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Perchè Agcom ha multato Samsung

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Samsung

Agcom multa Samsung per aver fatto presentato n modo scorretto una serie di promozioni legate ai suoi prodotti. Approfondiamo insieme

 

Samsung multata da Agcom. Il colosso sudcoreano dovrà pagare ben 3,1 milioni di euro, per averi violato il Codice al Consumo, pubblicizzando in modo scorretto una serie di promozioni legate ai suoi prodotti.

Samsung, a detta dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, avrebbe lanciato pubblicità ingannevole ed aggressiva, dal momento che “i messaggi pubblicitari presentavano gravi carenze informative sulla natura della promozione, sulle condizioni, limitazioni e modalità da seguire per ottenere il premio/vantaggio promesso, e dall’altro, che le modalità di partecipazione fossero particolarmente gravose”.

In particolare, il messaggio promozionale non esplicitava che l’ottenimento del premio o del rimborso/sconto promesso  non era immediatamente collegato all’acquisto del prodotto, come, invece era intuibile, ma poteva essere ottenuto successivamente all’acquisto. “Con riferimento al primo profilo di ingannevolezza, nei messaggi promozionali non risultava evidente che, l’ottenimento del premio o del rimborso/sconto promesso  non era immediatamente collegato all’acquisto del prodotto, come indicato nelle pubblicità, ma poteva essere ottenuto solo in un secondo momento, seguendo  la procedura prevista per l’operazione a premio, di cui il consumatore veniva pienamente a conoscenza solo dopo avere acquistato il prodotto e dopo aver letto i termini e le condizioni integrali del Regolamento della manifestazione a premio”, si legge in una nota ufficiale diffusa da Agcom. E non è tutto.

Tra le colpe di Samsung anche il fatto che la procedura da seguire per ottenere il premio promesso non fosse proprio semplice. Meglio, le procedure adottate per ottenere quanto detto dal messaggio promozionale “erano tali da ostacolare i consumatori nella richiesta e nell’ottenimento del premio/vantaggio promesso”. Secondo Agcom, infatti, il colosso sudcoreano imponeva una “serie di adempimenti, talvolta ripetitivi, da effettuare entro un breve termine, cui si aggiungeva, in alcuni casi, la reiterata richiesta di produrre ulteriore documentazione (dichiarazioni del venditore, scontrini ed etichette IMEI da produrre in originale); inoltre, in assenza di una connessione a internet (o di strumenti adeguati, quali smartphone o personal computer) e/o di un livello di alfabetizzazione informatica sufficiente, il cliente poteva non essere in grado di adempiere a tutti i passaggi previsti”. Ma non è finita.

Ci sarebbe anche una seconda pratica commerciale scorretta di Samsung individuata da Agcom, collegata alla raccolta dei dati personali dei propri clienti per finalità di marketing adottata da Samsung fino al 15 agosto 2016.

agcom SamsungOgni utente che acquistava un prodotto Samsung in promozione, infatti, era obbligato per partecipare alla promozione, alla registrazione alla piattaforma Samsung People e a fornire il consenso all’utilizzo dei suoi dati personali anche per finalità di marketing. “Non era, infatti, sufficiente informare il consumatore, solo in quel momento, che i dati personali sarebbero stati utilizzati allo scopo di effettuare campagne di marketing dedicate, in quanto il consumatore, che aveva acquistato il prodotto in promozione nella prospettiva di ottenere un premio/rimborso/regalo, non poteva a quel punto esimersi dal fornire una serie di dati personali che esulavano dalla manifestazione a premio e dal consentire il trattamento degli stessi anche per finalità di marketing”, spiega l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato .

Durante l’indagine avviata da Agcom, Samsung comunque avrebbe adottato delle misure correttive, che hanno inciso sulle modalità di partecipazione alle manifestazioni a premio. Ed è per questo che “l’Autorità ha diminuito l’importo della sanzione amministrativa irrogata per la prima pratica a € 2.125.000 (duemilionicentoventicinquemila euro) e l’importo della sanzione amministrativa irrogata per la seconda pratica a € 975.000 (novecentosettantacinquemila euro)”.

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