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Perché Tsmc vede rosa

TSMC consolida il suo ruolo cruciale nell’era dell’AI tra espansione globale, equilibri geopolitici e nuove sfide demografiche. L’articolo di Alessandro Aresu

 

La prima parte del 2026 non sembra più dominata dalle preoccupazioni sulla bolla dell’intelligenza artificiale, che del resto vanno e vengono almeno dall’estate 2023. Una nuova conferma, da questo punto di vista, è venuta dai recenti conti di Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), sempre più azienda indispensabile.

TSMC ha nuovamente rivisto al rialzo le stime di quest’anno, dentro un processo più lungo in cui Taiwan ha raggiunto un’indubbia centralità anche nelle valutazioni finanziarie. La borsa taiwanese ha infatti recentemente superato quella di Londra, collocandosi al settimo posto al mondo per capitalizzazione.

In un’intervista al podcast di Dwarkesh Patel, Jensen Huang ha poi nuovamente lodato il suo rapporto con TSMC, dicendo che tra NVIDIA e il colosso taiwanese non c’è nemmeno bisogno di contratti legali su volumi di lungo termine, perché la fiducia reciproca è assoluta e consente a NVIDIA di presentare con chiarezza al mercato i sistemi di nuova generazione, come Vera Rubin.

Uno dei temi toccato anche dal CEO di TSMC, C.C. Wei, davanti alle domande degli attori del mercato, continua a essere la diversificazione produttiva rispetto alla concentrazione degli stabilimenti a Taiwan. In Giappone, l’azienda ha confermato che la sua seconda fabbrica a Kumamoto adotterà processi più avanzati (cosiddetti a 3 nanometri), con l’inizio della produzione commerciale previsto per il 2028. Nel giustificare l’investimento giapponese, TSMC non fa riferimento solo ai generosi sussidi ottenuti dal governo ma anche all’ecosistema tuttora presente in Giappone, soprattutto nei materiali e nei macchinari necessari per i processi produttivi.

C.C. Wei ha poi confermato che l’azienda ha acquisito altri terreni in Arizona per espandere ancora la capacità produttiva per soddisfare i clienti statunitensi.

Tuttavia, la questione dei passaggi tuttora presenti a Taiwan dei processi produttivi di TSMC ha ricevuto una nuova rilevanza mediatica, che testimonia quanto l’industria dei semiconduttori abbia una notorietà inedita rispetto a qualche anno fa. CNBC ha infatti dedicato un lungo servizio all’advanced packaging, per spiegare che anche i chip già prodotti in Arizona da TSMC attualmente sono imballati e rispediti a Taiwan per questo passaggio e per i successivi controlli. È vero che TSMC programma ora di realizzare impianti di advanced packaging negli Stati Uniti, attirando altri fornitori taiwanesi e internazionali, ma questo è lo stato dell’arte.

C.C. Wei e il management di TSMC in queste settimane hanno affrontato anche molte domande sull’approvvigionamento di materiali e gas, e più in generale sulle conseguenze della guerra in Iran. Per questo il chief financial officer di TSMC ha dovuto rassicurare investitori e clienti: sebbene alcuni prezzi siano destinati a subire rincari, con impatti sulla reddittività, le operazioni non sono a rischio di fermo, perché TSMC ha applicato prima degli altri una logica di diversificazione delle forniture.

Il mondo di TSMC è pronto a essere celebrato al Computex di Taipei del 2026, che si svolgerà tra il 2 e il 5 giugno e avrà come tema “AI Together”. In conclusione, è utile chiederci cosa significhi questo “insieme”: per Taiwan, è sempre stato “insieme” a clienti e fornitori internazionali, ma anche un “insieme” inteso come ecosistema di formazione e ricerca applicata, che ha consentito di avere uno straordinario bacino di competenze nell’isola. E la forza di lavoro interna di Taiwan, che costituisce tuttora la quasi totalità dei dipendenti di TSMC, nel prossimo futuro dovrà affrontare la sua più grande sfida: quella demografica. A febbraio 2026, il numero di nuove nascite ha toccato l’ennesimo drammatico minimo storico: appena 6.523. E questo è un dato che anche il gigante industriale fondato da Morris Chang non riesce a cambiare.

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