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Licenziamenti Big Tech

Che cosa cambierà nell’Ue per Google, Facebook, Amazon, Apple, TikTok e Twitter

Con il Digital Services Act, l’Unione europea vuole regolare il far west digitale delle big tech. Tra le 19 aziende che dal 25 agosto saranno sottoposte a controlli più rigidi da parte dei regolatori Ue figurano anche Facebook, Amazon, Apple, TikTok e Twitter. Tutti i dettagli

 

Sale a 19 il numero delle big tech sotto la lente d’ingrandimento della Commissione europea. “Dovranno cambiare i loro comportamenti se vorranno continuare a operare in Europa”, ha avvertito ieri il commissario per il Mercato interno e i servizi, Thierry Breton, annunciando la stretta in base alle nuove norme presenti nel Digital Services Act (Dsa).

Tra i colossi che dal 25 agosto saranno sottoposti a un controllo più rigido da parte dei regolatori europei figurano anche Google, Facebook, Amazon, Apple, TikTok e Twitter.

A COSA SERVE IL DIGITAL SERVICES ACT

Il Digital Services Act (Dsa) è il nuovo regolamento sui servizi digitali, approvato dal Parlamento europeo insieme al Digital Markets Act (Dma). I due provvedimenti compongono il Digital Services Package, un progetto più ampio per la ridefinizione delle regole dell’ambiente digitale.

Come ha spiegato il Consiglio europeo, il Dsa – entrato in vigore nel novembre 2022 – ha modificato le norme esistenti secondo il principio: “ciò che è illegale offline dovrebbe essere illegale anche online”. L’obiettivo è infatti quello di rendere sicuro l’ambiente digitale, tutelando i diritti degli utenti.

CHI INTERESSA

Il Dsa si applica a tutti i servizi digitali che mettono in collegamento i consumatori con beni, servizi o contenuti.

È prevista, tuttavia, una distinzione tra grandi piattaforme e aziende più piccole o startup: le big tech, ovvero servizi con oltre 45 milioni di utenti, avranno maggiori responsabilità, mentre le piattaforme minori potranno godere di esenzioni.

COSA PREVEDE

Il nuovo regolamento ha l’obiettivo di limitare la diffusione online di contenuti e prodotti illegali, offrire agli utenti maggiore scelta e migliori informazioni.

Non potranno inoltre essere più visualizzati annunci pubblicitari basati su dati sensibili dell’utente – come l’origine etnica, le opinioni politiche o l’orientamento sessuale -, con un divieto di fatto di profilazione. Particolare attenzione viene poi dedicata alla protezione dei minori, con valutazioni speciali del rischio che includano anche i potenziali effetti negativi sulla loro salute mentale. Infine, sono previste misure contro la disinformazione.

Le autorità di regolamentazione possono controllare i contenuti per ridurre i commenti dannosi e stabilire regole per l’uso dell’intelligenza artificiale (IA).

Infine, le piattaforme interessate avranno quattro mesi di tempo per conformarsi alle nuove norme previste dal Dsa, la cui violazione comporta multe fino al 6% del fatturato annuo e, in caso di recidiva, il divieto di operare sul territorio europeo.

LE AZIENDE NEL MIRINO

Alle piattaforme online già sotto sorveglianza come Alibaba AliExpress, Zalando, Booking, Instagram, LinkedIn, Pinterest, Snapchat, Wikpedia, YouTube, Google Play, Google Maps, Google Shopping e ai due motori di ricerca Bing e Google Search, si aggiungono ora anche Apple AppStore, Facebook, Amazon Marketplace, Twitter e TikTok, per un totale di 19 aziende digitali.

Ma la lista, come anticipato da Breton, potrebbe anche allungarsi. In particolare, la Commissione sta ancora esaminando quattro o cinque piattaforme sulle quali verrà presa una decisione nelle prossime settimane.

Le aziende sono state indicate in base al loro bacino di utenti, che doveva essere reso noto entro lo scorso 17 febbraio.

Grandi piattaforme come Spotify e Uber, afferma Euractiv, si sono limitate a dichiarare di non raggiungere la soglia, nonostante sia stato richiesto loro di pubblicare la cifra esatta. E siti pornografici come PornHub potrebbero essere nel mirino delle autorità di regolamentazione europee per aver dichiarato cifre troppo basse.

TWITTER, SORVEGLIATO SPECIALE…

Bruxelles ha anche riferito che presterà articolare attenzione a Twitter, che dovrà affrontare “una quantità significativa di lavoro per conformarsi al nuovo regolamento”.

Su richiesta di Breton, la piattaforma condurrà infatti uno stress test presso la propria sede di San Francisco alla fine di giugno.

…INSIEME A QUALCUN ALTRO

Ma Twitter non sarà l’unico ad avere gli occhi puntati addosso. Il commissario francese ha aggiunto di “non vedere l’ora di essere invitato alla sede di ByteDance per capire meglio l’origine di TikTok e delle altre innovazioni che ByteDance sta sviluppando”.

Breton ha inoltre intenzione di parlare con il Ceo di Meta, Mark Zuckerberg, perché “particolarmente preoccupato” per il sistema di moderazione dei contenuti di Facebook e per il ruolo che la piattaforma ha svolto nella guerra ibrida in alcuni Paesi dell’Europa centro-orientale riguardo al conflitto in Ucraina.

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