITÀ…

Inoltre, “entro fine gennaio pubblicheremo i bandi per la scuola connessa e la sanità connessa” ha annunciato Colao nel corso dell’audizione.

…E LA GARA PER IL PSN CLOUD

Ed entro fine gennaio ci sarà anche la gara per il progetto polo strategico nazionale cloud.

A dicembre “abbiamo valutato favorevolmente la proposta di Tim mandataria del RTI con Cdp Equity, Leonardo e Sogei” ha ricordato in audizione il ministro Colao. “Entro fine gennaio prevediamo di pubblicare e mettere quindi a gara questo progetto. “La centrale di committenza per questa gara sarà Difesa e Servizi che è una società in house del ministero della difesa. Il collaudo è programmato per la fine del 2022 e il completamento della migrazione dei dati sul cloud avverrà progressivamente dal 2023 al 2025” ha sottolineato il ministro.

I TIMORI SU GOOGLE, CLOUD ACT E NON SOLO

Proprio sulla scelta della cordata Tim, Cdp, Leonardo e Sogei come progetto di riferimento per la gara del Psn ancora una volta ha espresso dubbi Fratelli d’Italia.

“Come è pensabile affidare il Polo strategico nazionale ad una cordata il cui capofila ha una governance incerta e che potrebbe essere soggetto a Opa da parte di un fondo americano e che usa tecnologia di Google date le implicazioni sui dati del Cloud Act” si legge nella nota di Butti e Mollicone. (Qui l’approfondimento di Startmag su Butti su Psn, cosa prevede e perché ci interessa il Cloud Act Usa).

Senza dimenticare che la scorsa settimana l’Aula della Camera ha approvato la mozione di maggioranza che indica gli impegni al Governo in tema di sicurezza e trasparenza del cloud nazionale.

Con la mozione, si sollecita il governo a “far pervenire alle competenti Commissioni parlamentari una relazione dettagliata per l’espletamento delle procedure relative al Polo”. Così da “assicurare trasparenza in ordine all’autonomia tecnologica del Psn, con particolare riferimento all’eventuale coinvolgimento, anche indiretto, di operatori extraeuropei.”

LE RASSICURAZIONI DEL MINISTRO

Il ministro Colao ha chiarito che la gara sul polo strategico nazionale del cloud “è una concessione”. “Quindi noi come Stato avremo un ruolo di controllo. Nulla di ciò che avverrà nel Psn, chiunque vinca, può essere diverso da quello che il Parlamento vorrà e che il governo implementerà” ha puntualizzato.

ATTESO ENTRO MARZO IL BANDO PER 5G

Infine, “Per quanto riguarda il bando da 2 miliardi per il 5G, atteso entro marzo, Colao ha invece detto che sta per essere notificato lo schema di aiuto alla Ue ma che il sentiero in questo caso è più stretto considerando che si tratta della prima volta in cui si propongono sussidi per il settore, considerato competitivo” ha sottolineato il Sole 24 Ore.

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