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Perché la Sec affossa Alibaba

Cina Algoritmi

Alibaba cede il 3% in Borsa a Hong Kong dopo minaccia delisting nel 2024 da parte della Sec. Il gigante tecnologico cinese fa sapere che si sforzerà per mantenere la quotazione di New York

Crolla il titolo del colosso dell’e-commerce cinese Alibaba (-3%) alla piazza di Hong Kong.

Le azioni di Alibaba sono scese fino al 5,1% nelle prime contrattazioni a Hong Kong nella tarda notte di domenica, mentre al momento le perdite si sono ridotte a circa il 3%. Le azioni statunitensi sono crollate di oltre l’11% venerdì, dopo che la US Securities and Exchange Commission (Sec) ha aggiunto Alibaba a un elenco di oltre 250 società cinesi che potrebbero subire il delisting a Wall Street a causa del mancato rispetto dei requisiti di revisione finanziaria.

Alibaba si “sforzerà” di mantenere la quotazione di New York nonostante l’aggiunta alla watchlist della Sec ha affermato la società lunedì in una dichiarazione alla borsa di Hong Kong.

La notizia arriva in un contesto di tensioni tra Washington e Pechino su una serie di questioni, dalla tecnologia ai diritti umani a Taiwan, sottolinea Radiocor.

Nel frattempo, venerdì il Wall Street Journal ha anche riferito che il co-fondatore di Alibaba, Jack Ma, si sta preparando a rinunciare al controllo di Ant Group, la società di fintech di proprietà Alibaba (33%).

Tutti i dettagli.

LA DECISIONE DELLA SEC

L’organismo di controllo dei mercati finanziari statunitensi ha deciso di inserire Alibaba in un elenco di oltre 250 aziende che potrebbero essere espulse da Wall Street, se non rispetteranno severi criteri di audit per tre anni consecutivi.

Le autorità di regolamentazione statunitensi hanno chiesto l’accesso completo ai documenti di lavoro di audit delle società cinesi quotate a New York, archiviati in Cina.

COSA PREVEDE LA HOLDING FOREIGN COMPANIES ACCOUNTABLE ACT

A seguito dell’introduzione della Holding Foreign Companies Accountable Act nel 2020, le autorità di regolamentazione possono vietare gli scambi di società straniere negli Stati Uniti se non sono in grado di ispezionare gli audit per tre anni consecutivi.

La normativa mira a rimuovere le società straniere dalle borse statunitensi se non rispettano gli standard di revisione americani sottolinea Reuters.

L’ATTEGGIAMENTO DI PECHINO

“La Cina ha impedito alle sue società e ai suoi contabili di fornire alle autorità di regolamentazione straniere l’accesso ai file di audit, nonostante le leggi statunitensi che ne richiedano l’ispezione ogni tre anni” spiega il Financial Times.

LA POSIZIONE DEL COLOSSO CINESE

Ma Alibaba è intenzionato a restare a Wall Street.

La società ha affermato che “cercherà di mantenere il suo status di quotazione sia al NYSE che alla borsa di Hong Kong”. Ma il colosso cinese non ha spiegato come potrebbe mantenere la sua quotazione negli Stati Uniti.

Il destino della quotazione di Alibaba a New York dipenderà infatti da un accordo tra Pechino e Washington affinché la Cina consenta agli Stati Uniti di accedere ai file di audit.

IL COMMENTO DEGLI ANALISTI

Il calo del prezzo delle azioni di Alibaba è una “reazione istintiva” alla notizia di un potenziale delisting, hanno evidenziato gli analisti di Jefferies ripresi da Reuters. Secondo gli analisti la scadenza del 2024 per la rimozione delle ricevute di deposito cinesi americane dà alla Cina il tempo sufficiente per risolvere i suoi problemi di audit.

“La Cina è seriamente intenzionata a voler risolvere i problemi di audit con gli Stati Uniti e i colloqui continueranno”, si legge nella nota di Jefferies.

GIÙ LE AZIONI DI ALIBABA

Nel frattempo, il titolo di Alibaba è sceso del 27% da un massimo di luglio, dopo essere salito del 70% dal minimo record raggiunto a marzo.

La scorsa settimana, il gigante tecnologico cinese ha dichiarato che farà domanda per una doppia quotazione primaria a Hong Kong mantenendo quella al Nyse. Le azioni di Alibaba scambiano già nelle borse statunitensi e di Hong Kong, ma l’attuale quotazione a Hong Kong è secondaria.

Il processo di quotazione principale a Hong Kong dovrebbe essere completato entro la fine del 2022, ha affermato la società in una nota.

Nel frattempo, in Cina il colosso tecnologico fondato da Jack Ma ha affrontato un’indagine antitrust e una multa da 2,8 miliardi di dollari l’anno scorso.

LE MANOVRE DI MA SU ANT GROUP

Negli ultimi tempi il fondatore Jack Ma è quasi scomparso dalla vista del pubblico. E ora sta ora pianificando di rinunciare al controllo della consociata di Alibaba, Ant Group, secondo il Journal.

Da oltre un anno Ant Group è nel nel mirino delle autorità di regolamentazione del mercato di Pechino. Nel 2020 le autorità cinesi hanno bloccato in extremis l’offerta pubblica iniziale (Ipo) da oltre 34 miliardi di dollari che avrebbe dovuto portare la compagnia sulle borse di Shenzhen e Hong Kong.

 

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