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Corriere Stellantis Riciclo

Per il riciclo dei veicoli Stellantis sceglie la Francia (che strano…)

Stellantis aveva annunciato che Mirafiori sarà al centro della strategia circular economy del gruppo, ma intanto per il riciclo delle auto parte da Francia, Belgio e Lussemburgo...

Se nel vecchio modo di intendere l’automobile la Germania era l’industria del Vecchio continente, nell’epoca della transizione ecologica la Francia potrebbe ambire ad essere il “ricondizionatore” di veicoli dismessi. O, per dirla in termini moderni, un enorme hub dedicato alla circular economy.

LA CIRCULAR ECONOMY CONVIENE DAVVERO

Attenzione, dietro c’è molto di più del green washing praticato come se non ci fosse un domani da tutte le aziende. Le case automobilistiche europee non vogliono investire tempo e denaro nel salvare il salvabile dalle lamiere di veicoli arrivati a fine vita solo per una operazione di facciata (certo, c’è comunque tanto marketing in mezzo). Lo devono fare essenzialmente per restare competitive con la Cina, che alla tradizionale manodopera a basso costo oggi aggiunge pure le sue riserve sterminate di metalli e terre rare, essenziali per produrre semiconduttori e batterie.

Insomma, le case automobilistiche europee hanno bisogno di accorciare la filiera e, soprattutto, non dipendere da Paesi capricciosi e volubili sul fronte della politica estera, per evitare difficoltà nell’approvvigionamento (qui la mappa delle nuove filiere dell’automotive, inclusi gli accordi di approvvigionamento con i colossi minerari).

L’UE NON HA MATERIE PRIME E LA FRANCIA SI MUOVE DA SOLA

Da qui al 2030, l’Europa non produrrà più del 30% del suo fabbisogno di minerali strategici per le batterie elettriche nella transizione energetica, come litio, cobalto o nichel, che sarà quindi costretta a importare ampiamente, afferma un rapporto che il governo francese ha sulla scrivania da parecchio tempo. Il documento potrebbe del resto essere alla base del fatto che proprio la Francia stia attraendo investitori interessati al riciclo di componenti delle auto.

I PIANI DI STELLANTIS PER IL RICICLO

Non ultimo Stellantis che ha appena firmato un memorandum d’intesa con la belga Galloo (attiva appunto nel riciclo dei metalli) in base alla quale verranno avviate trattative esclusive sulla costituzione di una joint venture per il riciclo di veicoli a fine vita.

La nuova società dovrà collaborare con gli impianti di trattamento autorizzati per ritirare gli ELV (End-of-Life Vehicles) dall’ultimo proprietario di un determinato mezzo, consentendo così il recupero dei componenti per il riutilizzo, la rigenerazione e il riciclo.

I servizi di riciclo che Stellantis intende mettere in piedi saranno operativi alla fine del 2023 e verranno offerti anche ad altre case automobilistiche. Si parte naturalmente da Belgio e Lussemburgo, dove ha sede il partner e, soprattutto, dalla Francia. Particolare, questo, che sembra rinfocolare le polemiche tutte italiane sul fatto che la strategia di Stellantis sia francocentrica. Quindi il nuovo servizio si renderà disponibile anche nel resto d’Europa.

LA BUSINESS UNIT GREEN

Nell’ultimo periodo Stellantis ha annunciato un piano completo per la sua business unit di Economia Circolare. L’iniziativa, fanno sapere dal Gruppo guidato da Carlos Tavares, consentirà di ottenere oltre 2 miliardi di euro di ricavi entro il 2030 e di realizzare l’ambizioso obiettivo di decarbonizzazione dell’azienda, azzerando le emissioni nette di carbonio entro il 2038.

La nuova unità organizzativa è una delle sette business unit in crescita annunciate nel piano strategico Dare Forward 2030 e prevede l’espansione del suo approccio rigoroso a 360 gradi basato sulla strategia delle 4R (reman, repair, reuse e recycle). L’obiettivo è quello di adempiere alle responsabilità etiche dell’azienda e accrescere il valore finanziario di Stellantis.

Gli obiettivi principali della business unit di Economia Circolare sono “il prolungamento della vita delle vetture e dei componenti per quanto più possibile. Allo stesso tempo, l’unità punta a reimmettere materiali e auto a fine ciclo vita nel flusso di produzione di nuovi veicoli e prodotti”. Tale metodologia è conforme ai principi del “Design per l’economia circolare” che sono alla base di un veicolo tutto francese: la nuova Citroën ‘oli’ [all-ë]. Questa concept car di veicolo familiare multifunzionale, fanno sapere dal Gruppo, utilizza materiali leggeri e riciclati, adotta processi di produzione sostenibili, punta a prolungare la durabilità e ad elevare la riciclabilità al termine dell’utilizzo ed è accessibile economicamente.

