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Perché DoorDash, Siemens e Airbnb scelgono l’IA cinese

Caro-bollette e tensioni geopolitiche stanno spingendo le aziende occidentali a ricorrere all'intelligenza artificiale cinese, ma Pechino valuta la possibilità di limitare l'accesso dall'estero ai suoi modelli più avanzati. Fatti, numeri e commenti

 

“Due anni fa la principale preoccupazione era la Cina, oggi, in Europa, la preoccupazione maggiore sono gli Stati Uniti”. Sintetizza così Per Roman, fondatore del fondo di venture capital Bullhound Capital, il cambiamento che sta investendo il mercato dell’intelligenza artificiale.

Mentre sempre più aziende occidentali scelgono modelli sviluppati in Cina per contenere costi ormai in forte crescita e diversificare la dipendenza dai fornitori statunitensi, Pechino valuta di limitarne l’accesso oltre i propri confini, trasformando l’IA più avanzata in un asset strategico da proteggere.

COSTI E PRESTAZIONI SPINGONO LE AZIENDE VERSO LA CINA

Dalla Silicon Valley all’Europa, le aziende stanno progressivamente affiancando o sostituendo i modelli sviluppati da OpenAI e Anthropic con alternative cinesi, attratte da costi notevolmente inferiori e da capacità ormai considerate competitive. A favorire questa tendenza, afferma Cnbc, è stato anche il passaggio di diversi servizi enterprise di OpenAI e Anthropic da abbonamenti a tariffa fissa a sistemi di fatturazione basati sul consumo, che hanno fatto lievitare le spese per molte imprese.

Secondo OpenRouter, la quota di token elaborati dalle aziende statunitensi tramite modelli cinesi supera il 30% ogni settimana dall’8 febbraio e ha raggiunto punte del 46%. La media dei dodici mesi precedenti era pari all’11%, mentre nella prima metà del 2025 era scesa al 4,5%.

Kyle Chan, ricercatore del Brookings Institution, osserva che “i modelli di IA cinesi sono particolarmente interessanti per le aziende americane ora che i costi dell’IA stanno esplodendo”, sottolineando come oggi le imprese siano molto più attente alla sostenibilità economica delle proprie implementazioni rispetto al passato.

I CASI DI DOORDASH, SIEMENS, AIRBNB E LINDY

Stando al Financial Times, tra le aziende che hanno già integrato modelli sviluppati in Cina figura DoorDash. Il cofondatore Andy Fang ha spiegato che il gruppo affida il “lavoro di livello inferiore” al modello Kimi K2.6 della startup cinese Moonshot AI, riservando invece Fable di Anthropic solo “ai compiti più difficili”. Secondo Fang, questa combinazione “offre prestazioni di gran lunga superiori a un costo inferiore” rispetto alla precedente soluzione basata esclusivamente sui modelli di Anthropic.

Anche Siemens ha scelto di diversificare i propri strumenti di intelligenza artificiale. Il gruppo tedesco utilizza modelli sviluppati da DeepSeek e Z.ai insieme a quelli dei laboratori statunitensi, di Nvidia e della francese Mistral, spiegando di voler mantenere “flessibilità” nella scelta delle tecnologie.

Airbnb ha confermato di utilizzare “un numero limitato di modelli di origine cinese”, precisando però che questi vengono eseguiti esclusivamente tramite fornitori di servizi approvati con sede negli Stati Uniti per garantire la protezione dei dati e delle operazioni aziendali.

La startup californiana Lindy ha invece effettuato una migrazione completa, trasferendo il 100% del traffico dai modelli Claude di Anthropic a DeepSeek. L’amministratore delegato Flo Crivello ha definito il cambiamento “trasformativo”, spiegando che consentirà all’azienda di risparmiare milioni di dollari in pochi mesi e che il passaggio al modello DeepSeek V4 ha migliorato le prestazioni in “molti casi d’uso fondamentali”.

