Si torna a parlare della più grande operazione di sempre in ambito videoludico, l’acquisizione della software house statunitense Activision Blizzard, nota anche al grande pubblico per il suo fps “Call of Duty“, da parte della conterranea Microsoft, per 75,4 miliardi.
MICROSOFT RISARCISCE IL FONDO SVEDESE
Come informa Reuters, infatti, si risolverà con un risarcimento da 250 milioni di dollari la causa intentata dal fondo pensione svedese Sjunde AP-Fonden che aveva accusato gli ex dirigenti di Activision Blizzard, tra cui l’amministratore delegato Bobby Kotick, di aver violato i doveri fiduciari nei confronti degli investitori accelerando l’operazione (a lungo sotto scacco delle autorità antitrust di tutto il mondo) accettando un prezzo di acquisizione di 95 dollari per azione.
LE VECCHIE ACCUSE CHE GRAVAVANO SU ACTIVISION
Secondo l’accusa che viene maggiormente dettagliata dalla testata di settore PC Gamer, Kotick avrebbe chiuso in fretta l’accordo al fine di evitare le conseguenze delle accuse di molestie sessuali all’interno dell’azienda e proteggere il suo ingente guadagno derivante dalla transazione. Tale causa, che aveva agitato pure l’italiano Fondo Cometa, investitore di Microsoft (che ha ricordato come “Activision Blizzard è stata inoltre accusata di ostacolare la sindacalizzazione dei dipendenti”) era stata intentata dal California Department of Fair Employment and Housing, al termine di due anni di indagini che avevano dimostrato l’esistenza di una pluralità di condotte (molestie sessuali, salari più bassi, ritorsioni e meno possibilità di carriera per le donne) tali da rendere l’ambiente particolarmente tossico per le dipendenti della multinazionale statunitense. E si era risolta solo a fine 2023, col colosso di Santa Monica obbligato a versare 45,75 milioni dei 54 totali a un fondo per il risarcimento delle dipendenti discriminate. Il resto era stato devoluto a favore di no profit a tutela dei diritti umani.
QUERELE E CONTROQUERELE
Con riferimento alle accuse arrivate dal fondo pensione svedese, Kotick aveva presentato una propria controquerela, affermando che la causa intentata da AP7 fosse almeno in parte “mirata a spianare la strada a Embracer [società svedese di videogiochi] per rafforzare la propria presenza nel mercato californiano a scapito di Activision”. Embracer – che all’epoca non versava nello stato di crisi attuale – aveva replicato: “non abbiamo mai avuto bisogno di alcun aiuto da parte di un fondo pensione svedese per competere con Activision”.
CHI PAGA E QUANTO PAGA
La cifra di 250 milioni rappresenta lo 0,5% di quanto Microsoft ha pagato Activision Blizzard, circa 30 centesimi per ogni azione della software house acquisita. Il 40% del totale sarà sborsato direttamente da Microsoft, mentre la parte restante dovrebbe essere coperta dall’assicurazione che scatta in casi di responsabilità civile a tutela di amministratori e dirigenti.