MIRAFIORI AL CENTRO DELLA NUOVA STRATEGIA?

A settembre, Stellantis ha annunciato che il suo principale Hub per l’Economia Circolare sarà inaugurato nel 2023 presso il comprensorio di Mirafiori, in Italia. L’operazione consentirà di espandere le attuali attività di Stellantis e di sostenere il modello di business “cradle-to-cradle” in Europa.

L’Hub ospiterà attività di ricondizionamento e smontaggio dei veicoli e di rigenerazione dei componenti. L’obiettivo è quello di espandere ulteriormente gli Hub a livello globale e la loro gamma di prestazioni. Le ambizioni della business unit sono complementari alle attività di Aramis, società acquisita nel 2016, leader europeo nella compravendita online di auto multimarca usate che disporrà, entro la fine dell’anno, di sette centri di ricondizionamento interni collocati in posizioni strategiche in Europa occidentale e centrale.

Oltre agli hub per l’Economia Circolare, la business unit utilizzerà i “circuiti locali” per mantenere prodotti e materiali all’interno dei Paesi e accelerare il processo di consegna ai clienti. In Brasile, componenti chiave come i motorini di avviamento e gli alternatori dei veicoli a marchio Stellantis vengono rigenerati, distribuiti e venduti in 1.000 concessionarie locali, supportando la filosofia dell’Economia Circolare e l’obiettivo di azzeramento delle emissioni nette di carbonio.

Tale iniziativa si basa sulle competenze attualmente in possesso dell’azienda e rappresenta un ulteriore passo in avanti nell’attuazione del piano strategico per la business unit di Economia Circolare di Stellantis. Quest’ultima mira a quadruplicare i ricavi derivanti dall’estensione della vita utile di componenti e servizi e ad aumentare di 10 volte, rispetto al 2021, i ricavi ottenuti dal riciclo entro il 2030.

NON SOLO STELLANTIS: CHI SI MUOVE SUL RICICLO

Sempre in Francia, Renault al comparto dedicherà perfino una nuova azienda, The Future Is Neutral, che mira a diventare leader su scala europea dell’economia circolare automobilistica, al servizio non solo degli altri marchi automobilistici ma anche dell’intero settore industriale.

Oggigiorno, hanno ricordato dal marchio della Losanga durante l’evento di presentazione, un nuovo veicolo contiene solo tra il 20 e il 30% di materiali riciclati da tutti i settori mentre l’obiettivo di Renault è arrivare nel 2030 a 3 milioni di tonnellate di acciaio riciclato (1,8 nel 2021) sestuplicando la quantità di plastica e rame recuperati, triplicando quella del platino, del palladio e del rodio e arrivando (a partire dal 2024) a 4.500 tonnellate di materiali riciclati dalle batterie delle auto elettriche.

Per farlo The Future Is Neutral sta aprendo una minoranza del proprio capitale a investitori esterni con l’obiettivo di cofinanziare investimenti per circa 500 milioni di euro fino al 2030.

VINCE CHI RIESCE A RECUPERARE PIÙ TERRE RARE (NON SOLO DAL SOTTOSUOLO)

Quanto ai veicoli elettrici, il cui numero dovrebbe passare dai 10 milioni del 2020 agli oltre 100 milioni entro il 2030 in tutto il mondo, il Gruppo Renault insieme a Veolia, azienda specializzata nella gestione ottimizzata delle risorse, e Solvay, attore nel campo della chimica avanzata e dell’innovazione scientifica, avevano già annunciato una collaborazione per riciclare i metalli delle batterie elettriche.

L’obiettivo è quello di costituire una fonte di approvvigionamento sicura e sostenibile di metalli strategici per le batterie (cobalto, nickel, litio), valorizzando le rispettive competenze in ogni fase della catena del valore (raccolta delle batterie a fine vita, smantellamento, estrazione e purificazione dei metalli), migliorando i processi di riciclo delle batterie.

I metalli strategici derivati dalle batterie a fine vita dei veicoli elettrici saranno estratti, purificati e trasformati in materiali ad alta purezza pronti per essere riutilizzati per la produzione di nuove batterie. Se un tempo questi metalli erano recuperati in una forma esclusivamente destinata alle applicazioni metallurgiche, il nuovo procedimento a circuito chiuso dovrebbe contribuire alla riduzione dell’impronta ambientale delle future batterie dei veicoli elettrici.

I tre partner sono già attivamente impegnati in una fase sperimentale che comporta la realizzazione di uno stabilimento pilota in Francia, su scala preindustriale, in grado di estrarre e purificare i metalli contenuti nelle batterie a fine vita. Una conferma dell’impegno di Renault nella protezione del’ambiente.

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