MODELLI CHE HANNO SEMPRE MENO DA INVIDIARE A QUELLI USA

Uno degli elementi che favoriscono la diffusione dei modelli cinesi è la loro natura open source o open-weight, che permette alle aziende di scaricarli, eseguirli sui propri server e adattarli ai dati interni, mantenendo un controllo molto maggiore rispetto ai sistemi proprietari come ChatGPT o Claude.

Per Vipul Ved Prakash, amministratore delegato di Together AI, i migliori modelli open-weight costano tra 10 e 60 volte meno rispetto ai corrispondenti modelli proprietari. Justin Summerville, responsabile dati e analisi di OpenRouter, stima invece che i modelli open source cinesi possano essere dal 60% al 90% più economici rispetto alle principali soluzioni di Anthropic e OpenAI.

Anche il divario tecnologico, scrive Cnbc, continua a ridursi. Il modello GLM-5.2 di Z.ai, presentato a giugno, è stato accolto con entusiasmo nella Silicon Valley. Secondo Harpreet Arora di Vercel, ha registrato il più rapido tasso di adozione tra tutti i modelli monitorati dalla piattaforma nel 2026: nella prima settimana completa il volume giornaliero dei token è aumentato di circa 27 volte e il numero di clienti è cresciuto di circa 80 volte.

E Marc Andreessen, cofondatore di Andreessen Horowitz, ha scritto che “molte persone competenti e addetti ai lavori del settore IA sostengono che GLM-5.2 sia il primo modello cinese capace di eguagliare e spesso superare i modelli pubblici dei grandi laboratori americani senza compromessi”.

L’INCERTEZZA GEOPOLITICA CAMBIA LE STRATEGIE

Accanto alle motivazioni economiche cresce anche il peso delle considerazioni geopolitiche. Il temporaneo blocco statunitense all’esportazione dei modelli Mythos e Fable di Anthropic ha spinto molte aziende a ridurre la dipendenza dai fornitori americani.

Come riporta il Ft, Ben Grinnell, responsabile IA della società britannica Newton, ritiene che, anche dopo la revoca del divieto su Fable, “la percezione del mercato è cambiata per sempre”.

Motivo per cui aziende come Timebutler hanno iniziato a spostare parte dei carichi di lavoro dal modello Claude di Anthropic ai modelli Qwen di Alibaba per diversificare i fornitori, mentre, secondo RTP Global, per molte startup europee un modello cinese ospitato internamente rappresenta oggi la scelta più sicura.

PECHINO VALUTA LIMITI ALL’ACCESSO AI MODELLI PIÙ AVANZATI

Tuttavia, mentre cresce la diffusione internazionale dei suoi modelli, la Cina valuta di limitarne l’accesso dall’estero. Stando a Reuters, infatti, il ministero del Commercio ha discusso con Alibaba, ByteDance e Z.ai possibili restrizioni sui modelli di IA più avanzati, insieme a norme più severe contro il furto di tecnologie e a nuovi controlli sui finanziamenti alle startup. Tra le ipotesi c’è anche un sistema che sottoporrebbe i modelli più avanzati a verifiche di sicurezza o ne limiterebbe l’utilizzo al solo mercato interno.

L’IA COME RISORSA STRATEGICA

La possibilità di limitare l’esportazione dei modelli riflette la crescente importanza strategica attribuita all’intelligenza artificiale sia da Pechino sia da Washington. Le autorità cinesi, secondo Reuters, temono in particolare che il modello Mythos di Anthropic possa essere utilizzato per individuare vulnerabilità software e colpire gli interessi della Cina.

Parallelamente, gli Stati Uniti hanno già introdotto restrizioni all’accesso dei cittadini stranieri ai modelli più avanzati di Anthropic, mentre diversi esperti americani chiedono di regolamentare anche l’utilizzo delle tecnologie cinesi. In questo contesto, i modelli di IA non rappresentano più dunque soltanto strumenti tecnologici, ma assumono un ruolo sempre più centrale nella competizione economica e nella sicurezza nazionale.

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