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Perché l’Ue scruterà l’americana Nvidia per l’acquisizione di Arm

Arm Nvidia

Secondo il Financial Times, a settembre partirà un’indagine Ue sull’acquisizione del chipmaker Arm da parte di Nvidia

L’americana Nvidia non metterà le mani sui semiconduttori di Arm, gioiello dell’industria tecnologia britannica e fornitore neutrale di tecnologia in tutto il settore dei chip, così velocemente.

Bruxelles a settembre lancerà un’indagine formale sull’acquisizione da parte di Nvidia del produttore di chip britannico Arm, comprato per 54 miliardi di dollari da SoftBank, il conglomerato di investimenti giapponese. Lo rivela il Financial Times. L’indagine riguarderà possibili effetti distorsivi sul mercato e la concorrenza nel settore.

L’indagine, precisa il quotidiano finanziario londinese, comincerà dopo che il colosso americano notificherà ufficialmente alla Commissione europea il suo piano di acquisizione di Arm. Il chipmaker statunitense ha annunciato che farà la sua presentazione dopo il 6 settembre, hanno detto all’Ft persone vicine all’operazione.

L’operazione deve ricevere le approvazioni normative dal Regno Unito, dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti e dalla Cina.

La mossa di Bruxelles arriva dopo che anche il governo di Londra ha avviato lo scorso maggio un’indagine sull’acquisizione, annunciata lo scorso 13 settembre dal colosso americano.

PERCHÉ L’UE INDAGHERÀ SULL’OPERAZIONE DI NVIDIA CON ARM

L’indagine di Bruxelles arriva dopo che l’Autorità per la concorrenza e i mercati (Cma) del Regno Unito ha affermato che la sua valutazione iniziale dell’accordo suggeriva che esistessero “seri problemi di concorrenza” e che una serie di rimedi suggeriti da Nvidia non sarebbe stata sufficiente per affrontarli.

LA POSIZIONE DELL’AUTORITÀ PER LA CONCORRENZA BRITANNICA

La scorsa settimana la Cma ha raccomandato un’indagine approfondita sull’accordo, ma il Regno Unito potrebbe anche decidere di bloccare l’acquisizione per motivi di sicurezza nazionale.

L’autorità britannica teme infatti che l’attività risultante dalla fusione danneggi la competitività dei rivali di Nvidia limitando l’accesso alla proprietà intellettuale di Arm. Le tecnologie di Arm sono utilizzate da aziende che producono chip semiconduttori e prodotti correlati, in concorrenza con Nvidia. Arm stima che il 70% della popolazione mondiale utilizzi la tecnologia basata su Arm.

Secondo la Cma, l’acquisizione potrebbe soffocare l’innovazione in numerosi mercati, inclusi data center, giochi, Internet delle cose e auto autonome. Ciò potrebbe tradursi in prodotti più costosi o di qualità inferiore per aziende e consumatori.

COSA FA LA BRITANNICA ARM

Fondata nel 1990 in Inghilterra, Arm è specializzata in microprocessori con una quota di mercato globale schiacciante nel settore degli smartphone. I suoi chip, prodotti su licenza, si trovano anche in innumerevoli sensori, oggetti collegati e servizi cloud (remote computing).

Ha sede a Cambridge, ma ha anche uffici in tutto il mondo, inclusa una joint venture a Shenzhen, in Cina. SoftBank Group aveva acquistato il 100% di Arm nel 2016 per circa 31 miliardi di dollari.

Arm ha una portata senza precedenti come fornitore di progetti e proprietà intellettuale per la maggior parte dell’industria globale dei semiconduttori. La società concede in licenza la sua tecnologia a clienti come Intel, Qualcomm, Huawei e Samsung Electronics che competono sempre più con Nvidia.

PERCHÉ ANCHE LA CINA GUARDA ALL’OPERAZIONE

Come scritto all’inizio, l’acquisizione di Arm da parte di Nvidia dovrà ricevere l’approvazione anche dalle autorità cinesi.

Arm ha infatti una joint venture chiamata “Arm China” con la società di private equity cinese Hopu Investments. Arm China ha sede a Shanghai, il che significa che il Ministero del Commercio cinese e l’Amministrazione statale cinese per la regolamentazione del mercato avranno il diritto di rivedere l’accordo Nvidia proposto.

Nvidia è una società americana e, sebbene Arm sia britannica, l’acquisizione trasformerebbe Arm in una società americana, rendendola soggetta alla legge statunitense. L’aumento delle tensioni sino-americane potrebbe ridurre la capacità cinese di utilizzare i progetti di fondamentale importanza di Arm.

Considerando quanto il mercato cinese sia dipendente da Arm (il componente principale dei prodotti Huawei), se Arm fosse sotto il controllo degli Stati Uniti, un singolo divieto di esportazione potrebbe paralizzare una parte considerevole del mercato dell’elettronica cinese. Mentre la Cina sta cercando di combattere questa dipendenza con lo sviluppo di processori RISC e le proprie piattaforme software (come Harmony OS), sono ancora lontani anni dalla sostituzione della tecnologia Arm.

CHI PROTESTA CONTRO L’ACQUISIZIONE

Non solo i regolatori, anche le industrie guardano con sospetto l’operazione.

Fin da subito le società di chip rivali hanno sollevato obiezioni all’accordo, osservando che i progetti di chip di Arm sono ampiamente concessi in licenza e, in caso di acquisizione, Nvidia avrebbe il potere di impedire ai rivali di utilizzare la tecnologia Arm, cosa che la società statunitense ha negato.

LA POSIZIONE DI NVIDIA

“Questa transazione sarà vantaggiosa per Arm, i suoi licenziatari, la concorrenza e l’industria” ha dichiarato Nvidia. “Non vediamo l’ora di impegnarci con la Commissione europea per spiegare la transazione e affrontare eventuali dubbi che potrebbero avere”.

IL COMMENTO DEGLI ANALISTI

“Nvidia sta cercando di acquistare una società che sta inserendo i propri chip praticamente nel 95% dei telefoni in tutto il mondo”, ha spiegato Logan Purk, analista senior di Edward Jones. “Questo spaventa molti governi in quanto ci sarebbe una società statunitense che potrebbe essenzialmente controllare l’intero mercato dei chip”.

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